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La carica delle 101 “RS1000 Melkus”: la prima auto sportiva della DDR

Testo e disegno di Paolo Brasioli

L’idea di un’auto sportiva nella DDR

Tanti furono i simboli che nel 1969 la DDR, in occasione del ventennale della propria costituzione (1949), presentò al paesaggio culturale e sociale. E questi vennero posizionati nei contesti urbani più frequentati e rappresentativi, soprattutto al centro delle piazze, comunicando dei concetti. Lo spazio infinito veicolato nella Fernsehturm e il tempo globale nel Weltzeituhr in Alexanderplatz. Ma meno conosciuto, e forse anche più sorprendente, ce n’è stato uno su quattro ruote. Si tratta della Melkus RS 1000, un’auto sportiva della Germania Est basata principalmente sulla meccanica e costruzione della più ordinaria berlina Wartburg 353.

di Paolo Brasioli

I disegni sono liberamente ispirati dal video ufficiale “Around the world la la la la” degli A Touch of Class, del 2000

Sviluppata come coupé sportiva a due posti sotto la direzione del pilota automobilistico nativo di Dresda Heinz Melkus (1928-2005), venne costruita in ben 101 esemplari tra il 1969 e il 1979. La sigla “RS” nel nome sta per “Rennsportwagen” (auto sportiva da corsa) e la cifra “1000” ne indica la cilindrata. L’idea nacque dall’auto inglese Lotus Elan, che Melkus osservò nelle sue linee e prestazioni durante una gara nel 1963. Sicuramente anche l’italiana Lamborghini Miura e la statunitense Ford GT40 furono di ispirazione stilistico-compositiva.

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Lo sviluppo progettuale

Melkus decise quindi, non senza una buona dose di coraggio, di costruire un’auto sportiva nella DDR simile a quei modelli che erano chiaramente prodotti ed espressione del capitalismo, invece nel clima culturale-economico socialista della sua Germania dell’Est. Al fine di ottenere il necessario permesso dalla leadership politica per costruire un’auto sportiva, la Commissione per le corse automobilistiche dell’associazione “ADMV” (Automobile Club tedesco) presentò una richiesta alla Commissione centrale per lo sport nel novembre 1968 appunto per la costruzione di un’auto sportiva interamente realizzata nella Germania dell’Est, giustificando e dedicando l’iniziativa “in onore del 20° anniversario della fondazione della DDR”. A tale scopo venne costituito un gruppo di lavoro specifico composto da rappresentanti dell’ADMV, ingegneri dell’Università di Tecnologia di Dresda, dell’Università dei Trasporti di Dresda, tecnici dello stabilimento automobilistico di Eisenach e anche designer della Scuola d’Arte di Berlino-Weißensee. Anche la “Heinz Melkus KG”, che aveva già costruito un totale di 80 auto da corsa, venne coinvolta attivamente. Il programma prevedeva, e di fatto imponeva, che entro l’aprile 1969 dovessero essere costruiti tre prototipi, seguiti da altri quattro veicoli entro ottobre 1969. Effettivamente il primo prototipo fu costruito puntualmente. Era prevista la produzione di un totale di 25 veicoli. Un primo modello in gesso in scala 1:5 fu realizzato nel 1968.

La fase produttiva e la commercializzazione

All’inizio della produzione esistevano quote fisse per i componenti provenienti dallo stabilimento automobilistico di Eisenach. Successivamente i singoli pezzi dovettero essere reperiti da diverse officine automobilistiche e l’assemblaggio fu spesso improvvisato, con conseguenti piccole diffuse differenze tra i vari veicoli. Curioso e significativo, ad esempio, il fatto che alcuni esemplari avessero persino catene di tappi di scarico della vasca da bagno installate come supporti per il cofano. Ma ecco che oltre alla versione stradale fu prodotta anche una versione da corsa della Melkus RS 1000 più potente e performante. Il prezzo della RS 1000 era allora di 28.000 marchi della Germania dell’Est, con un tempo di attesa di circa un anno e mezzo nel 1972. Per acquistare legalmente una RS 1000 nella Germania dell’Est era necessariamente richiesta una “prova di attività legata al motorsport”; tuttavia l’ADMV rilasciava tale certificato solo in rari casi eccezionali. Ovviamente questo fa ben comprendere la difficoltà della sua diffusione e il fatto che solo qualcuno, in conseguenza di eventuali conoscenze personali, potesse acquisire l’auto.

