Sapevate che Pirandello si trasferì in Germania dopo una lite con un professore universitario?
di Luigi Tizza
Da giovane Luigi Pirandello lasciò l’Italia e si trasferì a Bonn per continuare gli studi universitari. La decisione maturò anche dopo un duro contrasto con un professore dell’Università di Roma, che lo spinse a cercare altrove un ambiente più adatto alla sua formazione.
Pirandello in Germania: l’incontro con un’altra lingua e cultura
A Bonn Pirandello imparò perfettamente il tedesco, conseguì il dottorato e arrivò perfino a scrivere alcune poesie in quella lingua. Vivere in un Paese straniero gli permise di conoscere un’altra cultura e di osservare la vita da un punto di vista diverso.
Questa esperienza lasciò un segno profondo nel suo modo di pensare e di scrivere. Nelle sue opere i protagonisti sono uomini e donne comuni, con i loro dubbi, le loro speranze, le loro paure e le loro contraddizioni. L’autore non racconta eroi, ma persone vere, che cercano di trovare il proprio posto nel mondo.
Pirandello ci mostra inoltre che la realtà non è uguale per tutti. Ognuno vede le cose dal proprio punto di vista e spesso, proprio da questo, nascono incomprensioni e conflitti. È un tema che riguarda tutti, perché ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, si è sentito frainteso o giudicato.
Lo scrittore non fu “costretto a emigrare”
Leggere Pirandello significa entrare nella vita di persone che ci assomigliano. Le sue storie fanno sorridere, commuovere e riflettere. Più si leggono, più ci si accorge che parlano non solo della Sicilia del suo tempo, ma dell’essere umano di ogni epoca.
Una precisazione storica: non è corretto dire, come a volte accade, che Pirandello fu “costretto a emigrare”. È documentato che lasciò Roma dopo un contrasto con un professore e scelse di proseguire gli studi a Bonn, ma si trattò di una scelta di studio, non di un’emigrazione forzata.




