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La Germania rimpatria i tedeschi bloccati nel Golfo con voli charter

Aerei charter diretti a Mascate e Riad: è questa la risposta operativa del governo federale tedesco all’emergenza che ha lasciato decine di migliaia di cittadini tedeschi intrappolati nella regione del Golfo a causa dell’escalation del conflitto in Iran. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Johann Wadephul (CDU), precisando che la scelta di quegli scali per il rimpatrio dei tedeschi bloccati nella regione del Golfo dipende dal fatto che i rispettivi spazi aerei sono ancora percorribili. Parallelamente, negli Emirati Arabi Uniti il traffico aereo ha mostrato i primi segnali di riapertura parziale: Emirates ha comunicato la ripresa di un numero limitato di partenze serali, mentre Etihad di Abu Dhabi ha annunciato la ripresa dei voli con stringenti protocolli di sicurezza. Per il resto, i voli commerciali restano sospesi.

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Saranno rimpatriati prima bambini, malati e donne incinte

Le stime del Ministero degli Esteri tedesco parlano di circa 30.000 viaggiatori, una cifra ricavata dalle dichiarazioni dell’Associazione tedesca dei viaggiatori. Molti si trovano bloccati negli scali aeroportuali, fermi a causa delle chiusure dello spazio aereo, oppure a bordo di navi da crociera impossibilitate a salpare.

Bambini, malati e donne in gravidanza costituiscono la fascia cui verrà accordata precedenza nelle operazioni di rimpatrio. Per far fronte all’emergenza, il governo federale valuta anche il noleggio di velivoli privati a carico dell’erario e, come soluzione estrema, il ricorso agli aerei militari della Bundeswehr. I dettagli logistici non sono ancora stati definiti.

I contatti con il settore privato e le istruzioni ai viaggiatori tedeschi in attesa di rimpatrio

Wadephul ha riferito di aver parlato direttamente con il presidente di Lufthansa, Carsten Spohr, confermando che la compagnia dispone della capacità tecnica necessaria. Sono stati avviati contatti anche con altri operatori. “Vogliamo aiutare i tedeschi a tornare a casa”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo tuttavia che ogni situazione sarà valutata singolarmente.

Il coordinatore governativo per il turismo, Christoph Ploß, ha invitato i cittadini coinvolti a registrarsi nella lista di prevenzione delle crisi del Ministero degli Esteri, strumento che consente al governo di localizzare le persone e fornire aggiornamenti mirati. In parallelo, ai viaggiatori è stato chiesto di verificare autonomamente la disponibilità di voli commerciali e di rivolgersi ai propri tour operator.

Solo il giorno prima delle ultime dichiarazioni, Wadephul aveva già smorzato le attese di una soluzione rapida. Intervenuto nel programma televisivo Caren Miosga della ARD, il ministro aveva anche richiamato la responsabilità individuale dei viaggiatori, sottolineando che il deterioramento della situazione nella regione non era del tutto imprevedibile.

La sicurezza dei voli rimane il criterio discriminante per ogni decisione operativa. Il numero di persone in grado di raggiungere i punti di partenza ancora funzionanti, Mascate e Riad in testa, non è ancora quantificabile con precisione, rendendo complessa qualsiasi pianificazione definitiva.

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