Molestie sessuali nell’esercito tedesco: molti casi sommersi, troppa paura di ritorsioni
Continua a essere un problema serio quello delle accuse di condotte sessuali inappropriate all’interno della Bundeswehr, soprattutto perché l’esercito tedesco non riuscirebbe ad affrontarlo nella maniera più efficace.
Lo riferisce una recente inchiesta di REPORT MAINZ (ARD) e gli esperti intervistati parlano di presunte carenze nella leadership e criticano fortemente il meccanismo in base al quale le denunce vengono effettuate.
Molestie sessuali nell’esercito tedesco: perché è difficile denunciare
A quanto pare, infatti, denunciare un abuso all’interno dell’esercito potrebbe essere estremamente complicato, soprattutto per timore di ritorsioni o per il rischio che la persona denunciata possa in qualche modo essere legata al percorso professionale della denunciante. Nell’inchiesta è riportata anche la testimonianza di una 19enne, che avrebbe subito molestie da parte di un collega di grado superiore, avrebbe denunciato e sarebbe state lasciata senza una reale tutela, subendo mobbing da parte della sua unità e venendo trasferita solo mesi dopo.
In questo senso c’è chi propone che le segnalazioni seguano un percorso esterno a quello dell’unità in cui sarebbe avvenuto l’abuso denunciato, proprio per evitare che si creino conflitti e pressioni come quelli denunciati dalla 19enne. Un modello simile sarebbe applicato nei Paesi Bassi e in alcuni Paesi scandinavi, come riferisce la storica militare Karen Hagemann, citata dal Tagesschau. Hagemann sostiene anche che, a rendere difficili le denunce all’interno dell’esercito, sarebbe anche la distorsione di quei valori di cameratismo, obbedienza e disciplina che farebbero percepire chi denuncia come un traditore.
Anche l’avvocata Laura Kleinebrecht, che oggi rappresenta membri delle forze armate e che in passato ha lavorato nel settore della gestione del personale, conferma l’esistenza di forti resistenze alla denuncia. In teoria, però, il diritto militare stabilisce che nessuno possa subire svantaggi o ritorsioni per aver presentato una denuncia. C’è quindi bisogno di un intervento strutturare, su altri livelli.
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Aumentato il numero di segnalazioni, ma resta il problema del sommerso
Nel 2025 il numero delle segnalazioni è salito, rispetto all’anno precedente, passando da 414 a 472, ma dobbiamo considerare sempre la quota di episodi non denunciati, che l’inchiesta di REPORT MAINZ stima come potenzialmente significativi.
In ogni caso, già da qualche settimana, il tema è tornato al centro del dibattito, al punto che l’ispettore generale della Bundeswehr, nonché il militare più alto in grado in Germania, Carsten Breuer, si è espresso pubblicamente sulla vicenda. Breuer ha dichiarato che non c’è spazio nell’esercito per simili condotte e che la prevenzione di comportamenti del genere deve rappresentare una priorità assoluta per i superiori dotati di potere disciplinare.
Al momento le donne rappresentano il 13,6% del personale dell’esercito, ma la Bundeswehr ha dichiarato di voler portare questa percentuale al 20% e anche il ministro della difesa, Boris Pistorius, ha ribadito l’importanza di una componente femminile nelle forze armate.




