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La Germania potrebbe vietare i Meta Glasses

Se si conosce anche solo da lontano l’ossessione tedesca per la privacy nella vita di ogni giorni, è inevitabile pensare che un dispositivo come i Meta glasses, ovvero gli occhiali “smart” di casa Zuckerberg che possono filmare e registrare tutto ciò che chi li indossa vede, siano destinati a incontrare una certa resistenza in Germania. Uno dei meme più rappresentativi della cultura tedesca, circolato qualche anno fa, mostrava il video di un utente in montagna, intento a riprendere un bellissimo paesaggio innevato, con vette e piste da sci e anche una seggiovia. Sulla seggiovia viaggiava, in lontananza, una persona appena distinguibile, un puntino nero che si muoveva lentamente contro lo sfondo invernale. A un certo punto, notando l’utente col telefono in mano, il puntino urla “DATENSCHUTZ!” ovvero “protezione dei dati”, cioè “legge sulla privacy”. 

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È proprio così: ai tedeschi non piace essere ripresi senza il proprio consenso, neppure per caso, neppure finendo accidentalmente nelle riprese di qualcuno o qualcos’altro. Può dunque sorprenderci il fatto che proprio in Germania si inizi a parlare di vietare del tutto i Meta glasses e altri dispositivi simili?

Thomas Fuchs, garante della protezione dei dati di Amburgo, sostiene che un divieto sia assolutamente possibile, poiché l’utilizzo degli occhiali di Meta non sarebbe compatibile con le leggi vigenti.

Come funzionano i Meta Glasses

Il problema principale di questi occhiali è che sono indistinguibili da quelli normali. Dall’esterno, infatti, nulla li distingue da una montatura qualunque. Eppure questi occhiali integrano funzioni di ripresa video e fotografica, attivabili con discrezione quasi assoluta. L’unico segnale visibile resta un piccolo led acceso sul bordo della montatura, facilmente ignorato da chi si trova nei paraggi. In teoria non è possibile spegnerlo, ma online si trovano già riferimenti a modifiche effettuate dagli utenti per aggirare quest’unico “avvertimento” che il dispositivo fornisce ai soggetti della ripresa. Il fenomeno, del resto, non riguarda una nicchia: la diffusione dei dispositivi è cresciuta rapidamente da giugno, mese in cui Meta ha immesso sul mercato nuove versioni del prodotto.

Il loro uso improprio, le riprese non consensuali, soprattutto di donne e anche in situazioni private, ha già creato forme di paranoia in diversi Paesi del mondo, generando diffidenza spesso anche verso chi porta occhiali normali e spingendo allo sviluppo di applicazioni per il telefono che inviano una notifica quando qualcuno nei paraggi sta utilizzando degli smart glasses.

L’indagine dell’autorità di Amburgo: ecco perché i Meta Glasses potrebbero essere vietati in Germania

Le competenze sui servizi Meta in territorio tedesco fanno capo proprio all’ufficio guidato da Fuchs. Dopo test approfonditi condotti sugli occhiali, l’autorità di Amburgo è giunta all’unica conclusione possibile, nel quadro del diritto tedesco: filmare persone in luoghi pubblici senza che queste ne siano consapevoli costituisce una violazione della normativa sulla protezione dei dati. DATENSCHUTZ! Su questa base sono già scattati interventi concreti, incluse sanzioni pecuniarie nei confronti di chi ha fatto un uso improprio del dispositivo.

Secondo il garante, non si può escludere che gli occhiali vengano vietati su tutto il territorio tedesco. La legge in Germania, d’altronde, vieta sia il possesso sia la commercializzazione di apparecchi di registrazione mascherati da oggetti d’uso comune. Gli smart glasses di Meta, nella lettura di Fuchs, rientrano proprio in questa categoria: telecamere travestite da accessorio quotidiano.

Un’eventuale messa al bando non dipenderebbe però da un’autorità locale come quella di Amburgo, bensì dall’Agenzia federale delle reti, l’ente competente in materia a livello nazionale. Al momento l’agenzia starebbe ancora esaminando il caso, senza che sia stata resa nota una tempistica per l’eventuale decisione. Qualora il divieto venisse confermato, Meta si vedrebbe preclusa la vendita del prodotto sull’intero mercato tedesco, con ricadute dirette sulla strategia commerciale dell’azienda nel Paese.

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