Macabro ritrovamento in Germania: una testa umana nei boschi del Sauerland
Erano partiti con le migliori intenzioni i volontari che, la scorsa settimana, avevano deciso di dedicare qualche ora a ripulire dai rifiuti un’area boscosa a Wenden, nella regione montuosa del Sauerland. Si aspettavano probabilmente di raccogliere bottigliette di plastica, cartacce, e altri rifiuti “innocui”, di quelli che gli escursionisti più maleducati si lasciano dietro, quando attraversano le aree verdi. Certamente nessuno avrebbe mai immaginato di poter essere gli autori di un ritrovamento agghiacciante, da film dell’orrore: una testa umana, nascosta dalla vegetazione in un’area del bosco vicina all’autostrada A4. Immediatamente, il gruppo ha avvertito le forze dell’ordine, le quali ci hanno messo assai poco a effettuare il collegamento con il macabro ritrovamento di altri resti umani effettuato solo pochi mesi fa nella stessa zona.
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La Procura di Siegen e la Polizia di Hagen, in Nord Reno-Westfalia, hanno comunicato congiuntamente l’avvio di un’indagine da parte della squadra omicidi, ma, nel corso del fine settimana non sono stati resi noti ulteriori dettagli: né la posizione precisa in cui il cranio è stato localizzato, né le condizioni in cui versava.
Il ritrovamento della testa collegabile alle mani mozzate e al corpo mutilato di una donna
Il ritrovamento di sabato riporta all’attenzione un caso che aveva destato clamore alla fine del 2025. A metà novembre, non lontano dal luogo dell’ultimo rinvenimento, le mani mozzate di una donna erano state trovate sull’autostrada A45, nei pressi di Olpe. Le impronte digitali avevano permesso agli investigatori di risalire all’identità della vittima: una cittadina eritrea di 32 anni.
All’inizio di dicembre, il cadavere della donna era stato scoperto in un bosco a Monreal, in Renania-Palatinato. Il corpo era privo delle mani e della testa. Gli investigatori stanno ora verificando se la testa rinvenuta nel Sauerland appartenga a questa vittima.
La donna risiedeva in un centro di accoglienza per rifugiati a Bonn. Suo figlio, di soli tre mesi, era stato trovato illeso davanti a un convento a Waldsolms, in Assia. Il 16 novembre 2025 la donna aveva lasciato il proprio alloggio a Bonn: da quel giorno non si hanno più sue notizie dirette.
Sospettato il compagno, ora in custodia cautelare
Il compagno della vittima, all’epoca 41enne, è detenuto in custodia cautelare in Germania da circa due mesi. L’uomo era fuggito in Africa, dove investigatori della squadra omicidi e della procura si erano recati per riportarlo in Germania. L’estradizione è avvenuta dall’Etiopia, su iniziativa congiunta della polizia e della procura di Bonn.
A inizio febbraio è comparso davanti a un giudice di Bonn, che ha disposto la custodia cautelare con l’accusa di omicidio colposo. Sulla base degli elementi raccolti fino a quel momento, le autorità avevano già indicato la sussistenza di un forte indizio di colpevolezza a carico dell’uomo. In sede di udienza, il sospettato non ha reso dichiarazioni in merito alle accuse e non è ancora chiaro dove la donna sia stata uccisa, in che modo e come l’uomo sia arrivato a fare a pezzi il corpo della sua vittima, né come abbia agito per arrivare a disperderne i pezzi in regioni diverse della Germania.
Il ritrovamento della testa nel bosco di Wenden potrebbe essere il tassello finale nel macabro rompicapo di questo caso, che però manca ancora di elementi fondamentali, fra i quali il movente dell’omicidio e l’eventuale coinvolgimento di terzi.




