“Gli USA fanno giochetti con noi e con voi”: trapela la telefonata di Merz sulla crisi ucraina
La ricerca di uno sbocco negoziale sul conflitto ucraino continua a ristagnare e cresce l’insofferenza tra i principali leader europei. In base a quanto riportato dai media e rilanciato da die Welt, infatti, il cancelliere tedesco Friedrich Merz si sarebbe espresso in modo molto critico verso Washington nell’ambito di una telefonata riservata, accusando gli Stati Uniti di “fare giochetti”.
“Fanno giochetti con noi e con voi”: la telefonata di Merz
Una trascrizione ottenuta dallo “Spiegel” descrive la telefonata, avvenuta tra Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, altri capi di Stato e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj. La conversazione, che sarebbe avvenuta all’inizio della settimana, prima dell’incontro di martedì a Mosca tra gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner e Vladimir Putin, rivelerebbe una crescente sfiducia europea nei confronti della linea statunitense.
Merz e Macron avrebbero messo in guardia l’Ucraina sulla possibilità che Washington possa negoziare con Mosca concessioni territoriali a discapito di Kyiv. Macron, secondo il documento, avrebbe fatto riferimento al rischio di un accordo poco trasparente sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, mentre Merz avrebbe invitato Zelensky alla massima cautela. “Stanno facendo giochetti sia con voi che con noi», avrebbe aggiunto il cancelliere tedesco, riferendosi probabilmente a Witkoff e Kushner.

Le reazioni ufficiali di Berlino e Parigi
Il governo tedesco ha rifiutato di commentare il contenuto della conversazione, parlando di “frammenti” non verificabili. La cancelleria ha ricordato le dichiarazioni pubbliche di Merz sull’importanza dell’utilizzo dei beni russi congelati e sulla cooperazione transatlantica.
Anche l’Eliseo, interpellato dallo “Spiegel”, avrebbe preferito non entrare nel merito, pur sottolineando che Macron non avrebbe usato le espressioni riportate. La presidenza francese ha ribadito inoltre la natura strettamente confidenziale di quel tipo di colloqui.

Foto: EPA-EFE/WILL OLIVER
Il piano di pace USA e le tensioni emerse
A irritare europei e ucraini era stata la diffusione di un piano di pace statunitense che accoglieva diverse richieste russe: la rinuncia di Kyiv alla NATO, la cessione di territori ancora sotto suo controllo e limiti severi alle sue forze armate.
Successivamente, una versione modificata del documento era stata presentata congiuntamente da Washington, Bruxelles e Kyiv, anche se i dettagli non sono stati resi pubblici.

Le posizioni dei leader europei
Zelensky si dice pronto a negoziare dopo un cessate il fuoco, mentre il presidente russo Vladimir Putin continua a respingere l’ipotesi e prosegue gli attacchi. Anche il presidente finlandese Alexander Stubb avrebbe espresso timori sulla linea statunitense, affermando che non si dovrebbe lasciare l’Ucraina “sola” con i negoziatori americani.
Un punto di vista che sarebbe stato condiviso dal segretario generale della NATO Mark Rutte. “Sono d’accordo con Alexander, dobbiamo proteggere Volodymyr”, avrebbe detto. Stubb non ha voluto commentare, mentre Rutte non avrebbe risposto.




