Il Ministro degli Esteri tedesco critica Ben-Gvir: “comportamento inaccettabile”
Come l’Italia, anche la Germania ha condannato, formalmente, l’operato del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir e in particolare il video nel quale lo si vede, nella città portuale israeliana di Ashdod, deridere gli attivisti della Global Sumud Flotilla ammanettati e inginocchiati. Quella sequenza ha innescato una catena di reazioni diplomatiche che ha attraversato tre continenti.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul (CDU) ha definito il comportamento di Ben-Gvir “del tutto inaccettabile”, sottolineando che si pone “in fondamentale contraddizione con i valori che la Germania intende sostenere insieme a Israele”. Già in precedenza l’ambasciatore tedesco in Israele Steffen Seibert si era espresso in termini analoghi.

Foto – EPA-EFE/CLEMENS BILAN
La Global Sumud Flotilla attaccata in acque internazionali
La Global Sumud Flotilla era salpata dalla Turchia con l’obiettivo di creare un corridoio umanitario e rompere il blocco sulla Striscia di Gaza. Composta da 50 imbarcazioni, con a bordo 430 persone provenienti da 40 paesi, la flotta è stata attaccata martedì scorso dalla marina israeliana in acque internazionali. I militari israeliani hanno aperto il fuoco con proiettili di gomma e l’equipaggio della Flotilla è stato rapito e condotto prima ad Ashdod, per poi essere rimandato in Turchia, da dove alcuni degli attivisti sono stati rimpatriati nei rispettivi paesi d’origine.
Al rientro, diversi attivisti hanno reso dichiarazioni circostanziate sulle torture subite, che includerebbero violenze fisiche, psicologiche e sessuali. “Siamo stati spogliati, gettati a terra e presi a calci. Molti di noi sono stati maltrattati con taser, alcuni hanno subito abusi sessuali e ad altri è stato negato l’accesso a un avvocato”, ha riferito l’italiano Luca Poggi all’agenzia Reuters dopo l’atterraggio a Roma. Il francese Adrien Jouan ha mostrato in un post su Instagram lividi sulla schiena e sugli avambracci, immagini verificate dall’agenzia di stampa.
Secondo Sabrina Charik, tra le coordinatrici del rimpatrio di 37 cittadini francesi, cinque partecipanti francesi sono stati ricoverati in ospedale in Turchia con fratture alle costole o alle vertebre, e sarebbero state raccolte accuse dettagliate di violenza sessuale, fino allo stupro. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha reso noto che 44 partecipanti spagnoli alla flotta sono stati trasportati in aereo da Istanbul verso Madrid e Barcellona, quattro dei quali con lesioni che hanno richiesto cure mediche.
Gli organizzatori della Global Sumud Flotilla hanno scritto su Telegram di almeno 15 casi di aggressioni sessuali, tra cui stupri, di persone colpite a distanza ravvicinata da proiettili di gomma e di decine di fratture. L’autorità penitenziaria israeliana ha respinto le accuse, sostenendo che i detenuti siano stati trattenuti in conformità con la legge e abbiano ricevuto assistenza medica.
La posizione della Germania
Otto attivisti tedeschi figuravano tra i 430 fermati. Il Consolato Generale tedesco a Istanbul era presente all’aeroporto al loro arrivo giovedì scorso e ha potuto constatare direttamente le condizioni del gruppo: molti presentavano lesioni visibili. Un ottavo componente non si trovava all’aeroporto perché era stato ricoverato direttamente in ospedale. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri tedesco, i diplomatici tedeschi sono venuti a conoscenza delle lesioni solo dopo l’atterraggio a Istanbul, poiché, al personale diplomatico tedesco in territorio israeliano, non era stato permesso l’accesso prima dell’espulsione degli attivisti.
“Un trattamento dignitoso dei nostri cittadini ha priorità assoluta”, ha dichiarato il portavoce nella conferenza stampa del governo del 22 maggio, aggiungendo che ciò “include soprattutto l’integrità fisica”. Berlino ha richiesto a Gerusalemme chiarimenti sulle circostanze che hanno portato allo stato fisico degli attivisti tedeschi, che il portavoce ha definito “incomprensibile”.
In conferenza stampa è stato chiesto perché la Germania, a differenza di Polonia, Francia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi, non avesse convocato l’ambasciatore israeliano. Il portavoce ha risposto che gli sviluppi più recenti, comprese le lesioni accertate, erano emersi solo la sera precedente, e ha ribadito che la linea del governo è quella di esigere un chiarimento completo e trasparente dei fatti, ma non ha annunciato ulteriori misure in tal senso.
Sdegno internazionale per il video di Ben-Gvir
Italia, Turchia, Canada e Corea del Sud hanno espresso indignazione per l’accaduto e diversi paesi europei hanno annunciato la convocazione dei rispettivi ambasciatori israeliani. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha sollevato dubbi sulla legittimità giuridica degli arresti avvenuti in acque internazionali.
In Israele, sia il primo ministro Benjamin Netanyahu sia il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno preso formalmente le distanze dal comportamento di Ben-Gvir. Sa’ar ha rivolto al collega parole dure: “Con questa vergognosa esibizione avete consapevolmente danneggiato il nostro Stato – e non è la prima volta”. Wadephul ha detto di essere grato a Sa’ar “per le parole chiare”. L’Unione Europea sta valutando possibili sanzioni nei confronti di Ben-Gvir.




