Germania: il Bundesrat chiede una legge contro le riprese intime effettuate di nascosto
Effettuare riprese di nascosto, fotografare il corpo di una persona in un contesto o con un riferimento sessuale, oggi, richiede nient’altro che uno smartphone. La semplicità tecnica dell’atto, però, non trova ancora una risposta giuridica adeguata in Germania: il diritto penale vigente, a differenza di quanto accade in altri Paesi, lascia scoperte alcune fattispecie, e chi si rende protagonista di certe condotte spesso rimane impunito. È su questo punto che si è concentrata l’azione del Bundesrat, il Consiglio federale tedesco, con una risoluzione diretta al governo di Berlino.
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La richiesta del Bundesrat: una legge contro le riprese effettuate di nascosto
I Länder hanno adottato una risoluzione con cui chiedono all’esecutivo federale di predisporre quanto prima un disegno di legge che chiuda le attuali lacune in materia penale. L’iniziativa mira, in particolare, a rafforzare due ambiti: il diritto all’autodeterminazione sessuale e il diritto di ciascuno sulla propria immagine.
Al centro della proposta vi sono le riprese e le fotografie effettuate di nascosto in situazioni a carattere sessuale o intimo: scatti realizzati senza il consenso della persona ripresa, in contesti nei quali questa si trova in una condizione di vulnerabilità o di normale quotidianità, non necessariamente in casi “estremi”. Rientrano in questa categoria, ad esempio, le riprese delle natiche di una donna vestita in un luogo pubblico, così come le fotografie di persone nude in ambienti accessibili al pubblico, come una sauna.
La Ministra della Giustizia Stefanie Hubig (SPD) aveva già preannunciato a gennaio l’intenzione di lavorare a una proposta legislativa in questa direzione.
Le lacune dell’attuale diritto penale
La questione centrale sollevata dalla risoluzione è che, nella situazione normativa attuale, determinate condotte voyeuristiche non configurano alcun reato perseguibile. Il diritto penale, cioè, non copre tutti i comportamenti che ledono concretamente la dignità delle persone riprese.
Questo vuoto non è una questione meramente tecnica. Come ha sottolineato Boris Rhein, primo ministro dell’Assia, la violenza di genere assume forme molteplici, e non tutte si manifestano attraverso atti fisici diretti. “La violenza spesso si manifesta di nascosto”, ha detto Rhein, definendo questa caratteristica “particolarmente perfida”.
La tecnologia disponibile rende tutto più accessibile: i dispositivi odierni sono compatti, silenziosi, dotati di zoom di alta qualità. Questa combinazione, secondo Rhein, abbassa concretamente la soglia che separa l’intenzione dall’azione. Chi compie questi atti lo fa in modo deliberato, consapevole delle conseguenze psicologiche che provoca sulle vittime. Che tali comportamenti non siano attualmente punibili in tutti i loro aspetti è, nella valutazione dei Länder, una lacuna che non può essere tollerata.
Chi è più esposto al rischio
Secondo le valutazioni espresse nell’ambito della risoluzione, le riprese voyeuristiche colpiscono in misura prevalente donne e ragazze. L’obiettivo dei Länder è dunque anche quello di offrire a questa parte della popolazione una protezione più solida, che integri quella contro le forme tradizionali di violenza e molestia.
Rhein ha insistito sul fatto che chi compie tali atti “attacca consapevolmente la dignità delle vittime”, producendo danni di natura psicologica. Il punto non è soltanto punire un comportamento antisociale: è riconoscere che una fotografia scattata di nascosto può costituire una forma di aggressione, anche in assenza di contatto fisico.
La risoluzione del Consiglio federale si inserisce in un contesto più ampio di attenzione istituzionale alle forme di violenza digitale e mediata dalla tecnologia, fenomeni che le norme vigenti faticano spesso a inquadrare con precisione.
Il percorso legislativo
La proposta ora dovrà passare attraverso i canali del governo federale. Con l’annuncio della Ministra Hubig e la pressione esercitata dai Länder attraverso la risoluzione, il disegno di legge sembra avere una base politica sufficiente per procedere. Resta da definire la tempistica e il contenuto preciso delle nuove norme, che dovranno stabilire quali condotte specifiche ricadano nell’ambito penale e quali soglie siano necessarie per integrare i reati.




