
C’è uno strumento delle istituzioni europee che una parte troppo ampia della popolazione ignora e, quindi, non utilizza. Si tratta delle opzioni per la cittadinanza attiva, ovvero di spazi che la Commissione Europea mette a disposizione dei cittadini per esprimere il proprio parere su iniziative, risoluzioni e norme da introdurre nei territori dell’Unione. Una delle più recenti è una consultazione pubblica nell’ambito del processo di revisione della politica dell’Unione nella regione dell’Artico. La finestra per partecipare si chiude il 16 marzo 2026.
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Perché l’UE aggiorna la sua politica nell’Artico
Il documento quadro attualmente in vigore è la comunicazione congiunta del 2021, che a sua volta aggiornava le comunicazioni del 2016, del 2012 e quella del 2008. Da allora, il contesto è mutato in misura tale da rendere necessario un nuovo intervento. La brutale accelerazione del cambiamento climatico, le dinamiche geopolitiche sempre più tese e i nuovi interessi economici in gioco in questa regione hanno alterato il profilo delle sfide che l’UE si trova ad affrontare nell’Artico.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha formalmente richiesto la revisione della politica artica per verificarne l’adeguatezza rispetto alle sfide presenti e future.
I tre assi portanti della politica artica dell’Unione Europea
La struttura della politica artica dell’UE si articola su tre direttrici che rimangono valide ma richiedono un aggiornamento:
Mitigazione dei cambiamenti climatici e protezione ambientale. Il riscaldamento globale colpisce l’Artico in modo sproporzionato rispetto al resto del pianeta. Il ritiro della banchisa, il disgelo del permafrost e la perdita di biodiversità sono processi già in atto che incidono sulle infrastrutture, sulle rotte commerciali e sugli ecosistemi. La legge sul clima dell’UE e il pacchetto “Fit for 55” rientrano tra gli strumenti con cui Bruxelles intende contribuire alla protezione della regione. In questo senso, uno dei punti più caldi della politica dell’UE nell’artico sono le operazioni
Sviluppo sostenibile e inclusivo. Le comunità che abitano l’Artico, incluse centinaia di migliaia di cittadini europei residenti in Finlandia, Svezia e Danimarca, hanno legittime aspettative di sviluppo socioeconomico. La politica artica deve garantire che lo sfruttamento delle risorse avvenga in modo sostenibile e che le comunità locali e indigene siano coinvolte nei processi decisionali.
Cooperazione internazionale. Le questioni artiche vengono gestite in sede intersettoriale e in molteplici contesti multilaterali: dal Consiglio Artico, in cui l’UE opera di fatto come osservatore, alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, dall’Organizzazione marittima internazionale all’accordo sulla pesca nell’Oceano Artico centrale, firmato nel 2018 e in vigore dal 2021. L’UE mantiene anche un dialogo bilaterale consolidato con Canada, Islanda, Norvegia e Stati Uniti.
Tutti e tre gli assi toccano uno dei temi più caldi della regione in questo momento: il potenziale delle estrazioni di gas nel Mare di Barents, un’operazione fortemente voluta dalla Norvegia, nonché oggetto di particolare attenzione, considerando la crisi energetica che si profila in conseguenza del conflitto nel Golfo.
Le nuove sfide da affrontare
Rispetto al 2021, alcune tendenze si sono accentuate in modo significativo. L’interesse geopolitico e geoeconomico per l’Artico è cresciuto in maniera esponenziale, portando con sé rischi di sicurezza sia tradizionali che ibridi. L’aumento della presenza militare nella regione è direttamente riconducibile ai mutamenti degli equilibri internazionali.
Sul fronte delle risorse, lo scioglimento delle calotte glaciali apre rotte commerciali prima inaccessibili e rende disponibili giacimenti di materie prime, con tutto ciò che ne consegue in termini di pressioni ambientali e competizione tra attori statali e non statali. La connettività digitale e fisica intra-artica e quella tra l’Artico e le altre regioni è un ulteriore terreno su cui si misurano sfide ancora in parte irrisolte.
La politica aggiornata dovrà inoltre allinearsi alle priorità più ampie della Commissione: prosperità sostenibile, competitività, difesa e sicurezza.
Il ruolo della scienza e dell’innovazione
Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione attraversano trasversalmente tutti e tre gli assi prioritari. Promuovere le tecnologie per i climi freddi, le energie rinnovabili e il turismo sostenibile, investire in infrastrutture a basso impatto ambientale e potenziare la connettività sono azioni che la politica aggiornata potrebbe incentivare, con benefici per le economie locali e per quella europea nel suo complesso.
Chi può partecipare alla consultazione
La Commissione si attende contributi da un ventaglio ampio di soggetti: Stati membri dell’UE, comunità indigene e locali, rappresentanti dell’industria, organizzazioni della società civile, istituzioni accademiche e di ricerca, ONG, autorità pubbliche e istituzioni finanziarie. La consultazione è aperta in tutte e 24 le lingue ufficiali dell’Unione tramite la sezione “Di’ la tua” sul portale della Commissione europea.
Per partecipare è necessario registrarsi o accedere alla pagina della consultazione. Una volta effettuato l’accesso, è sufficiente cliccare su “Dai il tuo feedback” e inviare il proprio contributo. Il link diretto alla consultazione è disponibile sul sito della Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca.
I riscontri raccolti alimenteranno la riflessione sulle sfide attuali e future nella regione e forniranno la base per le decisioni sulle possibili azioni da intraprendere. In particolare, la consultazione servirà a riesaminare le tre priorità della comunicazione congiunta del 2021 e a individuare eventuali nuovi settori di intervento.
Come verranno usati i contributi
Oltre alla consultazione pubblica online, la Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) condurranno consultazioni mirate con i partner artici. L’iniziativa viene promossa attraverso il sito web della DG MARE, quello artico gestito dal SEAE, le newsletter istituzionali e i canali social delle strutture coinvolte, incluso l’account dell’inviato speciale dell’UE per le questioni artiche. Inviti mirati sono stati inviati anche ad amministrazioni pubbliche degli Stati membri, gruppi di riflessione, istituti di ricerca e ONG.
I contributi ricevuti saranno resi pubblici. Qualsiasi futura azione della Commissione in materia artica terrà conto degli esiti di questo processo. La flessibilità nell’attuazione e nella valutazione continua delle iniziative è indicata come criterio centrale per rispondere alle sfide man mano che emergono.
Come partecipare alla consultazione sulla revisione della politica UE nella regione dell’Artico
La consultazione pubblica è accessibile fino al 16 marzo 2026 al seguente indirizzo: oceans-and-fisheries.ec.europa.eu
Le voci individuali e le esperienze dirette, in particolare quelle delle comunità che vivono e lavorano nell’Artico, hanno un peso particolare nei processi di consultazione istituzionale. Il contributo personale, adattato alla propria prospettiva, è quello che più incide sulla qualità del processo di revisione.




