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Un bambino su sette, in Germania, è a rischio povertà

L’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis) ha diffuso dati aggiornati sulla condizione economica dei minori in Germania. Il quadro emerge dall’indagine EU-SILC sul reddito e le condizioni di vita. Pubblicati in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia del 20 novembre, i numeri delineano una situazione preoccupante. Nel 2024, circa 2,2 milioni di bambini e adolescenti tedeschi risultavano esposti al rischio di scivolare sotto la soglia di povertà relativa.

Come si calcola il rischio povertà per bambini e adolescenti?

L’indagine EU-SILC stabilisce criteri precisi. Una persona è classificata a rischio quando dispone di meno del 60% del reddito netto equivalente medio nazionale. Quest’ultimo rappresenta un reddito pro capite ponderato, calcolato considerando dimensioni e composizione del nucleo familiare. Il reddito complessivo viene rapportato al numero e all’età delle persone che ne dipendono.

Per il 2024, la soglia mensile per un singolo individuo si attesta a 1.381 euro. Una famiglia monoparentale con un figlio sotto i 14 anni rientra nella fascia di rischio con meno di 1.795 euro netti mensili. Per nuclei composti da due adulti e due figli minori di 14 anni, il limite si fissa a 2.900 euro netti. L’indagine rileva il reddito dell’anno precedente per determinare la condizione economica attuale.

Un bambino su sette in Germania è a rischio di povertà (ma nel resto d’Europa va anche peggio)

Nel 2024 il 15,2% dei minori di 18 anni si trova in condizioni di rischio povertà. Si tratta di circa uno su sette. Il tasso risulta leggermente inferiore a quello della popolazione complessiva, fissato al 15,5%. Rispetto al 2023, quando la percentuale era del 14,0%, si registra un incremento. Anche nella popolazione generale si osserva un trend simile: dal 14,4% del 2023 al 15,5% attuale.

La Germania si posiziona comunque sotto la media europea. Nell’Unione Europea la percentuale di minori a rischio povertà raggiunge il 19,3%.

Le categorie più a rischio di povertà in Germania: i figli di immigrati e di chi ha un basso livello di istruzione

L’istruzione dei genitori incide profondamente sulla condizione economica dei figli. I minori con genitori che hanno un livello di istruzione basso, ad esempio un diploma di scuola secondaria di primo grado senza qualifica professionale, presentano un tasso di rischio povertà del 41,8%.

Quando i genitori possiedono un titolo di studio medio, come una formazione professionale completa o un diploma di maturità, il rischio scende al 15,2%. Con un titolo superiore – diploma di maestro artigiano o laurea – la percentuale crolla al 7,2%. L’istruzione, si legge nel rapporto dell’Ufficio Federale di Statistica, determina la possibilità di accedere a migliori opportunità lavorative e, di conseguenza, maggiori risorse economiche.

C’è poi la questione legata alla migrazione: i minori immigrati in Germania o che abbiano entrambi i genitori immigrati affrontano un rischio quattro volte superiore rispetto ai coetanei di trovarsi a vivere sotto la soglia di povertà. Nel 2024, il 31,9% dei bambini e adolescenti con background migratorio si trova in condizioni di rischio povertà, contro il 7,7% dei loro coetanei tedeschi e figli di genitori tedeschi.

Un divario eclatante, le cui ragioni vanno ricercate, secondo lo studio, nella difficoltà di integrazione, nelle barriere linguistiche, nei problemi legati al riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite all’estero, e anche nella discriminazione che si sperimenta sul mercato del lavoro.

Deprivazione materiale: oltre l’11% dei minori sono obbligati a rinunce materiali, culturali o sociali

Oltre al rischio povertà, l’indagine analizza la deprivazione materiale infantile. Nel 2024, l’11,3% dei minori di 16 anni vive in famiglie incapaci di garantire un tenore di vita adeguato o una partecipazione sociale e culturale appropriata all’età. Si parla di deprivazione specifica quando almeno tre caratteristiche su diciassette non possono essere soddisfatte per ragioni finanziarie.

Il 19% dei minori vive per esempio in abitazioni dove non è possibile sostituire mobili deteriorati. Il 12% non può permettersi una vacanza di una settimana. Circa il 5% rinuncia ad attività ricreative regolari – iscrizioni a club sportivi, uscite al cinema. Il 3% non dispone di almeno due paia di scarpe in buone condizioni per l’uso quotidiano.

Percentuali più basse, invece, per altre privazioni: tra l’1% e il 2% dei minori non può invitare amici a casa per mangiare o giocare, festeggiare compleanni, consumare frutta e verdura fresca quotidianamente. Anche se marginali, questi dati rivelano forme di esclusione sociale che incidono sullo sviluppo. Anche in questo ambito, la Germania si colloca sotto la media europea. Nell’Unione Europea la deprivazione infantile colpisce il 13,6% dei minori di 16 anni: una differenza di circa due punti percentuali.

La ricerca completa è disponibile qui.

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