Fine della coalizione SPD-BSW in Brandeburgo: Woidke annuncia governo di minoranza
Martedì mattina, nella Cancelleria di Stato a Potsdam, il primo ministro del Brandeburgo Dietmar Woidke (SPD) ha annunciato alla stampa la fine dell’alleanza di governo con il BSW, ponendo fine a un’esperienza politica che aveva mostrato crepe profonde fin dall’inizio. La coalizione di governo tra SPD e Alleanza Sahra Wagenknecht ha retto poco più di dodici mesi.
Accanto a Woidke, durante la conferenza stampa, sedeva Robert Crumbach, ministro delle Finanze e vice capo del governo. Non sussistono più le basi per una collaborazione”, ha dichiarato Woidke. Il giorno precedente Crumbach aveva comunicato l’intenzione di uscire dal BSW e del relativo gruppo parlamentare. Due altri deputati avevano seguito la stessa strada quella mattina stessa.
Un governo di minoranza fino alla nuova coalizione
Nelle prossime settimane, il Brandeburgo sarà guidato da un esecutivo di minoranza, ma i ministri resteranno in carica: Woidke ha rassicurato sul fatto che il governo del Land è ancora in grado di continuare il proprio lavoro fino alla formazione di una nuova coalizione con una maggioranza stabile all’interno del parlamento locale. Questo, per il Ministro Presidente, è l’obiettivo da raggiungere “il più rapidamente possibile”.
Gli sviluppi recenti indicherebbero un’unica soluzione praticabile, ovvero una coalizione nero-rossa, come quelle che governano attualmente sia il Land di Berlino che il Paese intero. Con l’ingresso nell’SPD dei due ex deputati indipendenti del BSW (Crumbach e la vice presidente del Parlamento Jouleen Gruhn) l’SPD avrebbe 34 seggi, che con i 12 della CDU garantiscono 46 voti, due oltre la soglia necessaria per la formazione di un governo. L’ipotesi di elezioni anticipate era stata esclusa categoricamente, nonostante AfD le abbia richieste.
Woidke non ha fissato scadenze precise per la formazione della nuova alleanza, ma ha espresso rammarico per la conclusione anticipata della coalizione con il BSW.
Una crisi di lungo corso
Crumbach, dopo aver lasciato il BSW ha commentato: “Il partito che ho co-fondato non è più il BSW di oggi”. Le tensioni, in realtà, non sono mai mancate nella coalizione tra SPD e BSW nata nel dicembre 2024. Già a novembre l’uscita di quattro deputati dal BSW, sempre nel gruppo parlamentare del Brandeburgo, aveva innescato una crisi nel gruppo parlamentare regionale, rendendo l’alleanza con l’SPD ancora più precaria. D’altra parte, anche nelle sue rappresentanze regionali, il partito risente di una fortissima crisi a livello nazionale, considerando che la fondatrice, il cui nome fa parte dell’identità stessa della formazione politica, ne ha abbandonato la guida dopo il risultato deludente alle elezioni politiche.
Nel Land, però, le cose sono precipitate per un altro motivo: prima della fine dell’anno l’SPD aveva posto una condizione al partner. Tutti i 14 deputati del BSW avrebbero votare a favore alla coalizione. La leader regionale del BSW Friederike Benda, il presidente del gruppo parlamentare Niels-Olaf Lüders e la leadership federale del partito avevano rifiutato categoricamente. Benda aveva persino chiesto a Woidke di destituire Crumbach, senza successo.
Quella brandeburghese, emersa a fatica dopo le elezioni di settembre 2024, è stata la prima coalizione fra SPD e BSW a livello nazionale. Già durante i negoziati un deputato BSW aveva creato tensioni: Sven Hornauf aveva minacciato di non votare per Woidke come primo ministro a causa del dispiegamento previsto del sistema Arrow 3 presso la base aerea di Schönewalde-Holzdorf. Crumbach, designato ministro delle Finanze e vice primo ministro per l’SPD, aveva dovuto garantire la tenuta della maggioranza nonostante l’incognita Hornauf, ma questo ha determinato ulteriori frizioni a ogni nuova votazione e alla presenza di ogni nuovo tema sul quale i due partiti della coalizione potessero avere posizioni divergenti.
Particolarmente pesante è stata la frizione sugli accordi statali sui media per la riforma di ARD, ZDF e Deutschlandradio, tema sul quale Crumbach ha votato in maniera opposta al resto del suo partito. La crisi interna al BSW è poi proseguita a novembre, quando quattro deputati (Jouleen Gruhn, Melanie Matzies, André von Ossowski e Reinhard Simon) hanno lasciato il partito criticandone le “tendenze autoritarie”. Due deputati avevano successivamente ritirato le dimissioni. Così si è arrivati a dicembre scorso, quando il segretario generale dell’SPD del Brandeburgo Kurt Fischer ha richiesto al BSW “una chiara assicurazione che l’intero gruppo parlamentare sostenga al 100% il governo di coalizione”, assicurazione che il BSW non ha voluto fornire.
A questo punto, il 5 gennaio, Crumbach ha reso pubblica la sua decisione di ritirarsi dal BSW, accusando l’alleanza Sahra Wagenknecht di essere un partito “che denigra in modo generalizzato le istituzioni democratiche, esacerba i conflitti interni e invoca l’esclusione politica” e definendo questo atteggiamento incompatibile con la sua concezione della carica e i valori personali. Il suo ritiro e passaggio all’SPD ha fatto sì che i numeri dei socialdemocratici fossero sufficienti per costruire una coalizione di maggioranza diversa, facendo scattare, di fatto, lo scioglimento di quella attuale.



