Berlino: no agli affitti brevi nelle zone protette, lo ha deciso il tribunale
Il Tribunale amministrativo della capitale si è espresso giovedì scorso su una questione che sta molto a cuore agli inquilini in affitto in diverse zone della città. Nello specifico, ha deliberato che gli appartamenti situati nelle zone di Berlino soggette a tutela del contesto abitativo, che in passato venivano affittati a lungo termine, non possono poi diventare affitti brevi.
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La sentenza si esprime su una pratica sempre più diffusa fra i proprietari di immobili a Berlino, che preferiscono evitare il normale contratto a lungo termine e ristrutturare le unità abitative per affittarle, già ammobiliate, a turisti o residenti temporanei, che si fermano in città solo poche settimane o pochi mesi. In certe zone di Berlino, però, questo non è più possibile.
Cosa sono le zone soggette a tutela del contesto abitativo
I cosiddetti Milieuschutzgebiete o soziale Erhaltungsgebiete sono quartieri residenziali specifici nei quali i comuni tedeschi hanno individuato la necessità di tutelare la composizione della popolazione residente, onde evitare che questa possa essere scalzata da fenomeni di gentrificazione massiccia. L’articolo 172, comma 1, n. 2 del Codice edilizio tedesco (BauGB) riconosce l’obiettivo di una tutela attiva della struttura sociale consolidata in una certa zona urbana. In questo caso, lo strumento non tutela il singolo inquilino, ma l’intera popolazione residente, che è messa in pericolo non dalla singola scelta del singolo proprietario, ma da tendenze commerciali che si sviluppano ormai da molti anni in tutto il mondo. L’esempio più classico è quello del quartiere popolare, storicamente abitato da nuclei familiari, che diventa oggetto di interesse da parte di gruppi demografici più abbienti e in cui, di conseguenza, i proprietari cercano di rescindere i contratti d’affitto esistenti, per poi ristrutturare gli appartamenti con finiture di lusso e affittarli a inquilini, spesso temporanei, con un potenziale di spesa molto più alto. In questo modo, il tessuto sociale dei quartieri si sfalda, perché sempre più residenti sono costretti a spostarsi progressivamente più lontano dal centro urbano.
La decisione del tribunale: nelle zone di Berlino in cui il contesto sociale è protetto per legge, non si possono trasformare gli affitti “regolari” in affitti brevi
Ora, il tribunale amministrativo di Berlino ha confermato che la locazione a tempo determinato di appartamenti e stanze ammobiliati nelle zone soggette a tutela sociale costituisce un cambiamento di destinazione d’uso e che, di conseguenza, deve essere preventivamente autorizzato dal distretto, come stabilito da una disposizione amministrativa del Senato di Berlino già in vigore dalla scorsa primavera.
In questo caso specifico, il tribunale si è espresso sul ricorso della proprietaria di un immobile in Hermannstraße, nel quartiere di Neukölln. Dopo il divieto dell’amministrazione distrettuale di effettuare locazioni a tempo determinato, la donna aveva presentato un ricorso, che è ora stato respinto. Il distretto, conferma il tribunale, ha tutto il diritto di vietare la locazione a tempo determinato, poiché questa pone gli appartamenti al di fuori delle possibilità di famiglie con bambini o di nuclei familiari a basso reddito, che costituiscono la gran parte dei residenti del quartiere.
Contro la sentenza, la proprietaria potrebbe presentare ancora un ricorso presso il Tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo.
La notizia è stata accolta con favore dall’assessore allo sviluppo urbano di Neukölln Jochen Biedermann (Verdi), il quale si è augurato che ora “questi appartamenti vengano immediatamente riaffittati secondo le norme”.



