Naomi Seibt: l’influencer tedesca di ultradestra che vuole chiedere asilo politico negli
In una recente boutade, fra le tante che caratterizzano l’altissima spettacolarizzazione mediatica del secondo mandato di Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti d’America si è dichiarato pronto a offrire asilo politico a tutti gli europei che vengono “presi di mira per aver espresso pacificamente le proprie opinioni online” in materia di immigrazione. In altre parole, se in patria si viene accusati di diffondere discorsi di odio e incitare al razzismo contro gli immigrati, è possibile aspirare allo status di immigrati in un Paese che si fa vanto di trattare particolarmente male gli immigrati e di deportarli in campi di lavoro considerati, a dir poco, a rischio di gravi violazioni dei più elementari diritti umani. Naomi Seibt, attivista tedesca venticinquenne legata all’ultradestra, ritiene di essere la candidata ideale e ha dichiarato a Fox News di aver già presentato domanda di asilo negli Stati Uniti. Le motivazioni addotte riguarderebbero presunte minacce alla sua incolumità e attività di sorveglianza sul territorio tedesco.
Secondo quanto riportato da numerosi media tedeschi, la giovane risiederebbe già sul suolo statunitense. La veridicità delle sue affermazioni sul fatto di essere tenuta sotto osservazione dai servizi segreti, tuttavia, non ha trovato, fino a questo momento, conferme indipendenti. Le probabilità di accoglimento della richiesta, valutate secondo parametri ordinari, appaiono limitate.

Naomi Seibt, l’anti-Greta
La traiettoria pubblica di Seibt è iniziata quando era ancora studentessa a Münster. La sua popolarità è cresciuta attraverso contenuti digitali che esprimevano posizioni contrarie alle politiche ambientali, ai diritti riproduttivi e all’immigrazione. Il posizionamento ideologico l’ha portata a diffondere narrative sulla sostituzione etnica nelle società occidentali.
L’etichetta di “Anti-Greta” deriva dal contrasto con l’attivismo climatico di Greta Thunberg. Una costruzione mediatica che ha amplificato la sua visibilità. All’inizio dell’anno corrente, Seibt ha pubblicamente definito Martin Sellner, figura dell’estremismo di destra austriaco, come suo “buon amico”. Mediaticamente, il personaggio di Seibt non avrebbe potuto essere più appetibile per le destre: giovanissima, abile nel comunicare e nell’utilizzare le piattaforme più amate dalla sua generazione, feroce oppositrice del diritto all’aborto, del femminismo, del multiculturalismo e di tutte le lotte contro il cambio climatico e in difesa dell’ambiente.
Collegamenti con organizzazioni conservatrici statunitensi
Il supporto proveniente dagli Stati Uniti precede di anni la presunta richiesta di asilo. L’Heartland Institute, organizzazione che da decenni contesta il consenso scientifico sul cambiamento climatico e che storicamente ha minimizzato i rischi del tabagismo, ha contribuito alla sua ascesa.
Seibt ha anche partecipato a eventi organizzati da AfD senza però risultare iscritta al partito. Le sue apparizioni mediatiche negli Stati Uniti includono numerose interviste con emittenti conservatrici. Fox News in particolare le ha fornito una piattaforma consistente.
La collaborazione con l’Heartland Institute ha fornito legittimazione a Seibt negli ambienti nei quali si coltiva lo scetticismo rispetto alle politiche climatiche.
Il rapporto con Musk e la campagna elettorale tedesca
Durante la recente campagna elettorale per il Bundestag, i commenti di Seibt sulla politica interna tedesca hanno ricevuto attenzione sulla piattaforma X (ex Twitter). Elon Musk ha condiviso e elogiato pubblicamente alcuni suoi contenuti.

Seibt avrebbe successivamente adottato l’appellativo di “Musk whisperer”, sostenendo di esercitare influenza sul miliardario durante il suo ruolo temporaneo come consulente dell’amministrazione Trump. Affermazioni che restano nel campo delle dichiarazioni personali e che non sono mai state commentate né tantomeno confermate dallo stesso Musk.
La richiesta di asilo
In un’intervista a Fox News, Seibt ha affermato che i servizi di intelligence tedeschi la sottoporrebbero a monitoraggio. Ha inoltre menzionato minacce di morte che attribuisce a movimenti antifascisti, lamentando l’assenza di protezione da parte delle autorità tedesche nonostante il presunto pericolo per la sua vita.
La decisione di richiedere asilo sotto la presidenza Trump rappresenterebbe, secondo le sue parole, l’unica via percorribile. Già nel 2020 aveva indicato gli Stati Uniti come possibile destinazione futura, condizionandola però all’esito elettorale di quell’anno.
Le testate americane, specialmente quelle conservatrici, hanno iniziato a coprire la vicenda e anche alcuni commentatori satirici di area democratica e liberale si sono espressi in merito, evidentemente con toni diversi da quelli di Fox News.



