
In Germania il numero di abitazioni completate continua a diminuire e lo confermano i dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica: nel 2025 sono state infatti ultimate 206.600 unità abitative, con una riduzione del 18% rispetto all’anno precedente. Già nel 2024 il comparto aveva registrato un calo significativo, pari al 14,4%.
Il livello raggiunto riporta il settore edilizio tedesco vicino ai minimi osservati nel 2009, anno che aveva registrato il completamento di appena 159.000 abitazioni. Dopo una fase di graduale risalita e di aumento dei numeri fino al 2020, anno che aveva registrato 306.400 abitazioni completate, la tendenza si era nuovamente invertita, mantenendosi stabilmente sotto quota 300.000.
Carenza di alloggi e pressione sulle grandi città
Il rallentamento dell’edilizia residenziale continua a incidere soprattutto nelle grandi aree urbane, dove la disponibilità di abitazioni resta insufficiente rispetto alla domanda e la crisi degli alloggi è una realtà sempre più rilevante. Secondo le stime riportate dalle autorità tedesche, nel Paese mancherebbero circa un milione di abitazioni.
La ministra dell’Edilizia e alloggi, Verena Hubertz, ha definito i dati del 2025 “negativi”, collegandoli direttamente agli effetti accumulati negli ultimi anni di flessione economica e finanziaria. Ha inoltre dichiarato che le circa 206.000 abitazioni completate non sarebbero sufficienti per rispondere alle necessità attuali di chi cerca casa.
I numeri insufficienti delle unità abitative completate non sarebbero, tuttavia, la sola causa della crisi del settore, a cui contribuirebbero anche i tempi lunghi e le complessità legati alla burocrazia edilizia, i costi elevati dei materiali, la scarsità di terreni edificabili e una struttura normativa complessa da considerare come riferimento, dalle norme antincendio e antirumore alla regolamentazione sugli affitti.
Costi, burocrazia e materiali frenano il settore edilizio
Secondo Ludwig Dorffmeister dell‘ifo Institut, istituto per la ricerca economica tedesco e tra i più influenti think tanks europei, costruire in Germania resta un processo “troppo complicato, costoso e lento” per le ragioni appena citate.
Nel frattempo continuano a crescere anche i tempi necessari per completare una costruzione, visto che nel 2020 il tempo medio trascorso tra il rilascio del permesso edilizio e la consegna finale di un’abitazione era di circa 20 mesi mentre nel 2025 è salito a 27 mesi.
Inflazione elevata, salari reali in diminuzione e interessi più alti continuano inoltre a pesare sull’intera filiera, senza contare gli effetti della guerra in Iran sull’economia tedesca più in generale.
I timori per il 2026 e l’effetto della crisi geopolitica
Le previsioni per il 2026 non indicano quindi una ripresa immediata: al contrario l’ifo stima che il numero di abitazioni completate possa scendere ulteriormente fino a 185.000 unità.
Anche il clima di fiducia delle imprese del comparto è peggiorato sensibilmente, considerando che ad aprile il relativo indicatore ifo è sceso da meno 19,3 a meno 28,4 punti, registrando il calo più marcato degli ultimi quattro anni.
Permessi edilizi in crescita, ma aumentano anche quelli decaduti
Accanto ai dati negativi emerge però un elemento in controtendenza e cioè quello del numero dei permessi edilizi per nuove abitazioni, che nel corso del 2025 è aumentato del 10,6%, raggiungendo quota 238.100. Anche qui, però, tocca registrare come parallelamente sia cresciuto anche il numero dei permessi decaduti: nel 2025 ne sono stati infatti annullati 35.700, il dato più alto registrato dal 2002 e circa un quarto in più rispetto all’anno precedente.
Sul piano geografico, il rallentamento ha colpito in modo più severo la Germania orientale, dove il calo delle nuove abitazioni completate è stato più che doppio rispetto a quello registrato nelle regioni occidentali del Paese.




