La crisi che in pochi giorni ha visto arrivare decine di migliaia di persone nell’enclave spagnola di Ceuta, in Nordafrica, e che ha visto morire decine di migranti in mare, il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul ha rivolto un appello alla Commissione europea affinché la protezione dei confini dell’Unione diventi una priorità assoluta.
Wadephul: “Ceuta è stata uno stress test”
In un’intervista concessa alla Bild am Sonntag, Wadephul ha definito quanto accaduto a Ceuta “uno stress test assoluto, che siamo riusciti a superare”. Al tempo stesso, però, ha osservato che gli eventi degli ultimi giorni hanno messo in evidenza la fragilità del sistema europeo di controllo delle frontiere.
Per questo motivo il ministro ha chiesto alla Commissione europea di attribuire la massima priorità alla difesa delle frontiere esterne dell’Unione, spiegando che un loro indebolimento rischierebbe di compromettere ulteriormente il funzionamento dell’area Schengen e la libera circolazione tra gli Stati membri.
Disinformazione e cooperazione con il Marocco
Secondo il ministro tedesco, la vicenda di Ceuta ha mostrato anche la necessità di contrastare con maggiore rapidità la disinformazione che, a suo giudizio, possono mettere a rischio vite umane e “tragicamente, hanno contribuito a causare decine di morti a Ceuta e nelle aree circostanti”.
Wadephul ha inoltre ribadito che una politica migratoria efficace richiede inevitabilmente la collaborazione dei Paesi terzi e nel caso specifico ha indicato il Marocco come partner fondamentale per il controllo dell’immigrazione irregolare, esprimendo apprezzamento per la cooperazione sviluppata con la Spagna, che avrebbe consentito di riportare rapidamente la situazione sotto controllo.
I numeri della crisi migratoria a Ceuta
La crisi di Ceuta, una delle più grandi della storia migratoria europea, si è verificata a fine luglio quando, nel giro di poco tempo, tra 50.000 e 60.000 persone hanno raggiunto l’enclave spagnola in Nordafrica partendo dal territorio marocchino. Il tentativo di attraversamento è costato la vita ad almeno 67 migranti.
Successivamente, secondo il governo spagnolo, quasi tutti coloro che avevano raggiunto l’enclave sono rientrati in Marocco. Scelta maturata, secondo il quotidiano El País, dall’impossibilità oggettiva di proseguire il viaggio riferisce che la scelta è maturata davanti all’assenza di concrete possibilità di proseguire il viaggio, unita alla mancanza di sistemazioni e di adeguata assistenza sul posto.
I ministri dell’UE discutono la risposta europea
Intanto, la crisi di Ceuta sarà al centro di una videoconferenza dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, convocata martedì su richiesta di 22 dei 27 capi di Stato e di governo. Tra i firmatari figurano il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, che ha disposto nei confronti della Spagna, una sospensione temporanea dell’applicazione dell’accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone.
In una lettera congiunta, i firmatari hanno espresso preoccupazione sia per gli attraversamenti incontrollati delle frontiere sia per il possibile utilizzo dei flussi migratori come strumento di pressione politica.




