
di Giuseppe Tizza
La Germania festeggia un nuovo record del turismo. I dati mostrano infatti la forza di un Paese nel quale milioni di persone scelgono di trascorrere le proprie vacanze senza necessariamente andare all’estero.
È un risultato importante. Ma confrontando Germania e Italia emerge una differenza che merita di essere osservata con attenzione.
Due modelli turistici a confronto
La Germania ha un turismo soprattutto interno. L’Italia ha invece una caratteristica particolare: continua ad essere un Paese che il mondo vuole visitare.
Nel 2025 la Germania ha registrato circa 497,5 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive. Di questi, circa 413,7 milioni sono stati effettuati da residenti tedeschi, mentre i pernottamenti degli stranieri sono stati circa 83,8 milioni. Il dato tedesco racconta quindi soprattutto la forza del mercato nazionale.
Il turismo in Italia continua ad attrarre visitatori stranieri
L’Italia presenta invece una situazione molto diversa. Nel 2025 la componente straniera ha rappresentato oltre la metà delle presenze turistiche e nel primo trimestre del 2026 la quota degli stranieri è rimasta superiore al 50%, mentre le presenze straniere hanno continuato a crescere.
C’è poi un altro dato significativo: nel 2025 i viaggiatori stranieri hanno lasciato in Italia circa 56,7 miliardi di euro. Non è quindi soltanto una questione di numero di turisti, ma anche di attrattività internazionale.
Perché l’Italia continua a essere una destinazione desiderata
La Germania possiede un enorme mercato turistico interno: montagne, laghi, città storiche, terme, foreste, coste del Baltico e del Mare del Nord. I tedeschi hanno molte ragioni per trascorrere le vacanze nel proprio Paese.
Ma quando milioni di persone nel mondo pensano alle proprie vacanze, l’Italia occupa un posto particolare nell’immaginario collettivo.
Roma, Venezia, Firenze, Milano, Napoli, la Sicilia, la Sardegna, le Dolomiti, i laghi, i piccoli borghi, il mare, la cucina, il vino, l’arte e la storia costituiscono un patrimonio difficilmente riproducibile.
Il legame speciale tra Germania e Italia
E proprio i tedeschi rappresentano una parte importante di questa storia. Da decenni l’Italia è infatti una delle destinazioni straniere più amate dalla popolazione tedesca. Non è del resto un fenomeno casuale: esiste una relazione turistica, culturale ed economica costruita nel corso di intere generazioni.
Già prima della pandemia i tedeschi costituivano il principale mercato straniero per il turismo italiano. Il rapporto tra i due Paesi non è quindi soltanto quello di un turista che arriva in un Paese straniero, ma è quasi una relazione di familiarità.
Molti tedeschi hanno trascorso le vacanze in Italia da bambini e ritornano da adulti. Altri hanno acquistato una casa, imparato l’italiano, costruito amicizie e rapporti familiari. Per alcuni, l’Italia non è più soltanto una destinazione turistica, ma è diventata una parte della propria vita. Ed è forse proprio questo il punto che i semplici numeri dei pernottamenti non riescono a raccontare.
Non basta attirare turisti: bisogna valorizzare il territorio
La Germania può vantare quindi un turismo interno straordinariamente forte, mentre l’Italia ha la straordinaria capacità di attrarre persone da tutto il mondo. Non sarebbe quindi corretto chiedersi semplicemente quale dei due Paesi abbia “più turismo”, ma ha più senso interrogarsi sul perché un Paese come l’Italia continui ad avere un valore turistico internazionale così elevato. E la risposta certamente non si lega solo alle sue spiagge o ai monumenti, ma anche alla combinazione di cultura, storia, paesaggio, gastronomia, clima, arte e soprattutto alla capacità di trasformare un viaggio in un’esperienza.
E c’è poi una lezione che l’Italia potrebbe imparare proprio dalla Germania.
La Germania ha saputo valorizzare enormemente il proprio turismo interno, mentre l’Italia dovrebbe imparare a valorizzare meglio quello che il mondo viene a cercare da noi. Perché il problema dell’Italia non è soltanto attirare turisti, ma fare in modo che ogni turista che arriva lasci nel territorio una quota maggiore della propria spesa, torni più volte, scopra luoghi meno conosciuti e contribuisca allo sviluppo delle comunità locali.
In altre parole, non basta avere il “Bel Paese”, ma bisogna anche saperlo amministrare, raccontare e valorizzare.
E forse il confronto con la Germania può essere utile proprio per questo: la Germania dimostra che un Paese può costruire un enorme mercato turistico con i propri cittadini, mentre l’Italia dimostra che un Paese può diventare una destinazione desiderata da tutto il mondo.
Sono due modelli diversi e invece di chiedersi quale sia migliore, sarebbe il caso capire come l’Italia possa imparare dalla Germania senza perdere ciò che la rende unica.
Perché il vero patrimonio italiano, alla fine, non è soltanto quello che i turisti fotografano, ma quello per cui, una volta tornati a casa, continuano a dire “In Italia voglio tornarci”.




