Dopo la vittoria di Die Linke, Merz ha fretta di vietare gli espropri
Die Linke, a Berlino, ha un obiettivo: far attuare il referendum del 2021 con il quale i berlinesi hanno chiesto l’esproprio dei grandi gruppi immobiliari privati, quelli che possiedono migliaia di appartamenti a Berlino e che sono considerati i principali responsabili dell’impennata del costo degli affitti. Anche il cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha un obiettivo, reso ancora più urgente dalla vittoria elettorale di Die Linke a Berlino: rendere illegali gli espropri messi in atto dal Land, pacificando così le ansie dei grandi investitori del settore immobiliare e di quello bancario, che di termini come “socializzazione” ed “esproprio” non vogliono neppure sentire parlare.
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In che cosa consistono gli espropri che Die Linke ha promesso?
In che cosa consisterebbe, materialmente, l’esproprio che Die Linke ha in programma? In un acquisto di immobili a prezzi particolarmente favorevoli. Ovvero, i patrimoni immobiliari di gruppi come Deutsche Wohnen e Vonovia dovrebbero passare allo Stato a fronte di un “indennizzo”. In questo modo, si stima che il Land di Berlino possa passare dal possedere circa il 20% del patrimonio immobiliare della città a oltre il 30%, acquisendo circa 240.000 alloggi. Vale la pena di notare che, in media, gli affitti degli appartamenti di proprietà pubblica sono nettamente inferiori a quelli degli appartamenti posseduti da privati o aziende non statali.
Gli investitori e il sistema bancario sono contrari agli espropri
La socializzazione, ovviamente, scontenterebbe gli investitori che, secondo il settore bancario, potrebbero essere “scoraggiati” dall’acquistare o gestire proprietà a Berlino. Non da ultimo, perché anche gli altri affitti potrebbero abbassarsi, se la proprietà statale di migliaia di unità abitative abbassasse l’affitto medio di interi quartieri. Anche i mutui potrebbero diventare più costosi, prospettando un contesto più favorevole per chi affitta (cioè la maggioranza delle famiglie berlinesi) rispetto a chi acquista. L’associazione di categoria bancaria Deutsche Kreditwirtschaft sostiene inoltre che lo Stato, dopo aver speso il necessario per l’indennizzo, possa trovarsi costretto a tagliare altre spese sociali, come l’istruzione.
Erlap: “rispetteremo la volontà dei berlinesi”
Secondo la co-leader di Die Linke Ines Schwerdtner, non si tratta affatto di una posizione radicale, ma piuttosto di una questione fondamentale: quella del controllo sull’edilizia abitativa in un momento in cui gli affitti sempre più alti si rivelano inaccessibili a una fascia sempre più ampia della popolazione. E si tratta anche, a sottolineato la leader berlinese del partito Elif Erlap, di rispettare la volontà dei berlinesi, che nel 2021 hanno parlato chiaro, chiedendo la socializzazione dei grandi patrimoni immobiliari. Erlap ha sottolineato anche come, in passato, diverse voci all’interno dell’SPD e dei Verdi si siano dette favorevoli agli espropri e si è detta fiduciosa nella possibilità di trovare un compromesso.
Dubbi di costituzionalità sulla legge voluta da Merz
Per contro, Merz, che all’appoggio dei grandi investitori non vuole rinunciare, ha fretta di far approvare una legger per impedire che la sinistra berlinese, una volta acquisito il governo della capitale, possa portare avanti questo progetto. Gli investitori internazionali, secondo la CDU, vanno rassicurati sul fatto che la loro proprietà privata non verrà espropriata.
Le prime bozze della nuova legge starebbero già circolando fra il Ministero della Giustizia e quello dell’Interno, ma non è detto che siano destinate a tradursi in realtà. La ministra della Giustizia Stefanie Hubig (SPD), per esempio, ha già espresso i propri dubbi sulla possibilità di introdurre un divieto generalizzato: anche secondo diversi costituzionalisti, infatti, non è affatto certo che il governo centrale abbia il potere di imporlo.




