
🗞 La notizia dietro la notizia – Riflessioni di Gabriele Paoletti sugli articoli del Mitte
Questa settimana l’articolo di riferimento parla degli eventi previsti a Berlino tra fine agosto e inizio settembre e che spaziano dalla memoria storica alla birra, dal peperoncino al dialogo inter-religioso, fino al punk e all’antifascismo. Un calendario variegato che restituisce bene la pluralità e le tante anime della capitale tedesca. Il commento di Gabriele Paoletti.
Le mille anime di Berlino
Lunedì mattina.
Berlino si sveglia.
Non tutta.
Una parte.
Le altre arriveranno più tardi.
Alle nove qualcuno parla di birra.
Alle dieci di religione.
Alle undici di fascismo.
A mezzogiorno di peperoncini.
Berlino non ha problemi di interessi.
Ha problemi di calendario.
Alle quattordici c’è una manifestazione.
Alle quindici una conferenza.
Alle sedici qualcuno suona punk.
Alle diciassette qualcuno spiega perché il punk non è più quello di una volta.
Alle diciotto qualcuno beve una birra per riprendersi.
La birra, anche cara, è l’unico evento senza dibattito.
Per ora.
A Berlino puoi passare davanti a una sinagoga e sentire musica techno.
Puoi trovare un ex bunker trasformato in museo, un’ex fabbrica trasformata in club e un ex appartamento trasformato in ufficio.
La città prende tutto quello che trova e gli cambia destinazione.
Anche le persone.
Arrivano per studiare.
Poi restano.
Poi cercano casa.
Poi smettono di cercarla.
Poi imparano che può essere più economico cambiare quartiere piuttosto che aspettare un miracolo.
Intanto le anime continuano ad arrivare.
Una per ogni angolo.
Una signora protesta contro il capitalismo usando uno smartphone da mille euro.
Nessuno guarda.
Un ragazzo con una maglietta anarchica attraversa la strada.
Dietro di lui passa una Mercedes nuova di zecca.
Nessuno guarda.
Un uomo in abito religioso passa accanto a un punk.
Nessuno guarda.
Un cane guarda tutti.
Il cane generalmente è quello più equilibrato.
Berlino ha sviluppato una forma avanzata di tolleranza.
Non giudica.
Non perché abbia smesso di avere opinioni.
Perché ne ha troppe.
Qui puoi essere qualunque cosa.
A condizione di trovare il posto giusto.
E il giorno giusto.
E possibilmente l’evento giusto.
Le mille anime della città si incontrano soprattutto quando qualcuno mette un microfono in mezzo.
Poi ognuna torna al proprio programma.
La sera Berlino si riempie di musica.
Di discussioni.
Di birra.
Di gente che non discute sulla birra.
Qualcuno balla.
Qualcuno protesta.
Qualcuno protesta mentre balla.
Nessuno guarda.
Alle quattro del mattino le mille anime della città tornano nei loro appartamenti.
O nei loro WG.
O sui divani degli amici.
O in una stanza che costa troppo.
Domani ricomincia tutto.
Nuova settimana.
Nuovo evento.
Nuova opinione.
Nuova anima.
Berlino non è una città che ha trovato un modo per far convivere tutti.
È una città che ha trovato un modo per far stare tutti abbastanza vicini senza costringerli a parlarsi e mettersi d’accordo.
Per ora funziona.
Il cane continua a guardare.
Gli altri no.




