Retate contro una casa editrice di estrema destra: distribuiva testi nazisti
Mercoledì, fin dalle prime ore del mattino le forze dell’ordine hanno condotto perquisizioni simultanee in Germania, Polonia e Spagna nell’ambito di un’indagine sulla casa editrice di estrema destra “Der Schelm” (termine che si può tradurre con “il burlone”). A riportare la notizia sono stati diversi media tedeschi, prima fra i quali l’emittente berlinese rbb. La casa editrice è accusata di aver distribuito testi nazisti, apertamente antisemiti, razzisti e inneggianti all’ideologia del Terzo Reich.
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In Germania le perquisizioni hanno interessato otto località dislocate in cinque Länder: Brandeburgo, Baden-Württemberg, Sassonia, Baviera e Nord Reno-Westfalia. Tra i luoghi citati dalle fonti di rbb24 figurano Lipsia, Pforzheim, Neuenbürg, Bottrop, Schönwald e Wertheim. Parallelamente, in Polonia è stata perquisita una tipografia a Stettino , mentre in Spagna gli agenti hanno perquisito un magazzino e alcuni locali privati e commerciali riconducibili a una coppia di estremisti di destra originari del Brandeburgo.
“Der Schelm”: un decennio di pubblicazioni vietate per la casa editrice di estrema destra
Attiva da almeno dieci anni, la casa editrice “Der Schelm” ha messo in circolazione circa cento ristampe di scritti antisemiti del periodo nazista, nonché pubblicazioni di estrema destra, razziste e inneggianti alla violenza, la cui diffusione è illegale in Germania. Il sito web di “Der Schelm” è infatti registrato in Estonia. La procura di Karlsruhe imputa a sei uomini e due donne di nazionalità tedesca la produzione, la distribuzione, la consegna e lo stoccaggio, in 488 casi accertati tra il 2022 e il 2024, di materiale stampato illecito. Il proprietario di una tipografia coinvolta è stato accusato di favoreggiamento.
Il principale indagato è un editore ed estremista di destra originario di Lipsia, fuggito a Mosca alcuni anni fa. Secondo quanto ha riportato rbb24 Recherche, il 61enne continuerebbe a gestire l’attività della casa editrice dalla capitale russa, nonostante una richiesta di estradizione già avanzata in passato dalla Germania. Tra gli altri imputati figurano il proprietario della tipografia, un grafico, uno specialista informatico e il titolare di un’azienda.
Il già citato estremista del Brandeburgo, invece, è già stato condannato con sentenza definitiva a metà del 2025 e si trova in carcere per reati di incitamento all’odio, mentre sua moglie risulta attualmente indagata.
Esiste un indice dei “libri proibiti” in Germania?
Strettamente parlando, no, ma ci sono libri, specificamente collegati a ideologie razziste, naziste, antisemite o incitanti alla violenza, che non è permesso vendere tramite i canali normali. Tali testi, in particolare quelli di rilevanza storica, sono consultabili solo nelle biblioteche e nel contesto di studi accademici. Nel caso di “der Schlem”, l’Ufficio federale per la protezione dei minori ha fin qui esaminato e inserito nell’indice cinque titoli della casa editrice e il sito stesso.
È vietato acquistare libri estremisti in Germania?
Acquistare un singolo libro non è di per sé vietato. Tuttavia, chi acquista molteplici titoli di questo genere potrebbe essere oggetto di indagini, perché si può sospettare un intento di distribuzione. La scorsa estate un medico è stato condannato dal tribunale distrettuale di Bamberg a una multa di circa 3.000 euro per aver acquistato venti copie di un opuscolo negazionista di Germar Rudolf. Il tribunale ha ritenuto che l’acquisto di molteplici copie fosse finalizzato diffusione illecita del materiale, che, a differenza dell’acquisto, è vietata e configura il reato di incitamento all’odio razziale. La pena è stata contenuta, perché l’imputato ha confessato, evitando così la detenzione fino a tre anni.
