Merz sotto pressione: quasi un tedesco su due non lo vede più cancelliere a fine anno
La crisi politica di Friedrich Merz continua a essere immortalata anche dai sondaggi. Una recente analisi di YouGov mostra che addirittura il 48% dei 1.611 intervistati ritiene che il leader della CDU non sarà più cancelliere, con l’anno nuovo.
In base allo stesso sondaggio, il 31% pensa invece che il cancelliere rimarrà in carica oltre la fine dell’anno, mentre il 21% non ha fornito una risposta.
Un tedesco su due ipotizza un cambio di cancelliere a fine anno
Il sondaggio di YouGov fotografa perfettamente il clima generale di grande incertezza e sfiducia nei confronti delle capacità del capo del governo tedesco di guidare la Germania e portarla fuori da una crisi che riguarda vari ambiti, dai conti pubblici alla sanità, dai prezzi dell’energia alla crisi abitativa.
La popolarità di Merz non è mai stata particolarmente spiccata, ma la situazione è gradualmente degenerata.
La popolarità del cancelliere crolla al 13%
Nel giugno 2025, poco dopo il suo insediamento, il 39% degli intervistati del Deutschlandtrend di ARD si dichiarava infatti soddisfatto del suo operato, mentre all’inizio di settembre del 2026 la sua percentuale è crollata al 13% e si tratta del valore più basso mai registrato per un cancelliere.
Lo “stress” dest delle prossime elezioni regionali
Dopo il risultato delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, che hanno visto AfD raggiungere quasi il 44% e la CDU crollare al 17,2 % (rispetto al 37,1% ottenuto nel 2021), gli occhi sono ora puntati sui prossimi appuntamenti elettorali di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
Nel primo caso la CDU si trova a competere con la Linke per il primo posto nella classifica del gradimento, ma nel secondo caso la CDU si aggira, in base ai sondaggi, attorno al 6-7% e questo significa che rischia di scivolare al di sotto della soglia di sbarramento e di non poter entrare nel parlamento regionale. E questo sarebbe un dato tragico per i cristiano-democratici.
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La CDU e il destino politico di Merz
Insomma, se è vero che il quadro politico dei singoli Länder non ha direttamente a che fare con l’andamento del governo Merz, è vero anche che il destino della CDU sembra legato a filo doppio con il destino del cancelliere, che del partito è leader e simbolo federale.
Così come è vero che le sconfitte recentemente registrate dai cristiano-democratici a livello locale sono state considerate anche un segno della sfiducia verso il cancelliere, e al tempo stesso hanno avuto un impatto diretto sulla sua credibilità, in un movimento circolare che sta creando una sorta di “tempesta perfetta”, per la CDU e per il governo.
La replica alle critiche di Friedrich Merz: “Arrendersi non è un’opzione”
Intanto, tra dichiarazioni come quella della leader di AfD Alice Weidel, che alza i toni e sostiene che, dopo il voto in Sassonia-Anhalt, Merz non possa restare alla cancelleria, e gli interventi del leader della CSU Markus Söder, che assicura il suo sostegno al cancelliere, pur potendo parlare solo a nome di una parte dell’Unione, ci si interroga sempre più spesso su quale sarà il destino del cancelliere. A riguardo, Friedrich Merz non ha dubbi.
Il leader della CDU, bersagliato da innumerevoli critiche e costretto ad attraversare altrettante polemiche, ha infatti ribadito di voler restare alla guida del governo fino alla fine, nonostante le pressioni politiche subite. A questo proposito, subito dopo il voto in Sassonia-Anhalt, ha dichiarato che “Arrendersi non è un’opzione per me”.




