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Berlino: marciapiedi liberi dagli e-scooter entro 9 anni

Il  Senato di Berlino  ha deciso di mettere mano a un problema urgente, che affligge la capitale tedesca ormai da molto tempo: gli  e-scooter  parcheggiati sui marciapiedi. E la linea temporale che il governo cittadino si è data per porre fine a questa piaga è di 9 anni: entro il 2035, promette l’amministrazione, in tutta Berlino ci saranno parcheggi appositi in abbondanza e allora diventerà vietato  parcheggiare i monopattini elettrici  in modo caotico sul marciapiede.

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Sui marciapiedi della città stazionano oggi 46.450 microveicoli elettrici, autorizzati tramite permesso speciale dal Senato cittadino. Monopattini e biciclette a noleggio vengono regolarmente abbandonati agli incroci, davanti agli ingressi degli edifici e lungo i percorsi pedonali e, se molti di noi li superano agevolmente o li notano appena, la loro presenza rende la mobilità assai più complessa per le persone anziane o per chi ha una disabilità motoria. Mercoledì scorso, la senatrice ai trasporti  Ute Bonde  (CDU) ha illustrato alla commissione per la mobilità del Parlamento regionale le linee del “Piano generale per la mobilità condivisa”, completato la settimana precedente “Stiamo mettendo ordine in città”, ha dichiarato.

Stazioni fisse per parcheggiare gli e-scooter in diversi quartieri di Berlino

La strategia del Senato prevede la transizione dal regime attuale, che permette di lasciare i veicoli pressoché ovunque, a un sistema basato esclusivamente su hub dedicati al parcheggio di questi piccoli mezzi. A regime, monopattini e bici in sharing potranno essere noleggiati e riconsegnati solo presso stazioni predefinite. La riconsegna fuori dagli hub sarà resa tecnicamente impossibile, con obbligo in capo ai fornitori di garantirne il rispetto. Non sono stati resi noti dettagli su come questo passaggio sarà implementato, ma è facile immaginare che i dispositivi impediranno di concludere il noleggio e quindi il conteggio delle ore a carico del conducente, se la bicicletta o il monopattino elettrico non si trovano in un hub riconosciuto.

Attualmente le stazioni esistenti sono 560. Entro il 2035 il numero dovrà salire a 3.000, con un ritmo di circa 300 nuove installazioni all’anno. Le tappe intermedie prevedono 1.000 stazioni entro il 2027 e 2.000 entro il 2031.

La costruzione e la gestione degli hub sono affidate alla  BVG, l’azienda di trasporto pubblico berlinese, sul modello delle stazioni  Jelbi già operative. I costi saranno ripartiti tra fornitori privati, partner locali e fondi di finanziamento disponibili, senza ricorso a risorse regionali. Su questo punto si è levata la critica dell’associazione dei pedoni Fuß e.V., secondo cui affidare alla BVG l’onere infrastrutturale dello sharing costituirebbe un’ingiustizia a carico dell’utenza del trasporto pubblico che non utilizza monopattini né biciclette a noleggio.

Una rete di parcheggi a breve distanza

La città è stata suddivisa in quattro zone a densità decrescente, numerate da 0 a 3. Nelle zone 0, 1 e 2 il servizio di sharing è ritenuto funzionale, mentre nella zona 3, corrispondente alla periferia più esterna, non sono previste stazioni. Nella zona 0 la distanza massima a piedi dall’hub più vicino è fissata a 100 metri. Nelle zone 1 e 2 la soglia sale a 200 metri. Le tre zone a copertura attiva rappresentano il 60% della superficie urbana e raccolgono oltre l’80% della popolazione residente.

Il completamento dell’intera rete è previsto per il 2035, ma Bonde ha anticipato miglioramenti progressivi già prima di quella scadenza: la transizione al regime “hub only” avverrà quartiere per quartiere, non appena ciascuna area avrà raggiunto la densità di stazioni sufficiente. La senatrice non ha indicato quali zone saranno interessate per prime, né ha distribuito ai deputati una versione scritta del piano. In 500 degli hub previsti sarà disponibile anche car sharing, con priorità per le aree periferiche.

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