TEUTONICHE SCHEGGE – Giorni da cane

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Di rientro dalle lande natie, il caldo tropicale mi ha seguito, con gran sorpresa teutone: per 3 giorni si è avuta estate piena, con temperature sopra i 30 e, addirittura, in qualche zona del Paese si sono sfiorati i 40.

A Berlino, ogni raggio di sole è prezioso: già ai primi, timidissimi scorci di primavera si aprono bar con finte spiaggette, ci si spalma su ogni superficie erbosa, ancor meglio se presso uno dei tanti laghi balneabili alla periferia della città. Pochi berlinesi sono immuni dalla sindrome della lucertola: appena il grigio ghisa del cielo invernale si stempera, pantaloncini, gonne, vestiti irrompono prepotenti nelle vetrine, negli armadi, per strada. Tutti si riversano all’aperto, sfruttando ogni anfratto e facendo tesoro di ogni raggio, la fine del sempiterno inverno si accoglie con un sospiro di sollievo collettivo, spesso con il rito dell’abgrillen, ovvero della prima grigliata dell’anno.

Le 72 ore di caldo anomalo hanno tenuto banco sui giornali, fra consigli e statistiche, e anche nelle conversazioni quotidiane. Tendendo impunemente l’orecchio, come mi piace fare, ho colto spesso frasi che sembravano epitaffi: i tedeschi, selbstverständlich, il caldo lo bramano, ma poi non lo reggono più di tanto.

Così succede che in alcuni uffici e a scuola si decida per l’Hitzefrei, ovvero di starsene tutti a casa per scongiurare la morte per liquefazione. Guardandosi un po’ intorno, in effetti, tra facce paonazze e sguardi che vanno dal rassegnato, al bilioso, al disperato, sembra proprio che molti debbano lasciarci le penne.

E sotto questo stessi, inclemente sole sia gli italiani, sia i tedeschi scrutano il cielo e le previsioni in cagnesco: da noi si inveisce contro la canicola, qui analogalmente si spera finiscano presto gli Hundstage (i giorni da cane). Un po’ in tutta Europa il riferimento è canino, perchè tra metà luglio e metà agosto Sirio, stella più piccola (caniculus) del Cane Maggiore, è ben visibile nel cielo,.

I giorni da cani, tuttavia (almeno meteorologicamente parlando), sono finiti, e non mi resta che crogiolarmi al tiepido, ma già riluttante sole, come un gatto pigro, e cominciare a fare scorta di luce in attesa deg Grande Buio.

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