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Merz: “sconsiglierei ai miei figli di andare negli Stati Uniti”

Al Katholikentag di Würzburg, una delle manifestazioni più importanti per i cattolici tedeschi, il cancelliere Friedrich Merz (CDU) si è lasciato andare a un giudizio insolitamente aspro sull’attiale situazione negli USA: “Sono un grande ammiratore degli Stati Uniti“, ha detto il cancelliere, “Al momento, però, la mia ammirazione non sta crescendo”. Tutti i giornali tedeschi riportano la sua frase successiva: “Oggi non consiglierei più ai miei figli di andare negli Stati Uniti, di studiare lì e di lavorare lì”.

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Merz: il clima sociale negli Stati Uniti è cambiato

La motivazione addotta da Merz non è politica in senso stretto, ma sociale. Negli Stati Uniti si sarebbe sviluppato, a suo dire, un clima sociale che rende il paese meno attraente per chi voglia costruirsi un futuro. “Anche i più istruiti”, ha sottolineato il cancelliere, “hanno oggi grandi difficoltà a trovare un lavoro in America”.

Per contro, il cancelliere ha richiamato le condizioni della Germania: pochi paesi al mondo, secondo lui, “offrono opportunità così straordinarie”, in particolare per le generazioni più giovani. Sempre a proposito degli Stati Uniti, Merz ha continuato: “Stiamo vivendo una cesura così profonda che forse solo tra qualche anno capiremo davvero ciò che stiamo vivendo”. In questo quadro, ha ribadito la propria priorità: preservare libertà e pace in Germania e in Europa, senza darle per scontate.

Gli attriti con Trump: dalla guerra in Iran alle truppe in Germania

Le parole di Würzburg arrivano dopo giorni di tensione tra Berlino e Washington. Merz aveva già attirato le critiche di Donald Trump con una dichiarazione su quella che definiva la mancanza di strategia del governo USA nella guerra in Iran. La risposta di Trump era stata immediata e tagliente: “Non sa di cosa sta parlando”. Poi era arrivata la minaccia di ridurre la presenza militare americana in Germania. “Gli Stati Uniti stanno esaminando una possibile riduzione della presenza militare in Germania”, aveva scritto il presidente, annunciando che una decisione sarebbe stata presa “a breve”. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha in seguito annunciato il ritiro di 5.000 soldati, anche se eventuali tagli alle truppe in Europa erano già stati discussi in precedenza.

Trump era poi tornato sulla questione in un secondo post, indicando che Merz avrebbe bisogno di recuperare terreno “in particolare sui temi della migrazione e dell’energia”, invitandolo a “dedicare meno tempo a intromettersi negli sforzi di coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare dell’Iran”.

Che ne è del rapporto speciale fra Merz e Trump?

Nonostante gli screzi pubblici, Merz ha tenuto a precisare che il suo rapporto personale il presidente degli Stati Unito resta buono come sempre e ha sottolineato il valore strategico delle relazioni fra i due Paesi.

Lo stesso Merz ha dato conto, in un post su X, di una telefonata avvenuta durante il viaggio di rientro di Trump dalla Cina. I due avrebbero trovato un punto d’accordo su alcuni dossier urgenti: l’Iran deve sedersi al tavolo dei negoziati, lo Stretto di Hormuz deve restare aperto, Teheran non deve dotarsi di armi nucleari. Tra gli altri temi affrontati, secondo il cancelliere, figurano una soluzione di pace per l’Ucraina e il vertice NATO previsto ad Ankara all’inizio di giugno. Sui dettagli, Merz non ha aggiunto altro. “Gli Stati Uniti e la Germania sono partner forti in una NATO forte”, ha scritto, chiudendo il post con una formula secca.

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