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Germania: un altro Land approva l’uso di Palantir per la sorveglianza. I garanti della privacy lanciano l’allarme

Il parlamento regionale del Baden-Württemberg ha approvato mercoledì scorso in via definitiva l’utilizzo del software di analisi dati Palantir da parte delle forze di polizia locali. Una decisione che arriva nonostante 13.000 firme raccolte contro la misura e molteplici perplessità sollevate da esperti costituzionali. La modifica alla legge sulla polizia consentirà agli agenti di utilizzare “Gotham” – questo il nome del programma – dalla seconda metà del 2026. Di Palantir avevamo già parlato a luglio, quando questa decisione era in fase di approvazione e quando il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) aveva parlato di estendere l’uso di Gotham alle autorità di sicurezza di tutta la Germania. Le controversie che abbiamo menzionato all’epoca permangono e, se possibile, si sono addirittura inasprite

La votazione ha visto 113 deputati esprimersi favorevolmente, 22 contrari e un’astensione. Non si tratta di un voto isolato: il Baden-Württemberg si inserisce in una tendenza già consolidata in altri Länder tedeschi, dove l’azienda statunitense ha già conquistato quote di mercato rilevanti nel settore della sicurezza pubblica.

Il software Gotham e le sue funzionalità operative

Palantir fornisce strumenti che permettono di connettere milioni di record provenienti da banche dati differenti. Il sistema promette di identificare relazioni non necessariamente apparenti tra persone, luoghi ed eventi attraverso l’elaborazione automatizzata di quantità enormi di informazioni disperse e diffuse. Per le autorità di pubblica sicurezza, quindi, diventerebbe più semplice individuare pattern di comportamenti criminali e operare con maggiore rapidità rispetto a quanto possibile con i metodi di investigazione tradizionali.

La tecnologia elabora contemporaneamente e mette in relazione, per esempio, richieste di celle radio, dati di registrazione, contenuti estrapolati dai social media e immagini. Tutto diventa ricercabile in pochi secondi, con funzionalità potenziate dall’intelligenza artificiale. Una capacità di aggregazione che, secondo i sostenitori di questa tecnologia, rappresenta un salto qualitativo nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo.

Bodo Koch, vicepresidente della questura dell’Assia per la tecnologia, ha citato un caso del 2017 dove l’analisi di dati equivalenti a 100.000 pagine DIN A4 confermò sospetti preesistenti nei confronti di un indagato, portandolo all’arresto. Altro esempio: le indagini contro il gruppo dei “Reichsbürger” guidato dal principe Reuss, dove l’ufficio criminale regionale smantellò rapidamente la rete grazie alle analisi automatizzate.

L’espansione di Palantir in Germania

L’Assia è stato il primo Land tedesco a introdurre il software nel 2017, seguita dal Nord Reno-Westfalia nel 2020. La Baviera ha stipulato un contratto quadro con Palantir nel 2022, consentendo ad altri Länder e al governo federale di aderire senza nuove procedure d’appalto.

Dal 2024 la Baviera utilizza attivamente la piattaforma con il nome “VeRA” (Verfahrensübergreifende Recherche- und Analyseplattform, ovvero “piattaforma di ricerca e analisi interprocedurale”). L’Assia l’ha denominata “HessenData“. Il software americano sembra eclissare tutte le altre piattaforme di analisi IT conosciute nel panorama tedesco.

Il 21 marzo 2025 il Bundesrat ha approvato una risoluzione che invitava il governo federale a fornire una piattaforma di analisi automatizzata dei dati gestita congiuntamente per le forze di polizia federali e statali. Palantir, in quell’occasione, non è stata menzionata esplicitamente nella risoluzione, ma è ragionevole pensare che fosse quantomeno uno dei modelli che gli autori del documento avevano in mente.

