Arte e Cultura

Laudato sii – una celebrazione di San Francesco d’Assisi nel centro di Berlino

Testo e disegno di Paolo Brasioli

Questo 2026 ci offre la preziosa occasione per celebrare San Francesco d’Assisi. Oggi, 3 ottobre, ricorrono infatti gli 800 anni dalla Sua morte e domani, 4 ottobre, è ufficialmente festa nazionale in Italia in onore di San Francesco d’Assisi, santo Patrono d’Italia. Certo, Berlino è lontana da Assisi, dista infatti circa 1400 chilometri stradali, ma proprio nel cuore della capitale tedesca, preziosamente ai lati della vivacità del centro, si trova una suggestiva, inaspettata e spesso sconosciuta testimonianza francescana.

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“Laudato sii”: genesi dell’iniziativa

Ed ecco allora che oggi ha avuto luogo l’iniziativa “Laudato sii…”. La mattina prestissimo, sfiorando rispettosamente le antiche mura dell’ex Monastero, è stata appoggiata un’opera/installazione temporanea colma di riferimenti francescani, tra i quali il Tau, i tre nodi, le rose di Assisi, il tipico saluto francescano. Di fatto si tratta di un’opera grafico-pittorica (larga 65 centimetri ed alta 85 centimetri) che però potrebbe essere anche un bozzetto per una vetrata, un affresco parietale, una maglietta o foulard in tessuto da indossare, un segno per segnare un pellegrinaggio e tanto altro.

Foto e installazione di Paolo Brasioli

E al contempo, in questa occasione ed in pochi intensi minuti:

  • è stato invocato, sussurrando al cielo, il “Cantico delle creature” (per ben tre volte ed esattamente una con il testo originale, una in italiano ed una in tedesco moderni).
  • è stata offerta all’aria in anteprima assoluta la musica sempre titolata “Laudato sii…” del M° Antimo Magnotta, creata appositamente per questa occasione. Questo brano sa magistralmente permeare le mura del rudere berlinese di pace e bene e, partendo da noi… si espande infinitamente intorno, superando i limiti dello spazio-tempo… per ritornare a noi qui al rudere, ricolmo di gioie da accogliere a piene mani. I tre limpidi e periodici rintocchi intercalanti suggellano e veicolano, amabilmente evocandoli, tutti i significanti caratteri francescani.

L’iniziativa “Laudato sii…” è stata quindi una semplicissima, umile, veloce, discreta, ma fortemente voluta e sentita occasione, che poeticamente ha trovato spazio in un luogo originariamente francescano. Colma di gratitudine, si dedica totalmente all’insegnamento del Poverello, volendo emulare quella sua voglia di rinascita, fisica e spirituale, come quando egli nel 1208 comprese pienamente il senso dell’invito del Crocifisso nella chiesa, anch’essa in stato di rudere, di S. Damiano a “riparare la casa del Signore”. Citando inoltre il monaco Isacco della Stella del XII secolo, fortemente si è voluto che da qui “cresca in te e diventi per te un gran sorriso ed una gioia internamente perfetta”. Pertanto oggi, da questi emozionanti ruderi berlinesi questa iniziativa “Laudato sii…” augura pace e bene a tutto e a tutti!

L’iniziativa “Laudato sii…” ha ricevuto la benedizione impartita da Don Vittorio Menestrina, parroco della millenaria Pieve di Sant’Alessandro a Giogoli in Scandicci nelle vicinanze di Firenze. Con Don Vittorio più volte abbiamo visitato insieme, sempre emozionandoci, i ruderi dell’ex convento francescano di Berlino. Ringraziamo di cuore Don Vittorio.

Approfondimenti per una migliore comprensione dell’opera:

Il Graues Kloster (il Monastero Grigio) è un antico convento francescano medievale risalente al 1249, oggi visibile appunto nello status di suggestive rovine di mattoni situate in Klosterstraße, nel quartiere di Mitte. Il nome richiama il colore grigio cenerino chiaro delle tonache indossate dai primi frati francescani. La chiesa (Franziskaner-Klosterkirche), costruita intorno al 1270, è stata sorprendentemente il primo manufatto interamente in mattoni della nordica regione berlinese. Qui i frati predicarono per primi il Verbo alle popolazioni sorabe, di origine balcanica, che popolavano queste terre. Successivamente il convento fu chiuso nel 1539 conseguentemente alla Riforma protestante. Alla fine del XVI secolo in questi spazi nacque il prestigioso e severo ginnasio Zum Grauen Kloster. Ma poi esso fu gravemente danneggiato dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale ed oggi appare come un pietoso rudere. Ma esso sa comunque, sorprendentemente, essere un vero luogo dello spirito. Senza copertura, con l’intera navata destra e le finestre completamente divelte, richiama ancora, e ancor di più, all’unità e alla completezza. Rudere che sa evocare forte il messaggio francescano e dove tutti gli elementi richiamati nel Cantico delle creature trovano uno speciale luogo per esprimersi, proprio per essere aperto e permeabile al mondo circostante ed al cielo.

