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Berlino, Linke chiede linea dura sugli affitti. Allarmati gruppi immobiliari: “Segnale fatale”

Aumentare l’offerta edilizia non basta. Almeno secondo il gruppo della Linke, che insiste nell’attribuire la crisi abitativa di Berlino non alla mancanza fisica di immobili, alla loro ingiusta distribuzione. Un’interpretazione sostenuta da una perizia commissionata proprio dal partito di opposizione allo storico e sociologo Andrej Holm e riportata dalla Berliner Zeitung. In base all’analisi di Holm, Berlino avrebbe superato la soglia di una situazione di mercato “semplicemente” tesa e sarebbe ormai in piena emergenza abitativa. Ancora una volta, al centro del dibattito tornano i grandi gruppi immobiliari.

Deficit nell’offerta sociale e diritto all’abitazione

“A Berlino ci troviamo di fronte a deficit manifesti nell’offerta di alloggi sociali” ha dichiarato Holm, aggiungendo che “ampie fasce della popolazione abitativa si trovano oggi in condizioni che non permettono loro di procurarsi abitazioni a condizioni accettabili”.

La soluzione proposta dalla Linke è quella che il partito porta avanti da tempo: espandere e inasprire il tetto agli affitti, irrigidire le norme per i proprietari e garantire protezioni estese agli inquilini. E non solo. La Linke propone infatti anche di rendere possibile l’esproprio delle grandi società immobiliari, su cui peraltro, nel 2021, si è espressa a favore anche la maggioranza dei berlinesi, votando a favore dell’iniziativa popolare “Deutsche Wohnen & Co. enteignen” (Espropriare Deutsche Wohnen & Co.) in un referendum consultivo.

“Killer degli investimenti”: la risposta dei gruppi immobiliari

Immediata la reazione del settore. L’Associazione federale delle imprese immobiliari e residenziali indipendenti, nella sua articolazione di Berlino-Brandenburgo, parla di “segnale fatale per il mercato edilizio di Berlino”. Il BFW rappresenta le aziende immobiliari medie della regione e interpreta proposte come quella della Linke non come un rimedio alla penuria di case, ma come un autentico “killer degli investimenti”.

L’Associazione ritiene che riproporre meccanismi come il tetto agli affitti significhi non saper leggere la realtà, perché tale misura, sempre per le imprese immobiliari, avrebbe già provato la sua inefficacia. Il BFW ritiene inoltre che la Linke, priva di responsabilità governative, userebbe la “carta populista” spacciando visioni espropriative per tutela degli inquilini, ignorando le pesanti conseguenze economiche che potrebbero derivare da questo tipo di scelta.

La fuga di capitali e il paradosso per gli inquilini

“Chi minaccia gli investitori con l’esclusione dal mercato, pianifica la gestione forzata e indebolisce i diritti di proprietà, provoca la fuga di capacità di costruzione e capitali verso altri Länder”, avverte l’associazione degli imprenditori immobiliari, che ci tengono a sottolineare come, senza afflussi di denaro privato, la città non riuscirebbe a raggiungere né gli obiettivi edilizi, né quelli climatici.

A rimetterci, per il BFW, sarebbero proprio gli inquilini, in primis perché ci sarebbero costi accessori più alti negli edifici non ristrutturati, e poi perché la scarsità di nuove abitazioni farebbe salire ulteriormente i canoni di affitto.

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