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Via libera ai taser per la polizia federale tedesca: tra promesse di sicurezza e critiche

È ufficiale: la polizia federale tedesca sarà presto equipaggiata con i taser. Una decisione che, pur essendo presentata come passo necessario verso un’applicazione più moderata della forza, non è scevra da polemiche. Il ministro degli Interni Alexander Dobrindt (CSU) ha annunciato l’acquisto di 10.000 pistole elettriche, per una spesa iniziale di almeno cinque milioni di euro, citando il bisogno di dotare gli agenti di strumenti “efficaci e proporzionati”. In Germania, non tutti applaudono. I rischi per la salute, specialmente per soggetti vulnerabili, continuano a generare forti resistenze.

L’introduzione dei taser nell’equipaggiamento polizia federale tedesca

L’adozione dei taser da parte della Bundespolizei, ovvero la polizia federale tedesca, rappresenta un cambio di passo rilevante. Dopo una lunga fase sperimentale avviata nel 2020 — durante la quale 200 agenti addestrati hanno testato i dispositivi in oltre 40.000 operazioni — il governo ha approvato un disegno di legge che ne autorizza l’utilizzo su tutto il territorio nazionale. Il Bundestag dovrà ancora esprimersi, ma l’intenzione politica è chiara.

Secondo Dobrindt, le pistole elettriche permetterebbero di gestire situazioni potenzialmente pericolose, come quelle che coinvolgono armi bianche, evitando l’uso delle armi da fuoco. I taser colpiscono con scariche elettriche attraverso proiettili a forma di freccia, temporaneamente paralizzando il soggetto. L’obiettivo dichiarato è disinnescare il conflitto, senza danni duraturi. Ma non sempre le cose stanno così.

Le critiche: salute, stress operativo e ambiguità normative

Nonostante le promesse di efficacia, il progetto solleva numerosi interrogativi. Le organizzazioni critiche temono le possibili conseguenze per la salute, soprattutto per chi soffre di patologie cardiovascolari o si trova in stato di alterazione da sostanze. In Germania, dieci Länder hanno già autorizzato i taser durante i servizi di pattuglia, ma altri continuano a opporsi proprio per questi motivi.

Un altro nodo riguarda la pressione sugli agenti. In contesti critici, scegliere in pochi istanti tra più opzioni operative può aumentare lo stress e compromettere la lucidità decisionale. L’Associazione degli avvocati tedeschi ha quindi richiesto regole chiare: quante scariche si possono usare? Quanto devono durare? E in che contesto?

Un dispositivo pensato per la de-escalation? Le motivazioni del governo

Nonostante le critiche, il governo federale difende con decisione la misura. Secondo il ministro Dobrindt, l’introduzione dei taser è stata fortemente richiesta “dalle file della polizia stessa”. I dati della fase di test sembrano rafforzare questa tesi: in 132 casi su oltre 40.000 interventi, è bastato minacciare l’uso del taser per evitare il ricorso a forza maggiore. Solo in 16 casi si è proceduto con l’effettiva attivazione del dispositivo.

Il disegno di legge insiste sulla necessità di disporre di strumenti che consentano una risposta proporzionata: “L’uso delle armi da fuoco deve rimanere sempre l’ultima risorsa”. In questo senso, il taser viene descritto come una sorta di cuscinetto tra la persuasione verbale e il fuoco letale. Il solo fatto di possederlo — sostengono i fautori — ha un valore dissuasivo che può risolvere situazioni potenzialmente esplosive prima ancora che degenerino.

Investimento milionario e tempistiche

La fornitura di 10.000 taser rappresenta un investimento economico significativo. Per il 2025 sono già stati stanziati 5 milioni di euro, con lo stesso importo previsto anche per gli anni successivi. Un budget destinato ad aumentare, se le necessità operative dovessero espandersi. L’adozione sarà graduale, ma il disegno di legge prevede già l’estensione su scala nazionale.

Alcuni Länder — come il Nord Reno-Westfalia, la Renania-Palatinato, l’Assia e il Saarland — hanno già integrato i taser nei loro corpi di polizia. Ora, però, la prospettiva cambia: non si tratta più di singole scelte regionali, ma di una svolta sistemica voluta dal governo centrale.

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