Il Tau è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico e nella Bibbia appare come segno di Salvezza, sulla fronte di quelli che desiderano seguire il Signore. Ed è anche lettera dell’alfabeto greco che richiama alla Croce di Cristo. Nell’Italia medievale i seguaci di Sant’Antonio indossavano il Tau sui loro abiti, nelle occasioni nelle quali si prendevano pietosa cura dei lebbrosi e dei malati. Essi consideravano il Tau come un vero simbolo di guarigione e San Francesco d’Assisi, ammirato e stimolato dalla loro devozione, lo adottò per stimolare e rappresentare il suo proprio risveglio interiore e spirituale. Successivamente egli siglava i propri scritti con il Tau e dipingeva questo simbolo, spesso in rosso, sulle pareti dei luoghi in cui si trovava a soggiornare nei suoi pellegrinaggi.

I tre nodi sulla umile e tenace corda bianca nella tradizione francescana simboleggiano i tre voti specifici, le tre note con le quali si entra in risonanza con il divino spirito di servizio agli altri. La povertà, cioè il vivere senza attaccamento ai beni materiali e “senza nulla di proprio”, se non per donarlo. La castità, quale condizione di primizia necessaria per offrire il proprio cuore a Dio e amare tutti in modo puro e universale. E l’obbedienza necessaria per ascoltare la volontà di Dio e dei propri superiori con umile ed incondizionato, totale spirito di servizio. Questo semplice ma profondo triplice emblema ci ricorda così di dover continuare a sforzarci per la trasformazione personale propria e per tutti.

La Rosa di Assisi (Rosa canina assisiensis) è una speciale rosa canina sorprendentemente senza spine, che cresce nell’intimo giardino delle rose della Porziuncola a lato della Basilica di Santa Maria degli Angeli alle falde del Subasio. La tradizione ci insegna che per provare a scacciare e superare una tentazione interiore Francesco d’Assisi, allora ancora giovane, si lanciò senza timore, nudo ed indifeso dentro un fitto cespuglio di spine. Ma ecco che quelle spine si trasformarono in quell’istante in rose morbide di un colore roseo delicatissimo e appunto benevolmente senza spine.

Il “Pax et Bonum” (Pace e Bene) non è solo il tipico saluto francescano ma ancor più un accento sullo stile di vita. Un veicolo orale per donare, subito e totalmente, al prossimo che si incontra sulla via. Un condivisibile segno che dalla propria serena interiorità si propaga a tutti e a tutto, per concretizzarsi pienamente nell’invito a vivere con semplicità, nella riconoscenza e nel rispetto in ogni creatura e realtà.

Il Cantico delle creature è la più celebre preghiera creata da San Francesco d’Assisi precisamente 800 anni fa (tra il 1224 e il 1226) ed è inoltre considerato il primo testo poetico della letteratura italiana! Rappresenta e significa un accorato inno di ringraziamento e grata lode al Creatore, che muove proprio attraverso l’osservazione incantata e partecipata della bellezza e della totalità del creato che avvolge tutto e al quale ben si evince che apparteniamo. Per veicolare questo, ad esempio, i vari elementi della natura sono chiamati “fratelli” e “sorelle” (frate Sole, sora Luna, frate Vento, sor’Acqua, frate Foco… sora Madre Terra). Tutto è visto, e soprattutto sentito, come un riflesso stesso della grandezza e della bontà di Dio. Alla natura umana il Cantico loda chi perdona per amore di Dio e sa sopportare infermità e tribolazioni. Proprio alla conclusione del testo, ricordando che San Francesco d’Assisi morirà poco dopo averla completata, egli loda Dio anche per “sora Morte corporale”, vista come un passaggio inevitabile e sereno verso l’eternità. L’ultima parola del testo rappresenta davvero l’essenza dell’esistenza francescana e diviene eco sonoro per tutti: l’UMILTÀ.

Cantico delle creature – San Francesco d’Assisi (1224-1226) (italiano moderno)

Altissimo, onnipotente, buon Signore
tue sono le lodi, la gloria e l’onore
ed ogni benedizione.
A te solo, Altissimo, si confanno,
e nessun uomo è degno di te.

Laudato sii, o mio Signore,
per tutte le creature,
specialmente per messer Frate Sole,
il quale porta il giorno che ci illumina
ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
di te, Altissimo, porta significazione.

Laudato sii, o mio Signore,
per sora Luna e le Stelle:
in cielo le hai formate
limpide, belle e preziose.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e
per l’Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo
per il quale alle tue creature dai sostentamento.

Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,
la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,
con il quale ci illumini la notte:
ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.

Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,
la quale ci sostenta e governa e
produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.

Laudato sii, o mio Signore,
per quelli che perdonano per amor tuo
e sopportano malattia e sofferenza.
Beati quelli che le sopporteranno in pace
perché da te saranno incoronati.

Laudato sii, o mio Signore,
per nostra sora Morte corporale,
dalla quale nessun uomo vivente può scampare.
Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.
Beati quelli che si troveranno nella tua volontà
poiché loro la morte non farà alcun male.

Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo
e servitelo con grande umiltate.

Foto e installazione di Paolo Brasioli

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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