Berlino: responsabile di un progetto contro l’odio in rete accusata di antisemitismo
Ottenere 390.000 euro di finanziamento dall’amministrazione culturale di Berlino per contrastare i discorsi d’odio in rete, in un momento in cui i progetti sociali e culturali vengono tagliati senza pietà per risparmiare non è impresa da poco. È quanto ha ricevuto l’Istituto Zera, con sede nella capitale tedesca e vicino alla CDU, che fra i suoi obiettivi principali annovera la lotta alle manifestazioni di antisemitismo in rete. Proprio per questo ha causato non poco imbarazzo il fatto che la direttrice dell’istituto nonché membro della CDU Maral Salmassi sia stata accusata di antisemitismo e di diffondere discorsi d’odio online. Secondo un’inchiesta dello Spiegel, avrebbe pubblicato su X un post in cui definiva il tycoon ebreo George Soros un “parassita”. Il post, poi rimosso, risalirebbe al febbraio 2025. I fondi pubblici sarebbero arrivati mesi dopo, a luglio. Lo stereotipo del “parassita” applicato a una persona di origine o religione ebraica rientra in una categoria di linguaggio con una storia precisa e ben documentata, specialmente in Germania.
Salmassi non nega l’accaduto e ha pubblicato delle scuse per l’uso del termine sul sito web dell’istituto.
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Un passato di dichiarazioni problematiche e odio diffuso in rete contro soggetti diversi
Quello del tweet su Soros non sarebbe, secondo quanto riporta lo Spiegel, un caso isolato e l’antisemitismo non sarebbe neppure l’unico “tipo” di odio online diffuso da Maral Salmassi. Il settimanale ha ricostruito una serie di uscite pubbliche della direttrice che seguono uno schema ricorrente: il ricorso a paragoni disumanizzanti contro chi esprime posizioni sgradite. Su X, Salmassi ha etichettato i manifestanti pro-Palestina come “Free Palestine Orcs“, mutuando la terminologia dal ciclo fantasy “Il Signore degli Anelli”, dove gli orchi incarnano creature malvagie e ripugnanti. La rivista tedesca cita anche insulti rivolti a una giornalista e a un’attivista per i diritti umani.
Nel settembre 2025, Salmassi ha definito il quotidiano britannico Guardian il “moderno Stürmer”, a seguito della pubblicazione di un documentario in cui venivano intervistati cittadini israeliani sulle loro posizioni riguardo alla guerra a Gaza. Der Stürmer era il settimanale antisemita del regime nazionalsocialista.
Una commissione di inchiesta sui finanziamenti all’istituto Zera
Zera non è un caso isolato. Secondo lo Spiegel, l’istituto è uno dei 18 soggetti che, su sollecitazione del gruppo parlamentare della CDU nel Parlamento di Berlino, avrebbero ottenuto finanziamenti pubblici dall’amministrazione culturale senza che ne fosse verificato il contenuto. Il totale complessivo dei fondi in questione ammonta a 2,5 milioni di euro. Zera risulta il secondo beneficiario per importo ricevuto.
Il Parlamento di Berlino ha risposto istituendo una commissione d’inchiesta incaricata di esaminare l’intera vicenda. Il nodo centrale non riguarda solo Salmassi, ma l’assenza di controlli preliminari sulle iniziative selezionate.
Salmassi, come già detto, è membro della CDU e siede nel comitato esecutivo dell’associazione locale del partito nel distretto di Lichterfelde, a Berlino. Non è difficile comprendere come la sua posizione all’interno della struttura partitica rende ancora più scottante, per il partito di governo, la questione connessa allo scandalo. La commissione parlamentare dovrà ora verificare se la CDU abbia fatto pressione per per far accedere determinati progetti ai fondi pubblici, senza passare per le ordinarie procedure di valutazione.