Esposti a potenziale responsabilità penale anche una cliente di Berlino, che avrebbe ordinato per cinque volte “La favola del tedesco cattivo” di Benton L. Bradberry, e un uomo di Panketal, nei pressi di Bernau, che avrebbe acquistato cinquanta copie di due testi negazionisti.
Flussi occulti di denaro: come opera la casa editrice di estrema destra
“Der Schlem” gestisce un sistema articolato per dissimulare i flussi di denaro a livello internazionale. Gli acquirenti pagherebbero su numerosi conti correnti intestati a soggetti diversi, dislocati in più paesi. Uno di questi conti risultava riferibile a una società di Malaga, attribuita all’estremista brandeburghese già arrestato. In qualche caso, i conti sarebbero stati anche alcuni clienti particolarmente affezionati. I pagamenti transitavano per conti in Germania, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Inghilterra e Austria. Ai clienti era esplicitamente richiesto di non citare “Schelm” nelle causali dei bonifici. Si sa che, in più di un caso, qualcuno dei “fedelissimi” si sarebbe appropriato di decine di migliaia di euro così acquisiti.
Prima della spedizione, i libri venivano avvolti in pellicola nera per non essere identificati e poi inviati tramite normali servizi di corriere. Un imprenditore e uno specialista informatico sono accusati di aver collaborato alla gestione del “sistema di vendita”, incluso il database degli ordini; anche nei loro confronti sono state eseguite perquisizioni mercoledì mattina.
Chi acquista libri nazisti in Germania? Poliziotti, infermieri, politici, sacerdoti
Sempre secondo le analisi condotte da rbb24 Recherche, che di questo caso si è occupata per oltre due anni, “Der Schelm” conterebbe la bellezza di 11.000 clienti sparsi in tutto il mondo, tra cui neonazisti di spicco e politici locali di AfD, ma non solo. Chi si aspettasse di trovare, fra l’utenza di una casa editrice die strema destra, solo militanti impegnati nelle organizzazioni corrispondenti, potrebbe stupirsi di scoprire una stragrande maggioranza di acquirenti apparentemente insospettabili: fra le categorie più rappresentate ci sarebbero imprenditori, artigiani, avvocati, medici, poliziotti, insegnanti, sacerdoti, librai, infermieri geriatrici, vigili del fuoco. Tra i presunti acquirenti del Brandeburgo figurano anche esponenti dell’NPD e di III. Weg. Un estremista di destra candidatosi come consigliere comunale per il partito di ultradestra Die Heimat (ex NPD) avrebbe ordinato il testo “Die Auschwitzlüge” (ovvero “La menzogna di Auschwitz”). Un membro dell’associazione “Bündnis Havelland”, classificata come estremista dall’Ufficio per la protezione della Costituzione nel 2020, avrebbe acquistato “Das Gesetz des Krieges” (“La legge della guerra”) e “Wege ins Dritte Reich” (“La via verso il Terzo Reich”) di Joseph Goebbels e il libro per bambini nazista “Der Pudelmopsdackelpinscher” (“Il barboncino bassotto pinscher”), che l’Ufficio federale per la protezione dei minori ha messo all’indice dal 2018, e “Der Giftpilz” (“Il fungo velenoso”).
Il presidente di un’associazione di tiratori del Brandeburgo avrebbe ordinato almeno otto titoli da “Schelm”, tra cui “Judas Schuldbuch” (“Il libro dei debiti di Giuda”) e un testo del negazionista dell’Olocausto Germar Rudolf. Gli esempi non finiscono qui ed rbb dichiara di aver contattato alcuni degli acquirenti chiedendo loro di commentare la vicenda, senza però ricevere risposta.
Anche un politico di Zwickau, da poco uscito da AfD, ha ammesso pubblicamente di essere stato cliente di “Schelm”. In un video su YouTube ha spiegato di aver letto l'”ABC del nazionalsocialismo” per fini di studio, in particolare per informarsi sui meccanismi di funzionamento della propaganda.




