Quando il gusto italiano entrò in Volkswagen con Giugiaro
di Giuseppe Tizza
Quando si parla della collaborazione tra Italia e Germania nel mondo dell’automobile, si pensa spesso ai migliaia di italiani arrivati in Germania per lavorare nelle fabbriche, ma la collaborazione tra i due Paesi si è spinta molto oltre: anche il gusto italiano, infatti, è entrato nell’industria tedesca e uno degli esempi più straordinari di questo processo è la Volkswagen Golf.
Giugiaro e la Volkswagen Golf: il design italiano che incontra l’industria tedesca
All’inizio degli anni Settanta, la Volkswagen cercava l’erede del Maggiolino. Per disegnare la nuova automobile si rivolse all’italiano Giorgetto Giugiaro e alla sua Italdesign. Il risultato fu presentato nel 1974: una vettura completamente diversa dal Maggiolino, caratterizzata da linee semplici, nette e moderne.
Era, in un certo senso, l’incontro tra due culture: la precisione e la razionalità industriale tedesca e la sensibilità estetica italiana.
Giugiaro non disegnò semplicemente una bella automobile, ma una forma destinata a durare. Il caratteristico montante posteriore, la linea della carrozzeria, il frontale e le proporzioni della prima Golf sono infatti diventati elementi riconoscibili ancora oggi e la stessa Volkswagen sottolinea come siano sopravvissuti attraverso le generazioni successive.
Quasi sette milioni di esemplari venduti
La prima Golf vendette quasi sette milioni di esemplari, considerando anche le derivate, e il suo successo dimostrò che funzionalità tedesca e gusto italiano potevano convivere perfettamente nella stessa automobile e che la cooperazione tra Italia e Germania poteva produrre risultati eccellenti.
Non sono stati soltanto i tedeschi, infatti, a dare qualcosa agli italiani e viceversa. Nel corso dei decenni, i due Paesi si sono influenzati reciprocamente unendo le loro forze e le rispettive competenze.
Il senso estetico italiano nelle fabbriche tedesche
Gli italiani hanno portato nelle fabbriche tedesche il loro lavoro, ma anche la loro cultura, il loro modo di vedere la vita e, in alcuni casi, il loro senso estetico e in questo senso la Golf è rimasta tedesca nella tecnologia e nella produzione, ma porta con sé, ancora oggi, una piccola firma italiana.
Un esempio europeo virtuoso, che mostra cosa si possa realizzare quando due culture diverse non cercano di cancellarsi, ma riescono a creare insieme qualcosa che nessuna delle due avrebbe realizzato da sola.




