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Radio Berlino ospita Angelo, uomo trans italiano: “Qui il percorso è più semplice, ma non del tutto”

In una recente puntata di Radio Berlino è stato ospite Angelo, ragazzo transgender della provincia di Salerno e residente nella capitale tedesca e che ha raccontato il suo viaggio verso l’autocoscienza, cominciando da quando si è accorto di non sentirsi in linea con il genere assegnato alla nascita.

Parlando con la conduttrice, Vita, e con Sandra, in collegamento da Colonia, Angelo ha affrontato diversi temi estremamente interessanti per le persone queer a Berlino, ma anche per chi non lo è. Perché una società proprio armonizzandosi in tutte le sue espressioni. Potete ascoltare qui l’intera puntata.

Capire di essere transgender: la storia di Angelo su Radio Berlino

“Me ne sono accorto durante la psicoterapia” ha raccontato Angelo ripercorrendo dall’inizio la sua vicenda personale e spiegando come parlando con una psicoterapeuta, da cui era andato per risolvere un problema di depressione, fossero affiorati tanti ricordi legati al suo sentirsi non esattamente allineato al suo corpo.

Ai tempi viveva già a Berlino e aveva già iniziato a lavorare come pedagogista in un nuovo contesto, con diversi codici comunicativi e culturali e una nuova lingua. Ogni sradicamento comporta un’inevitabile dose di fatica psicologica e per questo Angelo, attraversando una fase di difficoltà, era ricorso al supporto di una psicoterapeuta. Non poteva prevedere che da quei colloqui sarebbe emerso molto di più di quanto si aspettasse: ripercorrendo a ritroso la sua vita e conoscendosi meglio, infatti, Angelo ha scoperto di essere trans. E ha dovuto a quel punto trovare una nuova terapeuta, perché quella che aveva non era sufficientemente formata sul tema.

A intervenire da Colonia è stata anche Sandra, che ha ribadito il fatto che molte persone queer si trovino, purtroppo, a riscontrare lo stesso problema. “C’è bisogno di capire a chi affidarsi e se esiste una rete” ha chiarito, sottolineando l’importanza di seguire un iter chiaro, con l’assistenza di figure professionali non solo genericamente, ma anche specificamente competenti.

L’approccio agli ormoni e la visibilità transgender

Angelo ha fatto riferimento anche all’iter per ottenere l’accesso agli ormoni, che sostiene essere molto più semplice e breve in Germania che in Italia, almeno a Berlino.

Alla domanda se ci sia, in Germania, una maggiore visibilità transgender, Angelo si è detto fortunato per il fatto di aver ricevuto molto supporto, sia da altre persone trans che da persone cis ed etero. Ha però sottolineato che molti obiettivi non sono stati ancora raggiunti: in diversi contesti il misgendering è ancora duro a morire (per misgendering si intende l’atto di riferirsi a una persona con nomi o pronomi che non corrispondono alla sua identità di genere), senza contare il fatto che alla persone trans si facciano ancora troppe domande inerenti alla sfera personale, medica o anatomica.

Berlino paradiso queer? La risposta non è scontata

Angelo ha parlato anche di alcuni problemi che ha vissuto durante il percorso ormonale in senso stretto. “Avresti bisogno di una rete di supporto e non sempre è così” ha spiegato, lamentando di non avere avuto a disposizione un professionista a cui fare “ogni tipo di domanda” nel momento iniziale della terapia ormonale sostitutiva. A questo si è aggiunta e la difficoltà di trovare un endocrinologo (“tutti gli studi sono strapieni”) e in generale la sensazione di essere solo nell’atto di affrontare un percorso complesso.

Dopo aver raccontato i diversi passaggi che lo hanno portato a confrontarsi con le diverse risorse e lacune del sistema, Angelo ha infine raccontato a che punto si trovi oggi e quali siano gli spunti da rilanciare per un dibattito sui diversi aspetti di un’esperienza come la sua, dai documenti ai pronomi, dal coming out sul lavoro a Berlino come presunto “paradiso queer”

A questo proposito, nessuno potrebbe negare che per molti aspetti la capitale tedesca sia “queer friendly”, ma ci sono anche dei problemi strutturali, nonostante tutto, e delle pressioni esercitate da un nuovo volto della politica, come ricordato dalla conduttrice, Vita.

In tutto questo Angelo non ha smesso di aver voglia di costruire una rete di persone queer italiane, per confrontarsi sugli stessi step che vive ogni giorno in Germania in condizioni di comune backgrpound culturale.

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