Sorveglianza di nuova generazione: perché i garanti per la privacy criticano Palantir

Il garante della protezione dei dati del Baden-Württemberg, Tobias Keber, ha espresso perplessità di natura costituzionale. La Corte costituzionale federale ha stabilito requisiti chiari per una base giuridica esplicita dell’analisi dei dati da parte della polizia. L’attuale disegno di legge, secondo Keber, non soddisfa completamente questi standard – specialmente riguardo alla protezione delle persone non coinvolte, alla portata dell’analisi dei dati e ai possibili campi di applicazione dell’intelligenza artificiale. In altre parole, se il software “macina” enormi quantità di dati, è inevitabile che fra questi non ci siano solo quelli delle persone effettivamente sospettate o addirittura colpevoli di un illecito, ma anche quelli di moltissime persone estranee a qualsiasi comportamento criminale. In che misura le autorità sono tenute a tutelare la loro privacy e in che modo tale privacy è messa a repentaglio dall’impiego di questo tipo di sistemi di sorveglianza?

“Non abbiamo ancora verificato il software”, ha dichiarato Keber. “Sono in corso i primi colloqui con la polizia, ci aspettiamo informazioni più precise”. Manca ancora una disposizione amministrativa che possa fornire ulteriore chiarezza operativa.

Il costituzionalista Jonas Botta e numerosi altri esperti di protezione dei dati ritengono l’uso del software altamente problematico. Mettono in guardia da una possibile violazione dei diritti fondamentali e dal fatto che l’uso di Palantir stia di fatto inaugurando una nuova dimensione della sorveglianza statale globale.

La Gesellschaft für Freiheitsrechte (GFF) ha annunciato che presenterà ricorso contro l’uso di software di analisi da parte della polizia nel Baden-Württemberg. La strategia replica quella già adottata in Baviera, Nord Reno-Westfalia e Assia. Un ricorso contro HessenData è stato presentato con successo in passato, mentre un altro rimane pendente. Franziska Görlitz, giurista presso la GFF, insiste sulla protezione dei dati sancita dalla Costituzione: “Vediamo soprattutto il rischio che dati sensibili dal punto di vista dei diritti fondamentali vengano inseriti in software di analisi il cui funzionamento non siamo in grado di comprendere”. La preoccupazione principale riguarda l’impossibilità di escludere errori, vulnerabilità, rischio di fughe di informazioni, abuso dei dati acquisiti da parte di chi dovesse detenere il potere in qualsiasi dato momento, nonché la preoccupazione per il fatto che grandi quantità di dati sensibili di cittadini europei possano essere trasferiti agli USA.

Nel 2023 la Corte costituzionale federale ha approvato in linea di principio l’analisi automatizzata dei dati da parte delle forze di polizia in Germania, ma ha ritenuto incostituzionali alcuni punti centrali delle leggi che regolano l’operato delle forze di polizia dell’Assia e di Amburgo. Le leggi, nel frattempo, sono state riviste e ora, ad esempio, i dati sensibili come i nomi delle vittime vengono automaticamente oscurati quando si utilizza HessenData.

Le posizioni politiche e il compromesso sul parco nazionale

Il Ministro dell’Interno del Baden-Württemberg Thomas Strobl (CDU) aveva stipulato un contratto con l’azienda statunitense a marzo senza il consenso dei Verdi, che sono partner di coalizione dei cristiano-democratici. Oliver Hildenbrand, portavoce per la politica interna del gruppo parlamentare locale dei Verdi, ha quindi dichiarato: “Preferiremmo non avere alcun contratto con Palantir”. Strobl minimizza, sostenendo che l’impiego di nuove tecnologie comporti sempre qualche rischio, ma citando la posizione di leadership tecnologico del settore, attualmente occupata da Palantir.

Ansgar Mayr, esponente locale della CDU, ha sottolineato che il nuovo sistema non raccoglierà nuovi dati, ma si limiterà a riunire in modo legittimo le informazioni già disponibili. La procedura sarebbe sicura e i dati rimarrebbero sotto il controllo dello Stato. L’SPD ha criticato il modo in cui il locale statale ha gestito il contratto già concluso e ha messo in guardia dalla mancanza di trasparenza e dalla perdita di fiducia nei processi democratici che può presentarsi quando decisioni di questo genere vengono, per così dire, calate dall’alto.

La dipendenza tecnologica e la sovranità digitale della Germania: dove vanno i dati raccolti dal software di Palantir?

