Germania: l’antitrust indaga sull’aumento del prezzo della benzina
Dall’inizio della guerra in Iran, il prezzo della benzina in Germania hanno registrato un’impennata che ha spinto l’esecutivo ad agire. La ministra dell’economia Katherina Reiche (CDU) ha comunicato, nel corso del podcast “Table.Briefings”, di aver avviato contatti diretti con l’Autorità federale antitrust per accertare se i rincari registrati nelle stazioni di servizio tedesche rispecchino effettivamente le dinamiche di mercato o vadano oltre. “Verificheremo che non si stia approfittando di una situazione che si riflette sui mercati, ma non in misura così elevata”, ha dichiarato.
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Lars Klingbeil: sul prezzo della Benzina in Germania “serve trasparenza”
Sul fronte politico, la pressione non arriva soltanto dalla CDU. Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil (SPD) ha rivolto un avvertimento esplicito alle compagnie petrolifere, chiedendo che non vengano sfruttate né la guerra in Iran né le instabilità geopolitiche attuali per alimentare speculazioni sui prezzi. Intervenendo nel programma “ZDF spezial”, il leader dell’SPD ha affermato che “la politica deve agire in modo chiaro e coerente” e ha sollecitato Reiche a verificare con urgenza quali strumenti siano a disposizione del governo in questi casi.

Foto: Tobias Koch
Una task force al Bundestag per monitorare energia e carburanti
I gruppi parlamentari della coalizione al Bundestag hanno già concordato la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc. La task force avrà il compito di esaminare l’andamento dei prezzi del carburante e dell’energia in coordinamento con il governo, valutando al contempo le misure concretamente perseguibili. Tra le voci di costo che hanno registrato variazioni significative a seguito dell’escalation in Medio Oriente figurano, oltre ai carburanti per autotrazione, il gasolio da riscaldamento e il gas.
Il petrolio sui mercati internazionali
La radice del problema va ricercata nei mercati delle materie prime. Il conflitto in Iran ha innescato rialzi diffusi sulle quotazioni di petrolio, gas e benzina a livello globale. Lo scorso giovedì la tendenza al rialzo si è confermata: il Brent del Mare del Nord ha segnato un incremento superiore al 2%, attestandosi a 83,07 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha raggiunto i 76,60 dollari, con un rialzo del 2,6% rispetto alla seduta precedente. A complicare ulteriormente il quadro, la principale rotta marittima per il trasporto di energia risulta bloccata ormai da diversi giorni, un elemento che esercita pressione aggiuntiva sull’offerta disponibile.




