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Accuse di vicinanza al clan Remmo: Ferat Koçak di Die Linke fa un passo indietro

Il deputato Ferat Koçak è uno dei volti più noti di Die Linke, sia a Berlino che a livello nazionale, e domenica scorsa, come il resto del suo partito, ha festeggiato la vittoria elettorale, che ha visto la sinistra surclassare tutti gli altri partiti nella capitale. Quasi subito, però, è stato coinvolto da una vicenda che rischia di complicare la situazione di Die Linke all’indomani della vittoria: sui social sono stati pubblicati gli screenshot di alcune chat che vedono Ferat Koçak interagire amichevolmente con Firas Remmo, figlio del boss Issa Remmo, esponente di quella che in Germania si conosce, con un termine controverso, come “criminalità dei clan”.

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Bufera su Koçak dopo i post social

A pubblicare le chat è stato proprio Firas Remmo, in una storia su Instagram. Nei messaggi, Koçak inviava a Remmo un video di un suo discorso al Bundestag, chiedendogli di diffonderlo. I due si chiamavano a vicenda “fratello” e il deputato inviava “rispettosi saluti” al padre del suo interlocutore. Nel discorso in questione, Ferat Koçak contestava la suddetta definizione di “criminalità dei clan”, sostenendo che si tratti di un termine impreciso, con connotazioni razziste, che attribuisce comportamenti criminali a vasti gruppi di persone solo a partire dal loro cognome.

La famiglia Remmo è arrivata a Berlino dal Libano negli anni ’80 e comprende oggi diverse centinaia di persone. Diversi suoi esponenti, soprattutto giovani uomini, si sono resi responsabili di reati di vario genere.

Nella giornata di lunedì, dopo la vittoria elettorale di Die Linke, Firas Remmo ha commentato lo screenshot scrivendo: “Facciamo parte di qualcosa di grande. Siamo vincitori. Siamo persone che agiscono. Siamo una squadra”.

Koçak è stato criticato anche per una foto che lo ritrae accanto all’attivista Ibrahim Ibrahim, attivista filopalestinese conosciuto come sostenitore dell’organizzazione laica di ispirazione marxista-leninista “Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina” (PFLP). In Germania, il PFLP è classificato come gruppo estremista dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ed è inserito nell’elenco delle organizzazioni terroristiche dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Si sostiene che Ibrahim, tra l’altro, dopo l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, abbia avuto parole di lode per leader di Hamas Jahia Sinwar.

Dopo le chat con Issa Remmo, Ferat Koçak si ritira e chiede scusa

A seguito della tempesta mediatica causata da questi due fatti, Ferat Koçak ha annunciato l’intenzione di sospendere, per il momento e fino a nuovo ordine, le sue funzioni parlamentari. Ad annunciarlo è stato, martedì, il co-capogruppo di Die Linke Sören Pellmann, il quale ha anticipato che il ritiro di Koçak dalle sedute della commissione per gli affari interni al Bundestag debba durare fino a quando non sarà garantita “piena trasparenza”.

Il partito non si è ancora pronunciato sulle possibili conseguenze per Koçak. Pellmann ha dichiarato di non escludere a priori la possibilità di un’espulsione dal gruppo parlamentare, ma ha precisato che, prima di decidere, i membri del gruppo attendono che sia fatta chiarezza sull’intera situazione.

Riguardo alla foto con Ibrahim Ibrahim, il deputato ha dichiarato di non essere stato consapevole di chi fosse la persona accanto a lui nella foto e la capogruppo di Die Linke al Bundestag Heidi Reichinnek ha dichiarato di credere alle sue affermazioni. Quanto al contatto con Firas Remmo, Koçak lo ha ammesso in un post su X, definendolo “un errore” e chiedendo scusa al suo elettorato. Ha anche scritto scritto che è ingiustificabile, per un rappresentante eletto, mantenere contatti con persone collegate alla criminalità organizzata. Commentando il contenuto delle conversazioni pubblicate, Koçak ha spiegato di essere solito invitare diverse persone, tramite i social, a partecipare ad azioni politiche e ha sostenuto che Remmo si sia fatto vivo proprio in seguito a un invito del genere. In seguito al contatto da parte di Remmo, Koçac avrebbe parlato con lui come avrebbe fatto con “qualsiasi altro abitante di Neukölln” e di aver scoperto solo in un secondo momento di chi si trattasse.

Critiche a Kçal sia dentro che fuori dal partito

Una delle voci più critiche all’interno del partito è Petra Pau, che dichiara di non credere alla presunta “ingenuità” di Koçac e, su X, lo ha invitato a prendersi le sue responsabilità . Pau ha inoltre lamentato la presenza di espressioni di antisemitismo in alcune frange del partito e ritiene che questo tipo di atteggiamenti costituisca un sabotaggio della vittoria di Elif Eralp. Piena trasparenza è stata chiesta anche dal segretario generale federale Janis Ehling.

Ancora più aspre le critiche dei Verdi: l’esperto di politica interna Konstantin von Notz, in una dichiarazione al Funke Mediengruppe, ha accusato addirittura Koçac di farsi “portavoce dei capi clan”, di “corteggiarli” e di cercare intenzionalmente “di avvicinarsi a loro”, delegittimando di conseguenza il proprio operato politico. La capogruppo dei Verdi Katharina Dröge, inoltre, ha raccomandato Reichinnek di espellere Koçak dal gruppo parlamentare, per aver partecipato a eventi insieme a persone “che esaltano il terrorismo, che mettono in discussione il diritto all’esistenza di Israele e che sono antisemite”. Prevedibilmente, la CDU si spinge ancora oltre: l’esperto di affari interni del gruppo parlamentare cristiano-democratico Alexander Throm ha definito Die Linke “un pericolo per la sicurezza”, specificando che, “se Die Linke dovesse governare a Berlino, il governo federale dovrà valutare quali dati sensibili in materia di sicurezza potrà ancora condividere con il Senato”.

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