Il gruppo Alex Springer premia Peter Thiel. Così l’editore tedesco corteggia il gigante tech più controverso
Il gruppo Axel Springer, che in Germania è editore di alcune delle testate più lette del Paese, afferenti all’ambito della destra conservatrice, ha annunciato l’assegnazione dell’Axel Springer Award 2026 a Peter Thiel, imprenditore e investitore statunitense tra i più noti e controversi del settore tecnologico, nonché fondatore di Palantir. Il premio, istituito dalla casa editrice tedesca, viene conferito ogni anno a figure ritenute rappresentative dell’innovazione digitale contemporanea.
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La motivazione ufficiale del premio Axel Springer a Peter Thiel
Nel comunicato diffuso da Axel Springer, Peter Thiel viene descritto come una personalità che avrebbe generato nuovi mercati, ridisegnato quelli già esistenti e condizionato in modo durevole i dibattiti tecnologici, economici e sociali contemporanei. La casa editrice lo colloca tra gli investitori più influenti del digitale: cofondatore di PayPal, avrebbe posto le fondamenta dei sistemi di pagamento globali online; primo finanziatore esterno di Facebook, ne avrebbe intuito con anticipo il potenziale di trasformazione dei rapporti sociali in rete. Attraverso il Founders Fund, il fondo da lui guidato, sostiene oggi realtà attive in settori che spaziano dall’intelligenza artificiale alla biotecnologia, fino alla ricerca spaziale. Nel comunicato non si menziona il fatto che Thiel sia stato anche uno dei principali finanziatori della prima campagna elettorale di Donald Trump. Durante il primo mandato presidenziale di Trump ha inoltre ricoperto un ruolo ufficiale di consulente.
L’Apocalisse, l’Anticristo e il rifiuto della democrazia
Peter Thiel è una delle figure più controverse del panorama politico-imprenditoriale contemporaneo. La sua vicinanza al presidente statunitense Donald Trump non è mai stata un mistero, così come il sostegno al vicepresidente JD Vance, in passato collaboratore di un fondo riconducibile allo stesso Thiel, ma non sono questi gli elementi che lo distinguono da molti altri detentori di grandissimi patrimoni. Alcune sue osservazioni, infatti, svelano una visione del mondo assai più radicale di quella espressa finora dall’amministrazione statunitense.
Già nel 2009 Thiel aveva messo espresso la propria convinzione che libertà e democrazia non fossero più conciliabili, laddove la libertà che evidentemente veniva presentata come preferibile alla democrazia era essenzialmente la libertà imprenditoriale. Thiel ritiene infatti che tutti i meccanismi che oggi legano il governo degli Stati alla volontà popolare dovrebbero essere aboliti, a favore di una gestione dei governi prossima a quella delle grandi imprese.
Tra le sue affermazioni più discusse figura quella pubblicata sul Financial Times nel novembre 2024, in cui l’imprenditore ha definito l’apocalisse come lo strumento più pacifico per chiudere lo scontro tra i vecchi poteri e Internet, uno scontro che la rete avrebbe già vinto. Nel vocabolario di Thiel, organizzazioni sovranazionali come le Nazioni Unite vengono associate alla figura dell’Anticristo, mentre gli Stati Uniti e, indirettamente, lui stesso, vengono presentati come il Katechon: l’entità che, secondo la tradizione teologica a cui il termine rimanda, trattiene e ritarda la fine del mondo.
Tra gli avversari indicati da Thiel figurano anche il giornalismo d’inchiesta e i grandi media. Insieme all’amico e co-investitore Eric Weinstein, che ha coniato l’espressione “Distributed Idea Suppression Complex” per descrivere un presunto apparato di soppressione delle idee, Thiel colloca in questa categoria media, università, autorità pubbliche e organismi come l’ONU: tutte istituzioni che si sarebbero opposte, almeno in parte, all’azione senza vincoli di aziende di sorveglianza come Palantir, alla privazione del diritto di voto per milioni di cittadini statunitensi o a un ridimensionamento della democrazia da parte delle grandi piattaforme tecnologiche.
Palantir, il gigante dei dati che l’Europa rifiuta
Cofondata dallo stesso Thiel, Palantir rappresenta un ulteriore terreno di attrito. L’azienda descrive la propria missione come la creazione della miglior esperienza utente possibile per lavorare con grandi quantità di dati, permettendo di porre e risolvere interrogativi complessi. Questa formulazione neutra descrive però, in termini molto vaghi, l’operato di quello che per moltissimi è una sorta di grande fratello, che, ignorando e scavalcando il diritto alla privacy, acquisisce e incrocia milioni di dati di singoli e gruppi, dai post social ai referti medici, dalla posizione dei telefoni cellulari fino ai movimenti finanziari, mettendoli poi a disposizione dei clienti dell’azienda. Non solo: Palantir produce anche software per uso militare. Tra i suoi prodotti figura Gotham, software impiegato nei sistemi d’arma per supportare i militari attraverso quella che l’azienda stessa definisce una catena di eliminazione dei bersagli assistita dall’intelligenza artificiale.
Il cofondatore Thiel e l’amministratore delegato Alex Karp sono da tempo al centro di polemiche su entrambe le sponde dell’Atlantico. In una conference call con gli investitori, Karp ha dichiarato che il software sviluppato dall’azienda è concepito per funzionare, all’occorrenza, come arma letale, aggiungendo che Palantir esiste per creare discontinuità e, quando necessario, spaventare i nemici e talvolta eliminarli. In un’altra occasione, secondo quanto riportato, l’amministratore delegato avrebbe affermato che rendere costituzionali i crimini di guerra risulterebbe vantaggioso per il business, dopo gli attacchi statunitensi contro imbarcazioni nei Caraibi.
