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Truppe in Ucraina: cosa ha deciso il vertice dei Volenterosi a Berlino

“Non è cosa da poco”. Persino la dpa, l’agenzia di stampa tedesca, ha espresso una valutazione relativa al vertice sulla pace in Ucraina dei cosiddetti Volenterosi europei, tenutosi lunedì a Berlino.

In questa circostanza, il cancelliere Friedrich Merz ha infatti approvato, insieme agli altri leader che hanno partecipato al meeting, una dichiarazione di sostegno all’Ucraina che introduce un elemento finora respinto categoricamente da Mosca. Parliamo cioè dell’invio di truppe provenienti da Paesi Nato in territorio ucraino, con un mandato che non escluderebbe azioni attive.

Il vertice dei Volenterosi a Berlino: truppe in Ucraina

Merz e i capi di Stato e di governo europei giunti a Berlino intendono dispiegare “una forza multinazionale per garantire un cessate il fuoco“, a guida europea e “presumibilmente sostenuta dagli Stati Uniti”. Questa forza dovrebbe supportare le forze armate ucraine e garantire la sicurezza dello spazio aereo e dei mari e questo potrebbe avvenire “anche attraverso operazioni all’interno dell’Ucraina”, come viene esplicitamente precisato nella dichiarazione.

Resta poco chiaro in che forma dovrebbe concretizzarsi il sostegno statunitense. Il presidente Donald Trump ha finora sottolineato che gli Stati Uniti sono ben disposti a vendere armi e servizi alla Nato a “prezzi premium”, ma che, per il resto, non intendono essere coinvolti in questa guerra. Se non come provider di servizi bellici a pagamento, si intende.

Russia: “Truppe provenienti da Stati Nato verrebbero distrutte”

Intanto, la Russia, continua a respingere categoricamente l’impiego di truppe per il monitoraggio di un cessate il fuoco e dichiara che truppe provenienti da Stati Nato verrebbero chiaramente “considerate obiettivi militari e distrutte”, come riporta la dpa.

Di conseguenza non è difficile da immaginare che il proposito dei Volenterosi possa essere considerato, da Mosca, un superamento dei limiti soggetto alle stesse “sanzioni”.

I firmatari e le garanzie di sicurezza previste

La dichiarazione dei Volenterosi è stata firmata, oltre che da Merz, dai leader di Francia, Regno Unito, Polonia, Italia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. Presenti anche il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Nel documento si afferma inoltre che sia gli Stati Uniti, sia i capi di Stato e di governo europei, si sono detti favorevoli a collaborare per fornire all’Ucraina, nell’ambito di un accordo volto a porre fine alla guerra, solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ricostruzione economica. Ciò includerebbe un meccanismo guidato dagli Stati Uniti per il monitoraggio di un cessate il fuoco, con partecipazione internazionale, capace di lanciare allarmi tempestivi in caso di futuri attacchi.

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Il presidente russo Vladimir Putin, maggio 2022. EPA-EFE/SERGEY GUNEEV / KREMLIN POOL / SPUTNIK / POOL MANDATORY CREDIT

Monitoraggio, de-escalation e impegni giuridici

Le potenziali violazioni del cessate il fuoco dovrebbero poter essere tracciate e affrontate. Un meccanismo di riduzione del conflitto dovrebbe elaborare misure reciproche di de-escalation. Le garanzie di sicurezza dovrebbero inoltre includere un obbligo giuridicamente vincolante a intraprendere azioni per ristabilire pace e sicurezza in caso di un futuro attacco armato.

“Tali misure possono comprendere l’impiego di forze armate, il supporto di intelligence e logistico, nonché misure economiche e diplomatiche“, si legge ancora nel testo.

Ricostruzione economica e nodo dei beni russi congelati

Vengono inoltre promessi ingenti investimenti per la ricostruzione economica e materiale dell’Ucraina. Si parla anche di accordi commerciali di reciproco vantaggio, “tenendo conto della necessità che la Russia risarcisca l’Ucraina per i danni causati”. In questo contesto si fa riferimento ai beni russi congelati nell’Unione europea.

Tuttavia, il governo italiano ha recentemente avviato una manovra per impedire che il prossimo vertice Ue si pronunci a favore dell’accesso a tali beni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni punta sugli eurobond, che comporterebbero un’assunzione prevalente dei rischi da parte della Germania.

Il ruolo di Trump e l’incertezza sui negoziati russo-americani

Non è chiaro fino a che punto Trump riesca a imporsi all’interno dell’amministrazione statunitense e non è chiaro in che misura proseguiranno i colloqui russo-americani. Lunedì Trump ha dichiarato di aver parlato recentemente al telefono con Putin, senza fornire dettagli sul contenuto della conversazione né sugli eventuali sviluppi che ne potrebbero derivare.

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