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Galeria-Kaufhaus ad Alexanderplatz, svolta prima delle elezioni: Berlino compra l’area

Dopo anni di incertezza e informazioni contrastanti, la “saga” della famosa Galeria-Kahfhaus di Alexanderplatz sarebbe arrivata al capitolo finale, con un accordo siglato poco prima delle elezioni di Berlino da Stefan Evers, attuale senatore per le finanze e aspirante nuovo sindaco della CDU.

Raggiunto l’accordo per la Galeria-Kaufhaus di Alexanderplatz

L’accordo, firmato giovedì poco prima di mezzogiorno, implica l’acquisto dell’area e vede dall’altro lato delle trattative la società proprietaria Commerz Real Investment. Il piano prevede inoltre una destinazione precisa degli spazi interni all’edificio.

In base a quanto stabilito, infatti, al piano terra e su parte del primo piano dovrebbero rimanere gli spazi commerciali del grande magazzino, su una superficie di 14.000 metri quadrati.

I piani superiori dovrebbero invece ospitare la Biblioteca Centrale del Land Berlino (ZLB), su una superficie di 42.680 metri quadrati. 

Berlino pagherà un prezzo una tantum, più un canone di affitto annuo

Secondo quanto riferito dal quotidiano BZ, inoltre, oltre al prezzo stabilito una tantum per l’acquisto dell’area, Berlino dovrà pagare anche un canone annuo di locazione superiore a dieci milioni di euro (ma inferiore a quindici milioni). La durata del contratto di locazione sarà inizialmente di 30 anni, prorogabili per altri 30. Alla fine di quest’ultimo periodo, l’intero complesso diventerà proprietà del Land Berlino.

Tra proposte e progetti naufragati, accuse di insolvenza e nuove trattative, continua dunque una vicenda complessa, che la cittadinanza è ormai abituata ad associare a un perenne clima di incertezza. 

Un modo per gestire la crisi indotta dal commercio online

Acquistata da Commerz Real nel 2023, la struttura aveva molto presto risentito della crisi dell’intero gruppo Galeria Karstadt Kaufhof e in generale dei contraccolpi subiti dal settore dei grandi magazzini a causa del commercio online.

Era apparso presto chiaro, dunque, che il grande magazzino di Alexanderplatz avrebbe dovuto ridurre la sua superficie per restare competitivo.

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