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Serial killer tedesco a processo per l’omicidio di un bambino in Francia

Davanti al tribunale di Nantes, il 21 maggio, è iniziato il processo a carico di Martin Ney, il serial killer tedesco già condannato all’ergastolo in Germania per l’omicidio di tre bambini. Il 55enne di Brema è infatti accusato di un quarto omicidio: quello di Jonathan, un bambino di dieci anni il cui cadavere fu recuperato nel 2004 da un lago della costa atlantica francese. Ney, che ha confessato gli omicidi per i quali è stato condannato, ha negato, in apertura del procedimento, di essere il responsabile di questo particolare crimine.

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Il caso irrisolto del piccolo Jonathan

Il corpo di Jonathan era stato trovato 22 anni fa nel lago vicino a Guérande, a una trentina di chilometri da Saint-Brévin-les-Pins, la località della Francia occidentale dove il bambino soggiornava con una colonia scolastica al momento della scomparsa. Il cadavere era nudo, appesantito da un blocco di cemento, con una corda legata al collo, ai polsi e alle caviglie.

Ney è sospettato di aver rapito il ragazzo dalla struttura che ospitava la colonia e di averlo ucciso prima di abbandonarne il corpo nel lago.

Chi è Martin Ney

In Germania, Ney era noto agli inquirenti come “l’uomo mascherato” o “l’uomo in nero”, per via del passamontagna scuro con cui celava il volto durante i propri crimini. Tra il 1992 e il 2001, mentre lavorava come animatore in centri vacanze e case famiglia nel nord della Germania, si introduceva di notte nelle camere dei bambini affidati alle sue cure, con lo scopo di abusarne. Gli vengono attribuiti tre omicidi, le cui vittime avevano otto, nove e tredici anni, e oltre quaranta reati sessuali a danno di minori, commessi anche in campeggi, abitazioni private e altri luoghi.

Ney fu arrestato il 13 aprile 2011, il 27 febbraio 2012 il Tribunale regionale di Stade lo condannò all’ergastolo con riconoscimento della particolare gravità della colpa. Durante quel processo aveva confessato la maggior parte dei reati contestati, inclusi i tre omicidi.

Ney avrebbe confessato il quarto omicidio a un compagno di cella

I parallelismi tra il caso Jonathan e la serie di crimini compiuti in Germania avevano spinto gli investigatori francesi, già dal 2008, a verificare un possibile coinvolgimento di Ney. Le ricerche non avevano però prodotto prove forensi dirette: nessuna traccia di DNA era stata rinvenuta. Gli elementi a disposizione dell’accusa poggiano infatti su due testimonianze indirette.

Un agricoltore aveva riferito di aver incontrato, in una sera dell’aprile 2004, un uomo alla guida di una berlina con targa tedesca nei pressi dello stagno, apparentemente intento a scaricare qualcosa, prima di allontanarsi. Nel 2017 un ex compagno di cella ha dichiarato di aver sentito Ney ammettere di aver ucciso un bambino in Francia, aggiungendo di essere rimasto sorpreso dal fatto di non essere stato scoperto. Pubblicamente e ufficialmente, però, Ney ha sempre negato di trovarsi in Francia al momento dei fatti.

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