Come accennato prima, il problema non riguarda solo la privacy dei cittadini. In alcuni dei Länder che hanno rifiutato questa tecnologia, come Amburgo o la Turingia, a far riflettere è stato soprattutto il timore di una dipendenza tecnologica a lungo termine da un fornitore statunitense. C’è inoltre anche il timore che il software non sia compatibile con gli standard europei in materia di protezione dei dati. La sovranità digitale, infatti, dovrebbe passare pe l’utilizzo di un software europeo, meglio se con codice open source. Palantir non è nessuna delle due cose: è di proprietà di un’azienda americana e il suo codice è protetto da segreto commerciale.Il Ministero dell’Interno bavarese lo ha fatto verificare dal Fraunhofer-Institut di Darmstadt. Secondo il ministero, gli esperti non hanno riscontrato problemi di sicurezza.

“In linea di principio, i ministri dell’Interno tedeschi sono d’accordo”, ha affermato il ministro dell’Interno bavarese Joachim Herrmann (CSU). “Riteniamo importante poter lavorare il più rapidamente possibile anche con software europei. Tuttavia, bisogna dire chiaramente che gli altri non hanno nulla di equivalente da offrire”.

Il Baden-Württemberg ha avviato lo sviluppo di un software alternativo europeo. Un consorzio aveva inizialmente annunciato lo sviluppo di un’alternativa a Palantir per quest’anno, ma finora non se ne è fatto nulla. Il Ministero federale dell’Interno ha dichiarato alla radio Deutschlandfunk: “Per i requisiti di capacità definiti dal programma, attualmente non esiste sul mercato alcun software alternativo per l’analisi dei dati”.

D’altra parte, Palantir lavora allo sviluppo di software di analisi da oltre vent’anni, con sostegno finanziario milionario da parte delle autorità statali statunitensi, investitori privati e società di capitali. Niente di tutto questo è accaduto in Europa.

Le controversie sui fondatori e l’influenza politica

Ulteriori polemiche sono state sollevate dalla partecipazione del cofondatore Peter Thiel. Il miliardario tecnologico e sostenitore di Donald Trump è considerato da molti critici un simbolo dell’influenza delle multinazionali statunitensi sulle infrastrutture rilevanti per la sicurezza.

Peter Thiel Foto: Voice of America, Public domain, via Wikimedia Commons

Poco prima della decisione, rappresentanti della società civile – tra cui Campact, Lobbycontrol e Reporter senza frontiere – avevano inviato una lettera aperta al gruppo parlamentare dei Verdi nel Baden-Württemberg per impedire l’uso di Palantir. Sebastian Müller, membro dei Verdi che aveva avviato la petizione contro Palantir, parlando al tribunale regionale ha definito Thiel un “fascista dichiarato” e ha chiesto di porre fine alla collaborazione con la sua azienda.

Thiel ha ripetutamente espresso scetticismo e anche rifiuto netto nei confronti dei processi democratici. Il vicepresidente di Trump, JD Vance, è considerato il suo protetto. Alcuni osservatori vedono in Thiel il burattinaio dietro la svolta culturale a destra degli Stati Uniti. È parte del think-tank ultraconservatore e ultraliberista Heritage Foundation (responsabile, fra le altre cose, di molti dei punti del controverso Project 2025, ovvero il complesso di linee guida per una riduzione massiccia delle tutele dei diritti civili negli Stati Uniti) ed è anche noto per le sue opinioni conservatrici di ultradestra e per le sue controverse posizioni sulla “teologia politica”, nonché per la sua ossessione per concetti come l’Apocalisse e l’arrivo dell’Anticristo – tema sul quale ha tenuto una serie di conferenze in numerose università americane, sostenendo che l’Anticristo sfrutti la paura dei cambiamenti climatici, della guerra nucleare e dell’apocalisse tecnologica per promuovere l’ascesa di un “governo mondiale”. In linea di massima, Thiel si colloca, anche a volerne fare il ritratto più blando possibile, fra coloro che sono contrari a qualsiasi forma di regolamentazione statale del grande potere economico e industriale.

Alexander Karp, CEO di Palantir dal 2004, si definisce invece “progressista” e addirittura “socialista”. Tuttavia, ha espresso in passato una visione tecnocratica dello Stato basata sulla forza militare, sul controllo statale e sulla stretta collaborazione tra aziende tecnologiche e governo. Non sorprende scoprire che la concentrazione di enormi poteri nelle mani di personaggi come Thiel e Karp preoccupa gli attivisti per i diritti civili.

