Palantir arriva in Germania? È polemica sul software di sicurezza USA
Alexander Dobrindt (CSU), ministro degli Interni tedesco, sta valutando l’implementazione su scala nazionale del software di analisi dell’azienda statunitense Palantir. Inevitabilmente, per via della reputazione controversa di Palantir e del suo fondatore Peter Thiel, la notizia ha infiammato il dibattito politico in Germania e attirato non poche critiche all’indirizzo del ministro. Un portavoce ministeriale ha conferma alla rivista Stern che la questione rimane “oggetto di una valutazione ancora in corso”, ma che non è stata presa, per ora, nessuna decisione definitiva.
Johannes Schätz, deputato SPD al Bundestag, è stato fra i primi esponenti della maggioranza di governo a dissentire: “Palantir non è un fornitore di servizi IT neutrale”. L’azienda mantiene infatti, secondo Schätz, “profondi legami con i servizi segreti statunitensi e chiari interessi geopolitici“. Una cooperazione che l’esponente socialdemocratico respinge fermamente per le autorità di sicurezza tedesche, così come del resto moltissimi critici del software, che temono il rischio di cessione di dati europei al governo statunitense.
Il vicecapogruppo dei Verdi Konstantin von Notz ha attaccato direttamente Dobrindt, accusandolo di comportarsi da “lobbista di un’azienda statunitense altamente controversa”. Questo, osserva von Notz, è particolarmente grave in questo momento storico, in cui “il governo degli Stati Uniti è sempre meno affidabile”. Una cooperazione con Palantir diventerebbe quindi, secondo l’esponente dell’opposizione, “inaccettabile”.
Perché il software di Palantir è controverso?
Fondata nel 2003, Palantir sviluppa una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale. Potentissima e, secondo i critici, gravemente invasiva della privacy dei cittadini, anche di quelli che non hanno commesso reati, questa tecnologia permette ad agenzie militari e forze dell’ordine di analizzare enormi quantità di dati personali: profili social media, informazioni private, caratteristiche fisiche.
Il software “Gotham”, per esempio, individua modelli e pattern sospetti ed è applicato nella lotta al terrorismo, alla criminalità finanziaria e nella sicurezza delle frontiere. L’azienda utilizza processi di IA per stabilire relazioni tra banche dati diverse e formulare raccomandazioni operative.

Tra i fondatori spicca Peter Thiel, miliardario del settore tech dalle posizioni ultre-libertarie e conservatrici pericolosamente affini all’estrema destra, noto per la vicinanza a Donald Trump e le critiche alle democrazie liberali. Le sue dichiarazioni controverse non passano inosservate in Europa. Un esempio: “Gli anni ’20 sono stati l’ultimo decennio nella storia americana in cui si poteva essere sinceramente ottimisti riguardo alla politica”. Dal 1920, secondo Thiel, “il forte aumento dei beneficiari dell’assistenza sociale e l’estensione del diritto di voto alle donne” avrebbero reso la “democrazia capitalista” un ossimoro. Criminologi ed esperti di protezione dati suonano l’allarme. Temono una vulnerabilità totale dei cittadini e criticano la mancanza di trasparenza nei processi decisionali algoritmici del software.
I Länder tedeschi divisi sull’adozione dei software di sicurezza
Diversi Länder tedeschi hanno già abbracciato la tecnologia Palantir. La Baviera, l’Assia e il Nord Reno-Westfalia, infatti, puntano sul software americano. Martedì scorso anche il Baden-Württemberg ha aperto la strada al suo utilizzo, dopo che la coalizione verde-nera di Stoccarda ha dato il via libera. Amburgo, invece, dice no: la città-stato anseatica esclude categoricamente l’utilizzo del controverso software “spia”.
La versione bavarese si chiama “VeRA” – considerata una versione ridotta delle tecnologie di Palantir. Secondo le ricerche delle testate NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung, dall’introduzione del sistema (inizio settembre 2024) fino al 19 maggio 2025, la polizia bavarese ha utilizzato VeRA quasi un centinaio di volte.
Utilizzi illegittimi?
L’obiettivo ufficiale, per tutti i Länder che hanno fatto questa scelta, è avvalersi di uno strumento efficace nella lotta al terrorismo e nella prevenzione di gravi pericoli per la pubblica sicurezza. Il ministro dell’Interno bavarese Joachim Herrmann spiega: si tratta di “mettere in connessione file molto diversi tra loro” per cercare “in modo mirato un determinato nome, un luogo, una parola chiave”.
Ma la realtà è più complessa. Le indagini giornalistiche effettuate a giugno rivelano utilizzi anche per reati minori. Più di venti volte VeRA è stato impiegato per reati nel settore “proprietà e beni”. “Può trattarsi anche di furti di biciclette da parte di bande organizzate o di rapine ai bancomat”, conferma Benjamin Adjei, politico dei Verdi di Monaco. In Assia il software di Palantir “Hessendata” viene utilizzato fino a 15.000 volte all’anno e sarebbe diventato addirittura un elemento centrale del lavoro investigativo. Qui vengono analizzati vari database statali e dati del registro anagrafico. 2.000 funzionari lavorano con il sistema.
Limitazioni costituzionali
Nel 2023 la Corte costituzionale federale ha imposto restrizioni significative all’uso di questo tipo di software. Molti dati, per esempio, vengono ancora inseriti nel software ma restano nascosti agli investigatori. Le persone sulle quali non sussistano sospetti fondati, infatti, vengono oscurate e le informazioni a loro pertinenti non possono essere consultate.
Il garante bavarese per la protezione dei dati Petri esprime preoccupazioni: “Il problema di VeRA è che questo software include nelle analisi dei dati della polizia un numero enorme di persone che non hanno dato alcun motivo per essere oggetto di indagini”.
Verso una soluzione digitale europea?
L’associazione Gesellschaft für Freiheitsrechte ha presentato ricorso costituzionale contro le norme bavaresi che permettono l’uso di VeRA. La battaglia legale è appena iniziata.
Jens Spahn (CDU), leader del gruppo parlamentare dell’Unione ed ex ministro della sanità, sostiene invece l’utilizzo del software. Lo considera “di grande aiuto” per il lavoro delle forze di polizia. Anche i criminali, argomenta Spahn, utilizzano tutte le possibilità offerte dalla tecnologia. “Lo Stato dovrebbe stare al passo con le sue capacità, nel rispetto della legge”.
Ma il vento politico sta cambiando. La recente risoluzione della Conferenza dei ministri degli Interni parla chiaro: serve una “soluzione digitale sovrana”. Le “possibilità di influenza di Stati extraeuropei” dovrebbero essere escluse da un futuro software uniforme a livello federale. Il riferimento a Palantir, pur non esplicito, appare inequivocabile. Il mutato scenario geopolitico spinge verso alternative europee. Anche se, come ammette il Ministero dell’Interno del Baden-Württemberg: “Al momento esiste solo un software sul mercato”.




