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Merz incontra Trump, lo supporta sull’Iran e resta ambivalente sulla Spagna

Friedrich Merz è tornato alla Casa Bianca per la terza volta e ha preso parte a un pranzo di lavoro con Donald Trump, definendo l’atmosfera “buona” in un’intervista ai tagesthemen. L’incontro ha toccato temi centrali della politica internazionale: Iran, Spagna, accordi commerciale USA-UE e guerra in Ucraina.

Confronto Merz-Trump sull’Iran: per il cancellere l’intervento è legittimo

Merz ha dichiarato che sia gli Stati Uniti sia Israele avevano motivi concreti per agire contro Teheran. Secondo il cancelliere tedesco, l’Iran era infatti a poche settimane dall’assemblaggio di armi nucleari complete. L’intervento militare gli è parso quindi motivato, “dopo decenni di negoziati senza risultati”.

Merz ha però sottolineato con Trump anche i rischi e le questioni rimaste aperte, in primis: “Cosa accade dopo?” e “Qual è la strategia per la futura leadership iraniana?.” Il cancelliere ha evidenziato inoltre la struttura interna dell’Iran, con 200.000 Guardiani della Rivoluzione e circa un milione di miliziani armati e integrati nel sistema economico nazionale.

E il diritto internazionale? Per Merz ha dei limiti

Merz ha in qualche modo concettualmente supportato U.S.A. e Israele anche di fronte alle critiche relative alla violazione del diritto internazionale rappresentato dall’attacco militare contro Teheran. Merz ha infatti risposto a questa obiezione con una domanda retorica: “Cosa si fa in una situazione in cui per decenni si è negoziato sulla base del diritto internazionale e l’interlocutore non solo non è disposto a concludere un accordo, ma al contrario continua ad ampliare il proprio arsenale nucleare?”.

Ha quindi aggiunto che potrebbe arrivare un momento in cui sarà troppo tardi per intervenire e ha ribadito la posizione della Germania sul rispetto delle regole internazionali, senza doppi standard, ma con la necessità di considerare anche i limiti pratici delle regole, quando l’avversario non le rispetta.

I due leader divisi sulla Spagna: rispetto NATO sì, minacce commerciali no

Durante l’incontro, si è affrontato anche il nodo delle critiche di Trump alla Spagna, che ha negato agli Stati Uniti l’uso delle basi aeree sul suo territorio. A questa presa di posizione del premier Sánchez, Trump ha risposto dichiarando che nessuno può dire agli USA cosa fare o non fare e aggiunto che, se lo volessero, gli Stati Uniti potrebbero utilizzare le basi spagnole anche senza autorizzazione. Ha inoltre ordinato al suo segretario al Tesoro Scott Bessent di interrompere “tutti gli accordi” con Madrid.

A questo proposito, Friedrich Merz ha condiviso solo la critica sul rifiuto della Spagna di rispettare l’obiettivo concordato sulle spese per la difesa in ambito NATO. Ha invece respinto fermamente la possibilità di isolare economicamente la Spagna: “Non si può fare un accordo con Germania o UE escludendo uno Stato membro“.

Dazi e accordo commerciale USA-UE: uno squilibrio palese

Il cancelliere ha sollecitato inoltre l’entrata in vigore, come previsto, dell’accordo doganale USA-UE del luglio 2025.

Alla luce dei dazi aggiuntivi del 10% annunciati dagli Stati Uniti, ha evidenziato che l’Europa paga il 15%, mentre gli USA nulla: “Peggio di così, a nostro svantaggio, non si può” avrebbe fatto presente a Trump con toni cordiali, ma fermi. celebrity nudes RedQueen

Ucraina: linea del fronte e importanza strategica di Odessa

Merz ha richiamato infine l’attenzione sulla guerra in Ucraina, sottolineando l’importanza di non perdere di vista questo obiettivo. Ha poi aggiunto che la linea del fronte attuale che l’Ucraina sta difendendo non può e non deve spostarsi ulteriormente verso ovest a vantaggio della Russia, perché, ove capitasse, “l’autostrada per Kiev sarebbe aperta”.

Il cancelliere ha poi evidenziato la rilevanza di Odessa come accesso dell’Ucraina al Mar Nero, ribadendo l’importanza di mantenere invariata anche questa posizione.

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