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Boris Pistorius difende la NATO: USA senza l’Europa? Un grave errore strategico

Abbandonare l’Europa costituirebbe un errore di portata storica per la politica estera americana. Lo afferma Boris Pistorius (SPD), ministro della Difesa tedesco, commentando i recenti sviluppi della strategia di sicurezza nazionale statunitense, in particolare i riferimenti dell’amministrazione Trump a un futuro in cui gli USA potrebbero staccarsi dalla NATO e non essere più alleati di un’Europa “indebolita” dall’immigrazione. La dichiarazione di Pistorius, parte di un’intervista al quotidiano Die Zeit, mette in discussione l’approccio di Washington verso i partner europei e fa appello all’amministrazione Trump perché tuteli l’alleanza atlantica.

Il socialdemocratico tedesco ricorda come sarebbe stato impensabile, appena un decennio fa, assistere a una politica americana che rafforzasse movimenti di estrema destra nel continente e che mettesse sotto pressione i valori delle democrazie occidentali europee e gli stili di vita che sono prevalenti nell’Europa occidentale – e che si discostano sempre più da quelli che l’amministrazione ultraconservatrice americana considera accettabili.

Pistorius sulla NATO: capacità militari europee esistono, ma servono adeguamenti

Naturalmente, da Ministro della Difesa, Pistorius mette l’accento sulle capacità militari dell’Unione, anche perché la NATO è prima di tutto un patto di supporto militare. Il continente europeo, sostiene il Ministro, dispone già di risorse considerevoli sul piano della difesa. Pistorius sottolinea l’esistenza di un consistente apparato militare, con equipaggiamenti convenzionali adeguati e una crescente collaborazione nello sviluppo di sistemi d’arma condivisi.

Persistono tuttavia vulnerabilità specifiche. La capacità di risposta a un eventuale attacco missilistico russo lanciato da Kaliningrad, per esempio, rappresenta uno dei punti deboli identificati dal ministro. Lacune che richiedono attenzione urgente, nonostante i progressi compiuti nell’integrazione della produzione bellica europea, e per colmare le quali l’interdipendenza rimane cruciale. Gli Stati Uniti dovrebbero comprendere che la forza combinata degli eserciti dell’Unione supera quella delle singole componenti, e che un’Europa capace di difendersi autonomamente serve anche gli interessi strategici americani.

Sulla guerra in Ucraina: Putin è l’unico che non vuole la pace

Le dichiarazioni di Pistorius arrivano a valle dei negoziati di Berlino sull’Ucraina, durante i quali si è parlato anche della possibilità di un supporto militare sul territorio. In quell’occasione si è parlato anche dell’invio possibile di truppe tedesche come forze di pace in Ucraina, ma, per il Ministro, questa è per il momento pura speculazione, poiché non si è ancora arrivati al punto di poterne discutere. Il Cremlino non mostra disponibilità nemmeno per una tregua temporanea, spiega il ministro. Vladimir Putin tiene chiuse tutte le porte al dialogo, rendendo prematura qualsiasi discussione su forze di stabilizzazione europee sul territorio ucraino.

Gli europei hanno però manifestato la loro disponibilità di principio a costituire una missione sotto guida continentale. Ma adesso tocca a Washington muoversi: il coinvolgimento determinante degli Stati Uniti nelle garanzie di sicurezza appare indispensabile per costruire una deterrenza credibile, sottolinea Pistorius. Insieme, il peso sarebbe schiacciante.

I contatti diplomatici delle ultime settimane tra l’Europa, Kiev e Washington hanno prodotto risultati concreti? Il ministro tedesco esprime dubbi. E, d’altra parte, Pistorius resta dell’idea che l’unico a poter fermare immediatamente il conflitto, se lo volesse, sarebbe Putin. Da Mosca, però. non arrivano segnali di disponibilità al cessate il fuoco, nonostante gli sforzi in corso.

I negoziati, tuttavia, Pistorius li giudica comunque positivamente, poiché avrebbero dimostrato, dice, che l’Europa può avere un peso nelle trattative sul futuro dell’Ucraina.

La Germania vive il momento più delicato dal dopoguerra

Bisogna andare indietro di ottant’anni per trovare una situazione di sicurezza paragonabile a quella attuale in Germania, secondo Pistorius. Questa è la considerazione alla base della sua strenua difesa del ritorno del servizio militare – la sua posizione più controversa, che però non gli impedisce di essere il politico più amato di tutta la Germania, secondo molteplici sondaggi.

Negli incontri con gli studenti, dichiara il ministro a Die Zeit, Pistorius ama ripetere ai giovani un messaggio: ricordatevi di come vivete qui. La possibilità di amare liberamente, di scegliere i propri studi, di “manifestare per qualsiasi causa”. Tali libertà fondamentali, sostiene il Ministro, meritano protezione, anche attraverso mesi di servizio militare.

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Le tensioni nella coalizione di governo, intanto, sollevano critiche continue. Pistorius invita l’opinione pubblica a evitaer le aspettative irrealistiche: pretendere che una coalizione composta dall’SPD al 15% e dalla CDU al 29% decida su tutto senza scontrarsi, in tempi così complessi, è poco ragionevole. Secondo il Ministro, però, le tensioni sarebbero anche grandemente amplificate dai media per generare traffico online: a questo sarebbe da attribuire la cattiva immagine del governo presso gli elettori.

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