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Ho capito l’influenza culturale dell’Italia vivendo in Germania

di Giuseppe Tizza

Ho vissuto molti anni in Germania e proprio lì ho compreso davvero qualcosa che in Italia spesso non percepiamo più: quanto profondamente la cultura italiana e latina continui a vivere dentro l’Europa moderna.

Paradossalmente, è stato il confronto quotidiano con la lingua tedesca a farmi vedere con chiarezza questa continuità storica.

L’influenza culturale dell’Italia vista dalla Germania

Quando si studia una lingua straniera superficialmente, si imparano parole e regole grammaticali. Ma quando la si vive per decenni — lavorando, leggendo, insegnando, traducendo — si comincia a vedere la struttura culturale che la sostiene.

Nel tedesco quotidiano l’influenza italiana può sembrare limitata. Ma appena si entra nel linguaggio della musica, della filosofia, dell’università, dell’arte e della cultura, emergono continuamente parole di origine latina e italiana.

Basta osservare termini come: Kultur, Universität, Literatur, Perspektive, Humanismus. Oppure il linguaggio universale della musica: allegro, adagio, forte, piano, crescendo, soprano.

Un musicista tedesco, russo o giapponese continua ancora oggi a leggere e interpretare la musica attraverso termini italiani. Non è un dettaglio folkloristico. È il segno di una lunga centralità culturale della penisola italiana nella formazione della civiltà europea. Lo stesso vale per molti altri ambiti.

Il diritto europeo nasce dal diritto romano. Le università moderne si sviluppano nell’Italia medievale. Il Rinascimento italiano ha trasformato arte, architettura e pensiero europeo. La Chiesa di Roma ha diffuso il latino per secoli come lingua internazionale della cultura.

Vedere con chiarezza le stratificazioni culturali dell’Europa

Molti italiani non ne sono pienamente consapevoli. Vivono immersi in questa eredità come si vive dentro un paesaggio abituale: talmente vicino da diventare invisibile. Chi invece vive all’estero e attraversa profondamente un’altra lingua può vedere con maggiore chiarezza le stratificazioni culturali dell’Europa.

Non si tratta di nazionalismo o di superiorità culturale. La civiltà europea è il risultato di contributi molteplici: greci, romani, germanici, francesi, anglosassoni e molti altri. Ma è difficile negare che l’Italia abbia rappresentato per secoli uno dei principali centri di trasmissione culturale del continente.

Forse proprio gli italiani, oggi, dovrebbero riscoprire questa continuità storica non come motivo di retorica patriottica, ma come consapevolezza culturale europea.

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