Germania: il consumo di birra è ai minimi storici. Le abitudini dei tedeschi stanno cambiando?

Per la prima volta da oltre 30 anni, la Germania ha registrato vendite di birra inferiori agli otto miliardi di litri, segno di un crollo nel consumo. I dati diffusi dall’Ufficio federale di statistica documentano 7,8 miliardi di litri commercializzati nel 2025, con una contrazione del 6% rispetto ai dodici mesi precedenti. Dal 1993, anno d’inizio delle rilevazioni statistiche attuali, non si erano mai toccati livelli così bassi. La flessione equivale a circa un miliardo di bottiglie, dodici in meno per ogni abitante calcolato su base annua.
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La regione di Berlino-Brandeburgo, in particolare, registra il secondo maggiore calo: qui le vendite sono crollate dell’11,8%, attestandosi a 3,04 milioni di ettolitri: un calo quasi doppio rispetto alla media federale. Solo l’Assia ha fatto registrare perdite superiori, con un -12,8%. Particolarmente significativo appare il divario nel consumo interno: mentre a livello nazionale le vendite di birra sono diminuite del 5,8%, la regione di Berlino-Brandeburgo ha subito una contrazione del 10,7%.
Il calo del consumo di birra e la diminuzione dei birrifici in Germania
In Germania, nel 2024, si contavano 1.459 birrifici attivi: 52 in meno rispetto all’anno precedente. Intorno a Berlino il più importante è quello della Berliner-Kindl-Schultheiss di Hohenschönhausen, controllato dal gruppo Oetker, con una produzione annuale di circa 1,5 milioni di ettolitri distribuita tra i marchi Berliner Pilsner, Berliner Kindl, Schultheiss e Berliner Bürgerbräu.
Accanto ai colossi industriali, Berlino ha visto proliferare negli ultimi dieci-quindici anni numerose microbirrerie artigianali, che però sono marginali in termini di quote di mercato. La chiusura dello stabilimento Oettinger a Braunschweig nel 2025 ha rappresentato un evento emblematico. Centodieci degli centoventi lavoratori hanno perso l’impiego. Le motivazioni addotte dall’impresa includono “la persistente erosione delle vendite, l’eccedenza di capacità produttiva e l’impennata dei costi energetici, produttivi e salariali”. L’Ufficio federale di statistica stima in 335.000 i posti di lavoro legati direttamente o indirettamente all’industria birraria germanica.
La Germania passa alla birra analcolica
La contrazione non interessa esclusivamente il comparto birrario. Un sondaggio YouGov rivela che “solo” il 68% dei cittadini tedeschi ha consumato bevande alcoliche nell’ultimo anno, contro il 78% rilevato nel 2015. Il consumo pro capite di alcol puro è sceso da quindici litri circa nel 1980 a 10,2 litri nel 2023 e non si tratta soltanto di birra. Nel 2024, gli acquisti di vino sono calati del 4%, con ricavi in calo del 5%: trentaquattro milioni di bottiglie in meno rispetto all’annata precedente. Per i superalcolici, il consumo individuale è diminuito del 2% raggiungendo i 5,0 litri. Solo il 63% delle famiglie ha acquistato distillati nel 2024. Sarebbero proprio le fasce più giovani a risultare particolarmente inclini ad evitare prodotti ad alta gradazione. L’invecchiamento demografico contribuisce al fenomeno: le persone anziane tendono in generale a ridurre l’assunzione di alcol.
Tra i soggetti nati dal 1997 al 2007, il 61% dichiara di bere alcolici, percentuale inferiore alla media generale. Un quarto di questa coorte ha ridotto o eliminato il consumo negli ultimi cinque anni, motivando la scelta con preoccupazioni sanitarie. Nel 2004, il 43,6% dei giovani tra diciotto e venticinque anni beveva regolarmente; l’ultima rilevazione dell’Istituto federale per la salute pubblica indica un 28,9%. A fine 2024, la Società tedesca per l’alimentazione ha ribadito l’assenza di soglie di consumo prive di rischi per la salute.
Le birre analcoliche e le bevande miste hanno superato nel 2025 il 10% del fatturato nel commercio al dettaglio. L’Associazione tedesca dei birrai indica una quota di mercato del 9,5%, terza posizione tra le tipologie più vendute. Solo nella prima metà dell’anno, i ricavi dell’analcolico sono cresciuti del 18%.
“Le birre analcoliche rappresentano il segmento in più rapida espansione”, afferma Christian Weber, presidente dell’Associazione dei birrai tedeschi. La produzione è più che duplicata in vent’anni. Oltre ottocento varietà analcoliche sono ora disponibili nel territorio tedesco, trasformando la Germania nel principale mercato europeo del settore.
Come cambia la società tedesca
Il fenomeno sembra generare effetti positivi sul sistema sanitario. Nel 2023 i ricoveri per intossicazione acuta da alcol sono scesi a 62.300 casi, minimo dal 2001. Nel 2013 erano state 116.500 le persone ospedalizzate per questa causa: una riduzione del 46,5%. Tra i minori, il cambiamento appare ancora più marcato. Nel 2024 sono stati ricoverati 8.781 bambini e adolescenti, dato più basso degli ultimi venticinque anni.
Mentre l’analcolico prospera nella grande distribuzione, nelle aree rurali cala il numero dei locali e quindi diminuiscono anche i posti in cui è possibile consumare birra o qualsiasi altro tipo di bevanda alcolica. In Brandeburgo, il numero di locali è precipitato da 437 nel 2010 a 295 nel 2023, con una contrazione del 32%. Nella provincia di Ostprignitz-Ruppin ha chiuso il 70% degli esercizi. Le chiusure hanno quasi sempre a che fare con carenza di personale e aumento dei costi.
“Molte realtà non hanno superato le conseguenze della pandemia”, osserva il presidente dell’Associazione dei birrai tedeschi. Circa l’80% della produzione dei birrifici minori, indipendenti dai grandi gruppi, viene smaltita tramite la ristorazione. La sparizione dei locali elimina i canali di vendita diretti.





