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Attivista di ultradestra austriaco espulso da un cantone svizzero. Elon Musk lo difende

Martin Sellner è un autore e attivista politico austriaco, legato alla scena della destra identitaria. In Germania si è parlato di lui per la partecipazione a un incontro avvenuto a Potsdam nel quale era stato esposto il concetto di “rimigrazione”, ovvero l’espulsione in massa di persone con un background migratorio, compresi coloro che si sono naturalizzati. Proprio questo episodio ha dato inizio a un fortissimo movimento popolare contro l’estrema destra in Germania, nel quale si sono schierati anche esponenti della politica, fra i quali il Cancelliere Olaf Scholz (SPD) e la Ministra degli esteri Annalena Baerbock (Verdi). Per Sellner si era parlato addirittura di un divieto di ingresso in Germania. Sabato, una situazione simile si è verificata a Tegerfelden, in Svizzera e, questa volta, Sellner è stato fermato dalla polizia durante l’evento del quale era ospite e rispedito in Austria. In suo soccorso è arrivato, sulla piattaforma X, Elon Musk.

Elon Musk sondaggio su Twitter
Elon Musk all’Axel Springer award, a Berlin, dicembre 2020.
Foto: EPA-EFE/HANNIBAL HANSCHKE / POOL

La polizia sul fermo dell’agitatore austriaco: problema di pubblica sicurezza

La polizia svizzera ci ha tenuto a specificare che, contrariamente a quanto detto inizialmente sui social dagli organizzatori della conferenza, quello di Sellner non è stato un arresto, ma solo un fermo e che non è stato motivato da una reazione politica ai contenuti diffusi dall’attivista austriaco, ma solo da considerazioni legate alla pubblica sicurezza. In un video diffuso dallo stesso Sellner si vede la parte finale del suo discorso, nel contesto di un evento che si teneva al Museo cantonale del vino nel Cantone Argovia. Sellner parla di “sostituzione etnica” e “rimigrazione” (il primo termine, uno dei più noti cavalli di battaglia dell’ultradestra, campeggia proiettato sulla parete dietro di lui nel video), quando la polizia entra nella sala, interrompe l’evento dopo aver staccato la corrente e lo porta via. Elon Musk, che in più occasioni ha faticato ad acclimatarsi alle regole vigenti sul continente europeo, rilancia il video sulla sua piattaforma, chiedendosi se l’azione dei poliziotti sia legale.

Il video per prendere in giro i migranti: Sellner sul gommone nel Lago di Costanza

Prima di essere allontanato dalla Svizzera, Sellner aveva documentato la sua visita sui social, facendosi riprendere mentre, su un gommone, attraversava il lago di Costanza e quindi il confine svizzero, prendendo in giro i rifugiati nel Mediterraneo e deridendo le autorità elvetiche. Questo comportamento ha ulteriormente alimentato le polemiche, ma non è stato il motivo dell’intervento delle forze dell’ordine.

Le autorità svizzere hanno precisato che l’obiettivo del monitoraggio della sua presenza era prima di tutto impedire disordini, dal momento che era prevedibile anche l’intervento di attivisti antifascisti (ai quali è stato impedito di avvicinarsi al luogo dell’evento). L’iniziativa, organizzata dal gruppo attivista di destra “Junge Tat“, presentava però un altro aspetto controverso. I proprietari della location hanno infatti dichiarato di essere stati ingannati sulla reale natura dell’evento, che era stato presentato come “tavola rotonda sugli aiuti allo sviluppo e la migrazione”. Non erano a conoscenza, sostengono, di alcun legame con Sellner e “Junge Tat” e hanno detto che avrebbero rifiutato di concedere lo spazio, se ne fossero stati a conoscenza. Una volta appreso di che tipo di evento si trattasse, secondo quanto riportato dal quotidiano Neue Züricher Zeitung, hanno dichiarato di aver rescisso il contratto di utilizzo. La polizia, avvisata della situazione, ha quindi informato i rappresentanti di “Junge Tat” del fatto che veniva richiesto loro di cancellare la conferenza. Poiché “Junge Tat” non ha ottemperato a questa richiesta, Sellner è stato portato via, nella consapevolezza che l’evento non avrebbe potuto svolgersi senza il principale oratore.

Non si sa se sia stato emesso un divieto di ingresso nel Paese per l’esponente austriaco dell’ultradestra, che comunque è stato espulso dal cantone.

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