La parola MAFIA, la ciliegina sulla copertina dei libri?

L’articolo nasce dall’esigenza dell’autore di denunciare un fenomeno ormai diffuso nel panorama editoriale tedesco: l’uso eccessivo, quasi automatizzato, della parola “MAFIA” sulle copertine di numerosi libri. Basta una semplice ricerca in rete, ad esempio con il termine Bücher über die MAFIA, per rendersi conto di quante opere, troppo spesso, ricorrano a questo richiamo sensazionalistico, trasformando un termine specifico in un marchio di marketing che sfiora l’abuso.
La parola MAFIA come strategia di marketing per i libri
Oramai non si contano piú i titoli dei libri editi in Germania che esibiscono la parola MAFIA in copertina, come una ciliegina, per stuzzicare la golosità dei lettori che spesso di MAFIA sanno ben poco perché si sono saziati con l’antipasto, ma li si vorrebbe fare arrivare dritti al dessert, saltando i pasti principali.
Oggi in Germania sembra che tutto ciò che respiri minimamente l’aria dell’illegalità sia diventato MAFIA, che tutto sia riconducibile all’Italia e logicamente alla Sicilia, dove questa fatale parola, già nel 19° secolo, è nata e cresciuta. I cosiddetti mafiosi siciliani chiamano la loro “criminalità organizzata” Cosa Nostra, mentre nel resto dello stivale essa ha altri nomi di battesimo, cioè Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita.
Le mafie italiane sono organizzate in cosche e, chiaramente, se quelle esistenti in Germania sono affiliate alle rispettive cosche italiane e ne condividono gli affari, non è sbagliato chiamarle “MAFIA”. Ma come potremmo e dovremmo chiamare allora la criminalità organizzata presente in Germania, compresa quella tedesca?
Basterebbe chiamarla “Organisierte Kriminalität”. Forse si venderebbero meno libri, ma si combatterebbe meglio, appunto, la criminalità organizzata, senza nascondersi dietro la parola MAFIA, usata troppo spesso e impropriamente in Germania.
(di Giuseppe Di Matteo)