Alcuni veicoli non erano equipaggiati con il motore base Wartburg AWE 353, ma su specifiche richieste dei clienti vennero installati motori provenienti da VAZ-2103, Moskvich-412 e, in un caso unico e speciale, dall’occidentale BMW M10 da 2 litri. La Melkus RS 1000 è stata considerata un prezioso ed iconico oggetto da collezione dalla fine degli anni ’80, ma essa era praticamente sconosciuta al di fuori della Germania dell’Est. Si ritiene infatti che un solo esemplare sia stato esportato allora nella Germania Ovest. Sebbene l’auto fosse omologata per la circolazione stradale, poteva essere convertita in un’auto da corsa (di Gruppo 4) secondo le normative FIA. Così molto raramente, nei viali trafficati cittadini e nella Autobahn, poteva incontrarsi una RS1000. Poi gli anni andarono avanti e gli scenari politici cambiarono. Più recentemente, nel 2006, la stampa locale tedesca riportò che Melkus avrebbe ricostruito 15 RS 1000. Il modello successore, la Melkus RS 2000, fu sviluppato a partire dal 2006 ed entrò in produzione di serie nel 2009. Era un mix tra Lotus e Ford. Ma nella primavera del 2013 l’azienda dichiarò insolvenza e non ci fu più nessun seguito.

Alcune caratteristiche tecniche della Melkus RS 1000

La Melkus RS 1000 era un’auto sportiva a motore centrale costruita su un telaio tubolare derivato dalla Wartburg 353, con carrozzeria in resina e scenografiche portiere ad ala di gabbiano. Molti componenti, come motore, parabrezza, ruote e sospensioni, provenivano direttamente dalla Wartburg di serie, mentre altri elementi furono adattati da modelli dell’Europa orientale, come le cerniere della Škoda 1000 MB e i freni a disco della Polski Fiat 125p, disponibili successivamente come optional. Il motore era il noto tre cilindri a due tempi raffreddato a liquido della Wartburg, portato da 50 a 70 CV grazie a modifiche all’aspirazione, allo scarico e al carburatore. Dal 1972 la cilindrata venne aumentata fino a 1119 cc, migliorando soprattutto la coppia motrice. Nonostante alcuni limiti meccanici, la RS 1000 offriva buone prestazioni e una guida stabile anche ad alte velocità, raggiungendo fino a 170 km/h nelle versioni più spinte. I consumi risultavano relativamente contenuti grazie alla carrozzeria aerodinamica e al sistema a tre carburatori. Nel 1974 Melkus sperimentò persino una versione con motore Lada da 130 CV, capace teoricamente di toccare i 250 km/h, ma il progetto non entrò mai in produzione.

di Paolo Brasioli

I disegni sono liberamente ispirati dal video ufficiale “Around the world la la la la” degli A Touch of Class, del 2000

Protagonista anni dopo, come veicolo per riflessioni

Una Melkus RS 1000 gialla compare costantemente, sia come modellino da pista giocattolo e al vero, nel video musicale dell’energico brano del 2000 “Around the World (La La La La La)” degli “A Touch of Class” (che sono stati un gruppo musicale dance e pop tedesco formatosi nel 1998 e scioltosi nel 2004). Geniale la scenografia, spiccatamente anni ’70, dove l’auto diviene per i quattro cantanti (inizialmente vestiti di rosso) appunto lo strumento per pensare, cantare, danzare e viaggiare oltre e, appunto, around the world (intorno al mondo). Si vede che l’accarezzano, ci giocano, la provano e poi, come poeticamente narrato nell’ultima sequenza, vestiti tutti di blu europeo, la guidano su una rampa in curva di un garage interrato, caratterizzato dai colori della bandiera tedesca schwarz und rot, e corrono fuori veloci verso il sole, unica nota golden gelb, come appunto l’auto stessa. Tante le citazioni e i raffinati richiami che diventano motivo di suggestive riflessioni.

Considerazioni ed eredità culturali

Quindi questa coupé è stata, negli anni ’60 e ’70 forse, anzi sicuramente, un leggero e filante sogno, non sapremo mai se e quanto condiviso, con il quale scivolare sulle strade della DDR, superando idealmente le file ordinate delle oneste Trabant e Wartburg e procedendo decisi, e forti della bontà della cultura progettuale e tecnica tedesca, altrove, oltre. Del resto il “Die Mauer” era lì già da 8 anni e ci restò per lungo tempo ancora. Come dirà poi Joachim Gauck, che è stato Presidente Federale della Germania dal 2012 al 2017, “allora dovevamo immaginare l’impossibile”. E allora oggi possiamo capire che la Melkus RS 1000 è stata ed è quel fantastico impossibile.

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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