Organizzazioni come Amnesty International contestano, fra le altre cose, il trattamento di enormi volumi di dati da parte dell’azienda, segnalando rischi legati a privacy, trasparenza ed eventuale rivendita di informazioni private e dati sensibili, come quelli sanitari. Amnesty ha definito problematico l’accesso senza precedenti concesso a Palantir ai dati sanitari della popolazione britannica durante la pandemia, attraverso i contratti tecnologici con il sistema sanitario pubblico.
Il software dell’azienda risulterebbe inoltre impiegato dal Pentagono per la raccolta di informazioni riservate destinate all’individuazione di obiettivi in recenti attacchi missilistici contro postazioni iraniane. Nel 2024 Palantir ha inoltre firmato un accordo con le forze di difesa israeliane per missioni legate al conflitto, a supporto delle operazioni militari a Gaza, e il suo software viene utilizzato per localizzare famiglie di migranti negli Stati Uniti nell’ambito delle attività dell’agenzia per l’immigrazione e le dogane. Anche la polizia di diversi Länder tedeschi si è dotata dei software di sorveglianza della popolazione sviluppati da Palantir.
Sempre più scetticismo in Europa
Diversi esecutivi europei stanno rivedendo il proprio rapporto con Palantir, soprattutto nei settori della difesa, della polizia e dell’intelligence, pur con livelli di adozione molto diversi da Paese a Paese.
Nei Paesi Bassi, il segretario di Stato alla Difesa Derk Boswijk ha dichiarato alla Camera dei rappresentanti che entro due anni dovrà essere disponibile un’alternativa pienamente operativa a Palantir. Secondo quanto riportato dai media locali, il Paese utilizza il software dell’azienda dal 2010 su scala ridotta e compartimentata. Il governo lavorerebbe ora a una politica su due binari per ridurre la dipendenza dal fornitore statunitense e orientarsi verso soluzioni europee. La richiesta era arrivata dalla parlamentare Michelle Jagtenberg, che aveva definito “razzista e antidemocratica” l’ideologia dell’azienda, chiedendo l’interruzione del rapporto, in linea con una mozione approvata nel 2025 per una maggiore indipendenza tecnologica del governo olandese.
Nel Regno Unito, un rapporto parlamentare ha descritto i programmi dell’azienda come un punto di vulnerabilità inaccettabile per la sicurezza nazionale, chiedendo che il contratto con il servizio sanitario pubblico non venga rinnovato alla sua scadenza, prevista nel 2027, a favore di un fornitore locale. Resta invece attivo un contratto triennale da 240 milioni di sterline, circa 276 milioni di euro, stipulato con il ministero della Difesa britannico per il supporto decisionale operativo, interoperabile con la NATO e con i sistemi Palantir di altri paesi alleati.
In Germania, alcuni corpi di polizia in Baviera, Assia e Nord Reno-Westfalia utilizzano una versione limitata di Gotham per le indagini su minacce gravi come gli attacchi terroristici, secondo la stampa locale. A livello federale, tuttavia, le forze armate tedesche hanno escluso contratti con aziende statunitensi, Palantir inclusa: il responsabile della cyberdifesa Thomas Daum ha dichiarato che, per quanto la funzionalità del prodotto interessi, risulta al momento inconcepibile concedere a personale di un’azienda privata l’accesso alla banca dati nazionale. Il governo tedesco starebbe valutando alternative europee, tra cui la francese ChapsVision.
La Danimarca aveva firmato un contratto settennale con Palantir per le piattaforme di sorveglianza e analisi dei dati Maven Smart System e Foundry, ma ha di recente annunciato la ricerca di soluzioni locali sostitutive. La Svizzera ha respinto proposte dell’azienda almeno nove volte per ragioni di sicurezza. In Spagna, dove il governo ha firmato un contratto da 16,5 milioni di euro nel 2023, oltre quaranta aziende utilizzano attualmente il software Palantir, senza che finora si sia registrata un’opposizione pubblica su larga scala.
Nonostante le resistenze istituzionali, l’interesse privato in Europa non sembra affievolirsi: oltre cento tra banche, gestori patrimoniali e fondi pensione europei avrebbero incrementato il proprio investimento nelle quote dell’azienda nell’ultimo anno, secondo un’inchiesta di Follow the Money.
Un premio già assegnato ai protagonisti del Big Tech
La scelta di Peter Thiel come destinatario del premio tedesco non rappresenta una novità nella storia recente del riconoscimento: nel 2025 l’Axel Springer Award era andato a Sam Altman, fondatore di ChatGPT. Mathias Döpfner, presidente del consiglio di amministrazione di Springer, aveva motivato la scelta sostenendo che Altman incarni una forza innovativa unita alla capacità di riflessione, e che il suo lavoro abbia cambiato il modo di concepire la tecnologia e le sue possibilità di ampliamento delle capacità umane.
Anche Altman non è estraneo a dichiarazioni che hanno suscitato dibattito, tra cui l’affermazione secondo cui l’intelligenza artificiale porterebbe alla fine del mondo, o quella in cui ha ridimensionato l’impatto ambientale dei data center, sostenendo che costruirne uno risulterebbe comunque più economico rispetto all’istruzione di una persona lungo l’intero arco della vita.
Prima di Altman, l’elenco dei vincitori include Mark Zuckerberg nel 2016, Jeff Bezos nel 2018 ed Elon Musk nel 2020: una sequenza di figure di riferimento del settore tecnologico statunitense che compone, nel tempo, un profilo coerente delle scelte compiute da Springer.




