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18 dicembre: sciopero di scuole e asili di Berlino

Il 18 dicembre rappresenterà una giornata complicata per numerose famiglie della capitale tedesca. Il sindacato Ver.di ha proclamato uno sciopero che coinvolgerà l’intero comparto pubblico del Land e quindi anche scuole e asili. L’astensione dal lavoro arriva in una fase delicata, pochi giorni prima delle festività natalizie, quando molti genitori devono già organizzare la propria agenda lavorativa con una certa difficoltà. Ma, d’altra parte, questa è anche una fase cruciale per i negoziati salariali che riguardano il settore pubblico. Non per niente, alla mobilitazione aderiscono anche il GEW, sindacato del settore educativo, il GdP per la polizia e l’IG Bau per edilizia e agricoltura. Una mobilitazione trasversale che attraversa diversi comparti dell’amministrazione pubblica berlinese.

Quali scuole e asili di Berlino rischiano di rimanere chiusi per lo sciopero?

Quantificare l’adesione del personale docente risulta complicato. Gli impiegati con lo status di dipendenti pubblici (Beamten), circa 12.000 su un totale di 35.000 unità nelle scuole berlinesi, non possono aderire legalmente all’astensione, ma questo non vuol dire che, nelle scuole nelle quali lavorano, non ci sia altro personale che può scioperare e quindi rendere impossibile la normale attività dell’istituto.

Alcune scuole potrebbero chiudere completamente a causa dello sciopero, altre limitare l’orario. Dove il doposcuola dipende da personale con contratti statali, questo servizio rischia l’interruzione. Ogni istituto valuterà autonomamente in base al numero di aderenti tra il proprio organico ed è quindi fondamentale che le famiglie comunichino direttamente con scuole e asili.

La settimana precedente le vacanze natalizie complica ulteriormente la situazione per chi lavora. Molti genitori hanno già esaurito i permessi disponibili o pianificato i giorni di ferie e potrebbero quindi non avere la possibilità di usufruire di giorni extra per restare a casa con i figli. Trovare soluzioni alternative diventa un rebus logistico non da poco.

Situazione negli asili nido pubblici

Gli asili gestiti dalle aziende statali sono circa 280. Solo queste partecipano all’agitazione sindacale. Gli asili privati o convenzionati proseguono normalmente la loro attività, non essendo coinvolti nella vertenza contrattuale.

Le cinque aziende pubbliche solitamente organizzano un servizio minimo durante gli scioperi. Non sempre però riescono a garantire posti per tutti. Quest’anno la situazione appare meno critica del previsto. Gli asili nido City, per esempio, hanno dichiarato al Tagesspiegel che probabilmente assicureranno assistenza a tutte le famiglie.

Resta comunque consigliabile per i genitori preparare piani alternativi.

Le richieste economiche dei sindacati

Ver.di avanza pretese specifiche nelle negoziazioni per il rinnovo contrattuale dei lavoratori pubblici dei Länder. Un incremento retributivo del 7% mensile costituisce la richiesta principale. A questo si aggiunge una specifica: in termini monetari, tale incremento dovrà ammontare a un minimo di 300 euro, per portare un po’ di sollievo alle fasce retributive inferiori e ridurre il divario economico interno a livello nazionale.

Il sindacato propone una validità contrattuale di dodici mesi. Durante il primo incontro negoziale del 3 dicembre non sono emersi avanzamenti sostanziali e proprio per l’assenza di proposte concrete i sindacati hanno deciso di agire.

Manifestazione davanti al Parlamento del Land

Per la data del 18 dicembre Ver.di, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha convocato un raduno davanti alla sede parlamentare di Berlino. In quella data, infatti, l’assemblea legislativa discuterà il bilancio del Land, un bilancio che, secondo il comunicato del sindacato, “prevede ancora massicci tagli alle infrastrutture sociali”.

Frank Werneke, presidente nazionale di Ver.di, parteciperà all’evento. Andrea Kühnemann, responsabile regionale del sindacato, ha dichiarato che l’obiettivo della mobilitazione consiste nel respingere “la contrapposizione tra buoni salari e servizi pubblici di base”. Secondo Kühnemann il vero nodo non riguarda le uscite finanziarie ma le entrate fiscali. Una critica implicita alle scelte di bilancio che privilegerebbero tagli alla spesa piuttosto che interventi sul fronte delle risorse.

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