Evers: “Patriottismo costituzionale” e islam a scuola per arginare il fondamentalismo a Berlino
La libertà a Berlino non può essere considerata un elemento acquisito per sempre: è questo il punto centrale dell’intervento di Stefan Evers, candidato di punta della CDU nella capitale tedesca e promotore del concetto di “patriottismo costituzionale, inteso come adesione comune ai principi della Costituzione tedesca.
Indipendentemente dall’origine, dalla religione e dallo stile di vita di chi risiede nella capitale, infatti, per il candidato cristiano-democratico tutti devono ribadire e soprattutto nutrire il rispetto dei principi comuni di libertà, uguaglianza davanti alla legge, dignità umana e Stato di diritto.
Il patriottismo costituzionale come base comune a Berlino
Questa base, tuttavia, non nasce automaticamente e non è facile garantire l’obiettivo di un’identità costituzionale comune quando troppi fattori mettono a rischio persino il rispetto base dello Stato di diritto.
Per Evers, infatti, il “patriottismo costituzionale” dovrebbe essere trasmesso in tutti i luoghi in cui si formano le relazioni sociali, dalle scuole alle associazioni, passando per il lavoro con i giovani, i servizi sociali e le famiglie. Ed è qui che il discorso si complica, perché si allontana dalle proposizioni generiche per calarsi in una dimensione attuativa molto diversa e decisamente più complessa.
Il ruolo della scuola contro la radicalizzazione
Un’attenzione particolare viene riservata al ruolo della scuola. Secondo uno studio commissionato dall’amministrazione per l’istruzione di Berlino, infatti, quasi il 30% degli studenti della capitale considererebbe le regole religiose superiori alle norme scolastiche o alle leggi.
Anche alla luce di questo fatto, quindi, secondo Evers è facile comprendere come il semplice contrasto alle ideologie estremiste espresso all’esterno di questa prima e fondamentale istituzione non sarebbe sufficiente. Le scuole dovrebbero invece spiegare ai giovani perché un sistema democratico basato sulla libertà debba essere tutelato e dovrebbero farlo in modo più efficace di quanto fatto finora.
Tra le proposte avanzate dal candidato cristiano-democratico figura anche l’introduzione di una materia opzionale di religione. Secondo il politico della CDU, infatti, un insegnamento dell’islam sottoposto al controllo dello Stato potrebbe ridurre lo spazio di influenza degli ambienti estremisti.
Tecnologia e controllo delle reti estremiste
Evers richiama inoltre la necessità di un utilizzo più efficace degli strumenti tecnologici disponibili. La radicalizzazione non nasce infatti soltanto nel momento in cui si verifica un attentato, ma si sviluppa molto prima, in ambienti e circuiti sottratti al controllo statale e sui social network, dove predicatori d’odio e strutture parallele consolidano un approccio ostile ai principi democratici e dove la propaganda estremista si diffonde con incredibile velocità. Per questo motivo, anche le grandi aziende tecnologiche dovrebbero assumersi maggiori responsabilità.
Allo stesso tempo, le autorità di sicurezza non dovrebbero trovarsi in una posizione svantaggiata rispetto a chi utilizza gli strumenti digitali per organizzare attività contro lo Stato e la protezione dei dati personali non dovrebbe diventare una strumento di tutela per chi commette reati.
La posizione del politico cristiano-democratico si inserisce nel dibattito più ampio sulle maggiori misure penali preventive richieste dal ministro dell’interno Alexander Dobrindt e sui maggiori poteri nel monitoraggio di soggetti considerati pericolosi richiesti dal sindacato federale di polizia,




