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Ministro tedesco sulle dichiarazioni di Trump: “Non mi impressionano. Deterrenza nucleare è un tema serio”

Il tema della deterrenza nucleare è estremamente complesso e non può essere affrontato riducendolo semplicemente alla reazione istintiva a una boutade da campagna elettorale. In questa direzione, il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius (SPD) ha commentato l’attuale dibattito su un possibile riarmo nucleare dell’Europa, seguito alla dichiarazione dell’ex presidente americano Donald Trump, il quale ha dichiarato che, in una sua futura presidenza, si rifiuterà di fornire assistenza agli altri Paesi NATO in caso di attacco, se questi non hanno speso abbastanza per la difesa. Tale affermazione aveva suscitato perplessità anche nella collega di partito di Pistorius e candidata di punta della SPD alle elezioni europee Katarina Barley, che si era interrogata sull’affidabilità dello scudo di difesa nucleare statunitense.

Donald Trump deterrenza nucleare
Foto: US Embassy France, Public domain, via Wikimedia Commons

Pistorius sulle dichiarazioni di Trump: “tutte le parti in causa riconoscono il valore geopolitico e strategico dei rapporti transatlantici”

Tuttavia, il Ministro non sembra essere particolarmente impressionato dalla posizione assunta da Trump e invita gli altri attori politici tedeschi a non rimanere “paralizzati” di fronte a tali dichiarazioni. Senza dubbio, Pistorius riconosce l’importanza di rispettare gli obiettivi NATO in termini di investimenti in difesa, come quello di destinare il 2% del PIL a tale settore, obiettivo che la Germania è riuscita a raggiungere. Tuttavia, il Ministro ritiene anche che la maggior parte dei responsabili politici negli Stati Uniti sia pienamente consapevole dell’importanza che rivestono la NATO e i legami transatlantici per gli interessi geopolitici strategici di tutti gli Stati coinvolti e che quindi le dichiarazioni roboanti di Trump troverebbero poca applicazione nella pratica.


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Pistorius: “Più che dibattiti sulla deterrenza nucleare nucleare, occorre tranquillità”

Nel complesso, Pistorius non è apparso particolarmente impressionato dalle dichiarazioni dell’ex presidente, che ci ha tenuto a inquadrare come parte della campagna elettorale americana, con tutte le connotazioni che ne conseguono.

In linea generale, ha continuato Pistorius in un’intervista al segmento “Tagesthemen”, sarebbe bene che non ci fosse bisogno di ricorrere alla deterrenza e al riarmo, per quanto l’urgenza attuale ci imponga invece di prestare attenzione a questi temi. La corsa agli armamenti, che sembrava essere giunta al termine, è tornata prepotentemente alla ribalta dopo l’esplosione del conflitto in Ucraina, al quale il Ministro ha fatto riferimento in modo diretto durante l’intervista.

La Germania, in particolare, si trova in una posizione delicata, essendo una potenza economica leader in Europa ma anche un Paese che storicamente ha avuto un approccio cauto verso le questioni militari. Il raggiungimento dell’obiettivo del 2% del PIL per la difesa è un segnale importante del suo impegno verso la NATO e verso la sicurezza collettiva, ma Pistorius ha anche sottolineato che ciò che si rende necessario in questo momento è uno sforzo per placare i contrasti, piuttosto che una discussione sullo scudo nucleare.

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