Secondo il New York Times, negli Stati Uniti il presidente Donald Trump starebbe lavorando alla creazione di una banca dati centrale con informazioni sui cittadini statunitensi provenienti da tutte le autorità, utilizzando il software Palantir: dati bancari, prestiti studenteschi, status migratorio o informazioni sanitarie.

Quali garanzie per la sovranità dei dati

Manuel Atug, esperto di infrastrutture IT critiche e portavoce del gruppo di lavoro indipendente Kritische Infrastruktur, ha commentato: “Le nostre autorità di polizia si rendono così completamente dipendenti da un’azienda che agisce in modo eticamente discutibile, dove l’investitore e anche l’amministratore delegato perseguono apertamente ideologie anche autocratiche”.

Nel frattempo, un annuncio di lavoro della polizia del Baden-Württemberg – dopo la stipula di un contratto quinquennale con Palantir – ha suscitato punte di sarcasmo: le autorità cercano un avvocato specializzato in protezione dei dati, tra l’altro per “garantire il rispetto della sovranità dei dati, in particolare con l’introduzione della ricerca e dell’analisi interprocedurale (VeRA)”. 

Palantir ha cercato di placare le critiche, rilasciando una dichiarazione alla radio tedesca Deutschlandfunk nella quale assicurava che il software può essere personalizzato così da essere ospitato presso la sede del cliente o nel cloud e dichiarando che l’azienda non ha accesso ai dati raccolti, ma che è invece il cliente a decidere quali database debbano e possano essere consultati dal software e se utilizzare o meno Internet. Inoltre, affermano i portavoce, i dati potrebbero essere trasferiti senza problemi ad altri sistemi, in tutti i formati comuni, qualora il cliente decidesse di cambiare piattaforma.

L’origine di Palantir e le sue applicazioni internazionali

Palantir era nata formalmente con l’idea di prevenire le minacce terroristiche con un software antifrode, che originariamente era stato sviluppato da PayPal. A partire dal 2004, l’azienda ha ampliato lo sviluppo del software in stretta collaborazione con la CIA e altre autorità statunitensi.

Peter Thiel, investitore statunitense nato in Germania e fondatore di PayPal, ha fondato Palantir nel 2003 insieme a due laureati di Stanford che avevano studiato informatica e a uno degli ingegneri di PayPal. Nel 2004 si è aggiunto Alexander Karp, in qualità di CEO. L’azienda è quotata in borsa e, all’inizio di giugno 2025, valeva circa 300 miliardi di dollari.

Oggi militari, servizi di intelligence e forze di polizia di tutto il mondo sono clienti di Palantir, insieme ad autorità governative civili e aziende commerciali, soprattutto nel settore finanziario e farmaceutico. Il software viene utilizzato anche nel settore sanitario, ad esempio in Inghilterra o nel Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Qui il sistema basato sull’intelligenza artificiale “Maven” viene utilizzato per la pianificazione, l’analisi dei video dei droni, il riconoscimento degli obiettivi e la preparazione degli attacchi.

I rischi di discriminazione

Franziska Görlitz e i suoi colleghi della GFF hanno presentato un ricorso costituzionale contro l’uso di Palantir in Nord Reno-Westfalia. Anche in Baviera l’organizzazione vede la questione in modo critico e sta valutando la situazione.

La domanda principale riguarda i criteri con cui il software indaga i presunti comportamenti criminali o potenzialmente tali, la qualità e tipologia delle informazioni che utilizza per farlo e la possibilità che, nella selezione di queste informazioni, si possano celare forme di discriminazione su base, per esempio, razziale e che quindi fra le persone targettizzate per la sorveglianza possa esserci una sproporzione fra le persone di determinate etnie.

I critici europei temono che dati sensibili della polizia possano finire negli Stati Uniti. Altri oppositori vedono con occhio critico il fatto che in futuro il software consentirà di riunire dati che finora erano stati tenuti separati per motivi di protezione della privacy. In sostanza, ed è questo che preoccupa gli avversatori della’adozione di Gotham in Germania, Palantir è quanto di più vicino esista a un vero “grande fratello” di orwelliana memoria, che vede tutto contemporaneamente e lo elabora in una narrazione coerente, ma lo fa in automatico e quasi in tempo reale.

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