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L’attentatore di Aschaffenburg sarà ricoverato a tempo indeterminato in una struttura psichiatrica

Il tribunale regionale di Aschaffenburg ha stabilito il ricovero a tempo indeterminato in ospedale psichiatrico per l’uomo accusato dell’aggressione mortale avvenuta lo scorso gennaio. Il ventottenne, di origine afghana, ha affrontato un procedimento diverso da quello che in Germania si configura come processo penale ordinario, poiché è stato quasi subito riconosciuto incapace di intendere e volere sia al momento del fatto sia in una fase successiva e quindi incapace di affrontare un processo.

La sentenza può ancora essere impugnata.

La dinamica dell’attacco e le vittime

L’episodio, che si è svolto in un parco nel quale si trovavano i bambini e gli educatori di un asilo, ha provocato due decessi. Un bambino marocchino di appena due anni e un cittadino tedesco di quarantuno anni, che si trovava nel parco per caso. Quest’ultimo aveva tentato di proteggere i piccoli durante l’aggressione.

L’aggressore aveva con sé un coltello da cucina, con il quale, oltre a commettere i due omicidi, ferì altre tre persone rimasero ferite: una bimba di due anni, un’educatrice cinquantanovenne e un altro passante di settantatré anni, che aveva cercato di soccorrere le vittime. L’arrestò è sato possibile grazie all’intervento di un cittadino somalo che ha inseguito l’aggressore.

L’imputato ha ammesso i fatti attraverso il proprio legale e ha dichiarato di non conoscere nessuna delle persone coinvolte e di averle scelte in modo casuale.

L’attentatore di Aschaffenburg agito obbedendo alle “voci” che gli ordinavano di attaccare

Dalla perizia psichiatrica è emersa una diagnosi di schizofrenia paranoide. Durante l’attacco, l’uomo avrebbe esperito un’allucinazione auditiva e avrebbe agito obedendo agli “ordini” delle voci che udiva e che gli ordinavano di colpire. Il perito Hans-Peter Volz ha espresso preoccupazione: senza trattamento adeguato, ha affermato, sussiste il rischio concreto di nuovi «atti altamente aggressivi».

Volz ha precisato un dettaglio significativo. «L’obiettivo primario del suo attacco non erano gli adulti». Il difensore Jürgen Vongries ha descritto il proprio assistito come persona gravemente malata e ha dichiarato di non essere in grado di rispondere a nessuna domanda sul movente dell’aggressione.

Le accuse formulate dalla procura comprendono omicidio, tentato omicidio, omicidio colposo, tentato omicidio colposo e lesioni personali.

Come verrà eseguita la sentenza

Il procedimento di sicurezza differisce sostanzialmente da quello penale anche per il tipo di “sentenza” che viene emessa. A diferenza delle condanne penali, che hanno una durata prestabilita, la disposizione di ricovero coatto presso una struttura psichiatrica è a tempo indeterminato: la necessità o meno di proseguire la reclusione e il trattamento viene valutata annualmente dalla camera di esecuzione penale.

Anche l’implementazione o l’allentamento delle restrizioni – per esempio la possibilità di passeggiare in cortile sotto sorveglianza o di chiadere permessi per uscite temporanee – non rispondono a protocolli generali legati al tempo di condanna, ma dipendono interamente da quella che si valuta essere l’efficacia del percorso terapeutico. Nel caso di pazienti refrattari a qualsiasi trattamento, non esistono “benefici” come quelli previsti per i detenuti in carcere. La dimissione diventa possibile soltanto quando gli specialisti incaricati di seguire il caso certificano l’assenza di pericolosità sociale.

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