Sorveglianza biometrica: ONG mette in guardia il governo tedesco. “Pericolo per la privacy e i diritti umani”

Il governo tedesco sta progettando nuove normative in materia di sicurezza, norme promosse dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) e dalla ministra della Giustizia Stefanie Hubig (SPD), ma che di fatto proseguono un tentativo già avviato dall’amministrazione precedente. Alcune delle misure proposte, però, stanno sollevando preoccupazioni fra gli attori della società civile che si occupano di privacy e diritti umani. In particolare AlgorithmWatch, ONG con base a Berlino e Zurigo che si occupa specificamente di diritti in relazione alle nuove tecnologie, ha depositato una dichiarazione critica nei confronti dei progetti di legge in esame. Al centro della contestazione figurano le disposizioni che autorizzerebbero l’Ufficio federale di polizia criminale e la Polizia federale tedesca a confrontare automaticamente i dati biometrici dei sospettati con materiali accessibili pubblicamente in rete. Di fatto, secondo l’organizzazione, questa possibilità si tradurrebbe in una schedatura totale e permanente di tutta la popolazione, al fine di permettere la una sorveglianza costante di certi individui tramite identificazione biometrica, con rischi gravissimi per la privacy e i diritti umani e, in ultima analisi, in una misura sproporzionata anche in una legge che avesse l’obiettivo di incrementare la sicurezza del Paese in generale.
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Per svolgere tali confronti di dati, le autorità potrebbero avvalersi anche di fornitori internazionali come ClearView AI, PimEyes o l’estremamente controversa Palantir. Secondo AlgorithmWatch, le disposizioni relative alla cancellazione dei dati e alla documentazione previste nei testi legislativi difficilmente troverebbero applicazione concreta.
I disegni di legge riguardano tre strumenti normativi già esistenti, ai quali dovrebbero essere apportate delle modifiche: la legge sull’Ufficio federale di polizia criminale (BKAG), la legge sulla Polizia federale (BPolG) e la legge sul diritto d’asilo (AsylG). Il Consiglio dei ministri è chiamato a discuterli il 29 aprile 2026. Secondo AlgorithmWatch, le modifiche proposte sono contrarie al diritto europeo.
Banche dati e sorveglianza biometrica: cosa dice il regolamento europeo sull’IA?
Per AlgorithmWatch, il confronto automatizzato delle immagini facciali a fini identificativi implica, senza eccezioni, la costituzione o l’utilizzo di una banca dati biometrica. In una perizia redatta nel 2025, l’organizzazione aveva già chiarito che tale operazione configuri una violazione del regolamento europeo sull’IA, il quale vieta esplicitamente lo sviluppo di sistemi simili. In particolare, il divieto è esplicitato all’articolo 5, paragrafo 1, lettera e), il cui testo elenca, fra le pratiche proibite “l’immissione sul mercato, la messa in servizio per tale scopo specifico o l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale che creano o ampliano banche dati di riconoscimento facciale attraverso la raccolta indiscriminata di immagini facciali da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso”. Il regolamento europeo è disponibile interamente qui ed è una lettura consigliata, poiché permette di comprendere a quali tutele abbiamo diritto, come cittadini europei, in relazione allo sviluppo di queste nuove tecnologie.
La stessa conclusione è stata raggiunta dal servizio scientifico del Bundestag: senza la costruzione di una banca dati strutturata, non esiste alcuna modalità tecnica praticabile per rendere ricercabili a uso delle forze dell’ordine le immagini disponibili in rete. Un confronto biometrico sistematico e affidabile presuppone necessariamente un pre-trattamento organizzato e meccanismi di ricerca efficienti. In assenza di tali infrastrutture, l’operazione non è tecnicamente realizzabile.
Va precisato che le caratteristiche biometriche non si esauriscono nei tratti del volto umano. Rientrano in questa categoria anche la voce, la corporatura e determinati schemi di movimento come l’andatura, il che amplia considerevolmente il perimetro dei dati potenzialmente acquisibili e processati dai sistemi previsti dai progetti di legge.
Che cosa significa tutto questo per la nostra privacy e il nostro diritto all’anonimato?
Tra le obiezioni sollevate da AlgorithmWatch figura quella relativa alla possibilità concreta di monitoraggio capillare. Qualora tutte le immagini provenienti dalla rete e dalle telecamere pubbliche a circuito chiuso venissero raccolte in un unico archivio, arricchite con metadati e informazioni aggiuntive e sottoposte ad analisi automatizzata, il sistema renderebbe possibile ricostruire in qualunque momento la presenza di chiunque: sarebbe estremamente facile sapere chi si trovava in un determinato luogo, in quale momento, e in compagnia di chi e per quanto tempo e ciò non varrebbe solo per le persone sospettate di reato, ma si applicherebbe necessariamente e automaticamente a tutta la popolazione.
L’organizzazione sottolinea che i poteri supplementari che le autorità di sicurezza acquisirebbero attraverso queste leggi creerebbero le premesse tecniche per una sorveglianza pressoché totale dello spazio pubblico, compreso quello digitale. Trasparenza, non discriminazione ed effettiva tutela giuridica, che sono pilastri dello Stato di diritto in tutta Europa, ne risulterebbero gravemente compromessi.
Pia Sombetzki, Senior Policy Manager di AlgorithmWatch, ha dichiarato che il nuovo governo tedesco ricorre ad argomentazioni strumentali per far approvare il riconoscimento biometrico, replicando un approccio già tentato dalla precedente coalizione. Il risultato sarebbe un’intimidazione sistematica della popolazione: in futuro nessuno saprebbe se, quando e in quale forma le proprie foto, i propri video o altri materiali, provenienti da qualsiasi fonte, dai social media ai podcast, dalle telecamere dei negozi alle riprese effettuate in luoghi pubblici, verranno analizzati dai sistemi di intelligenza artificiale in dotazione a polizia, autorità giudiziarie e uffici per l’immigrazione.
La richiesta di AlgorithmWatch al governo tedesco
AlgorithmWatch chiede il ritiro integrale dei progetti di legge e l’introduzione di un divieto generale dei sistemi di riconoscimento biometrico di massa, applicabile tanto agli enti pubblici quanto a quelli privati. Secondo l’organizzazione, i testi normativi sono assolutamente sproporzionati sia sul piano costituzionale sia su quello dei diritti umani.
Anche la rete “Sicherheit ohne Überwachung” (Sicurezza senza sorveglianza) ha espresso parere contrario ai tre disegni di legge, aggiungendosi alle voci critiche raccolte nel corso dell’audizione.
I testi delle leggi in questione sono disponibili qui:
Le leggi in questione:
Legge sulla Polizia tedesco (BPolG).
Legge sul diritto d’asilo (AsylG).




