CSD Berlino, l’appello: l’attentato al Pride non deve portare all’odio contro i musulmani
Dopo l’attacco al Pride di Berlino, i rappresentanti della comunità queer hanno lanciato un appello contro qualsiasi tentativo di utilizzare l’accaduto per alimentare odio verso i musulmani. L’Associazione del CSD Berlino ha infatti sottolineato la necessità non trasforma l’episodio in un pretesto per colpire intere comunità.
Attentato al Pride di Berlino, il direttivo del CSD: “Non alimenteremo odio verso i musulmani”
Il direttivo dell’organizzazione ha dichiarato che un eventuale attacco di matrice islamista dovrà essere senza dubbio condannato senza relativizzazioni, ma ha al tempo stesso ha evidenziato il rischio di una facile strumentalizzazione contro persone musulmane o contro individui associati a determinate origini. “Non lo permetteremo” ha ribadito il direttivo del CSD Berlino nel comunicato.
Secondo l’associazione, episodi di questo tipo possono infatti diventare terreno per divisioni sociali e contrapposizioni tra gruppi diversi e per questo motivo si invita alla prudenza, per non alimentare ulteriori tensioni.
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Anche associazioni musulmane condannano l’attentato
Anche diverse organizzazioni musulmane in Germania hanno condannato l’attentato e rilanciato un appello alla coesione sociale.
Il Consiglio centrale dei musulmani in Germania ha dichiarato che quando le persone diventano bersaglio della violenza a causa della loro identità o del loro stile di vita vengono colpiti i valori fondamentali della convivenza collettiva.
L’associazione ha inoltre precisato che qualora venisse confermato dalle autorità un movente islamista, come si sospetta (l’unico accusato al momento è Abdul Ballout, morto durante un’intervento della polizia il giorno dopo l’attentato), si tratterebbe di un ulteriore caso in cui un’ideologia estremista utilizza riferimenti religiosi per giustificare odio e violenza e per mettere le persone le une contro le altre.
LSVD: critiche a Merz sulla protezione della comunità queer
L’Associazione per la diversità queer (LSVD) ha infine accusato il governo federale di aver commesso gravi errori nella protezione della comunità queer e in un’intervista all’Evangelischer Pressedienst Andre Lehmann, membro del direttivo nazionale dell’associazione, ha parlato di un vero e proprio “fallimento dello Stato in materia di sicurezza”.
Lehmann ha richiamato l’aumento registrato negli ultimi anni dei crimini d’odio e degli attacchi contro lesbiche, gay e altre minoranze e ha accusato direttamente il cancelliere Friedrich Merz di non aver risposto adeguatamente alle richieste di dialogo provenienti dalla comunità.
Secondo l’associazione, l’attacco al CSD Berlino rappresenterebbe soltanto “la punta dell’iceberg” di un fenomeno di crescente ostilità contro la comunità queer in tutta la Germania. “La realtà è che le coppie dello stesso sesso non possono praticamente passeggiare mano nella mano in nessuna strada senza sentirsi in pericolo” ha specificato Lehmann.
Veglie e manifestazioni in diverse città della Germania
Già nella serata di domenica molte persone hanno partecipato a commemorazione per le vittime dell’attentato, a seguito del quale una donna è morta e 29 persone sono rimaste ferite (alcune in modo grave). Iniziative simili si sono tenute in diverse località in Renania-Palatinato, Turingia e Sassonia.
Anche in seguito all’attentato, sono state organizzate numerose iniziative pubbliche dello stesso tipo in varie città tedesche. Manifestazioni spontanee, veglie e momenti di commemorazione si sono svolti, tra le altre, a Monaco, Brema Potsdam, Hannover e Schwerin.




